Genere:
L’incubo di Hill House
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.
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L’incubo di Hill House è il più celebre romanzo gotico dell’orrore della scrittrice statunitense Shirley Jackson (1916-1965). È considerato come uno tra i migliori romanzi di fantasmi e l’autrice riesce, senza fare affidamento sugli strumenti classici della letteratura dell’orrore, a terrorizzare il lettore attraverso il mistero che lega i misteriosi avvenimenti nella casa e la psiche dei personaggi.

Eleanor Vance, ragazza che da bambina è stata protagonista di un fenomeno di poltergeist, è tra coloro che il professor Montague, antropologo interessato ai fenomeni paranormali, ha invitato a trascorrere l’estate a Hill House, una casa che si dice essere infestata. Montague è convinto che con l’aiuto di alcuni sensitivi possa evocare le presenze soprannaturali della casa, e per questo ha convocato diverse persone ma all’appuntamento si presentano oltre ad Eleanor, Theodora (e una ragazza spregiudicata e anticonformista) che ha manifestato poteri ESP. Oltre alle due ragazze c’è anche Luke Sanderson, ultimo erede dei proprietari di Hill House. Quella che inizialmente sembra essere un’amicizia tra i giovani si tramuterà in una relazione carica di gelosie e fobie.

A fare da sfondo (o da protagonista del romanzo secondo i punti di vista) incombe Hill House, le sue stranezze architettoniche, le sue porte che non vogliono rimanere aperte…

Pian piano inizieranno ad accadere strani fenomeni, scritte sui muri, apparizioni spettrali… Tutto senza che la Jackson ricorra a scene truculente, torture o spargimento di litri di sangue: l’autrice riesce a inquietare, prima in maniera subdola e sottile, poi man mano che il lettore si è legato ai personaggi della storia, ecco che inizia ad essere in tensione e alla fine a dubitare della labilità psichica dei personaggi, in particolare di Eleanor.

L’incubo di Hill House è un’opera di horror elegante e raffinato, costruita con uno stile allusivo e mai esplicito, spesso avvicinato a Il giro di vite di Henry James per affinità di temi e di soluzioni narrative.

Se volete testare l’autrice prima di tuffarvi nella lettura di questo gran bel romanzo, consiglio di leggere uno dei suoi racconti più celebri, “La lotteria”: poche pagine per comprendere quanto la penna di questa autrice possa essere capace a suggestionare chi legge.

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