Sono entrata a piccoli passi e in silenzio in questo libro. Si parla di quattro donne, dee, ninfe, sorelle, maghe, amanti…Si parla di tutto quello che non sapevamo, fino a oggi, su alcune delle protagoniste della mitologia, spesso rilegate a cornice di un quadro prettamente maschile. Chi sono?
La maga Circe, che strega Ulisse per sette anni? No. Ma racconta il grande amore che Circe ebbe per Ulisse, un amore immenso che, alla fine, lasciò andare per dargli la possibilità di tornare a casa. La maga pur offrendo l’immortalità e una vita di agi, per amore lascia andare. Sarà lei a dover soffrire all’infinito ma il suo amore, sincero e puro, la porta a sacrificarsi pur di rendere libero Ulisse. Oggi Circe andrebbe presa come esempio da tutti gli innamorati che non riescono a distaccarsi dal possesso e non dall’amore.
Ifigenia, figlia della violenza subita da Elena? No. Ma racconta il suo amore per Achille e la sua verginità, fino a doversi immolare alla dea Artemide, perché suo padre uccise una delle sacre cerve della divinità. Anch’ella, soffrirà per amore fino a immolarsi agli dei, per amore di suo padre, per amore di Achille e per amore delle divinità.
Dafne, ninfa libera e felice? No. Ma la ninfa che corre per una vita intera per non essere raggiunta da Apollo che si era innamorato di lei perdutamente e infine, chiedendo aiuto agli dei, riesce a sfuggire al dio solo grazie alla magia e all’essere trasformata in alloro. La ninfa che non cede alle lusinghe del Dio più bello e agognato dell’Olimpo e che, come nelle tante storie d’amore, aveva perso la testa proprio per l’unica donna-ninfa che non lo voleva e che, pur di non soccombere alla volontà superiore, si fa trasformare in una pianta che, ancora oggi, ha doti di guarigione e spiritualità
Cassandra, sacerdotessa di sventure? No. Studiosa e sacerdotessa, amava le erbe, la magia e l’arte divinatoria. Come tutte le streghe prevedeva il futuro, spesso negativo e guerrafondaio, ma non veniva creduta, anzi veniva richiusa e denigrata. Le doti di veggenza, sensibilità alle energie sottili, la spiritualità che va al di là della religione, porta ancora oggi a essere considerate “strane” e “streghe”, ancor di più se ciò che si vede si trasmuta in realtà. E Cassandra, venne tolta dal pubblico arbitrio proprio perché prevedeva il successo (e più spesso gli insuccessi) di chi le poneva una domanda.
Le ambientazioni antiche, le pratiche che venivano riservate alle donne, l’educazione maschile, i compiti che ciascuno doveva rispettare, non sono poi cambiati molto nei secoli. In questo romanzo le quattro protagoniste si riscattano, ognuna a suo modo, proprio come fanno le donne oggi e diventano libere. Ogni volta si rialzano, si sistemano i vestiti stropicciati, si ravvivano i capelli e ricominciano, più forti, magari ferite e doloranti, ma si rialzano sempre e si rendono libere.
Scritto davvero fluentemente, grammaticalmente corretto e con tutti i riferimenti storici e strutturali davvero connessi in maniera perfetta. Ho letto fino alla fine questo libro, certa che l’autrice potrà affrontare con lo stesso amore, altre protagoniste della storia e della mitologia antica che alla fine sono state riscattate, comprese e adorate.
Perché c’è sempre qualcosa dietro…

