Genere:
Le streghe di Lenzavacche – Simona Lo Iacono
Le streghe di Lenzavacche vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell’ abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio. Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l’oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.
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Il flusso dei miei pensieri si dirige verso questo libro. In realtà è una pozione magica, una miscela unica dove l’autrice imprime, tra le righe, la sua passionalità e il calore della sua terra.

Arrivo a questa scelta grazie al saggio consiglio di alcune amiche che conoscono il mio amore immenso per la Sicilia.

L’autrice sceglie gli ingredienti magici con cura e l’ambientazione è un periodo storico impegnativo e difficile come il Fascismo e non mancano le streghe.

Lenzavacche si presta a raccogliere quasi come gli otri per l’olio la preziosa trama, ma diventa anche il paese della vergogna e del peccato.

Spesso tra le lenzuola di lino pregiato si consumano amori clandestini, corpi che si saziano, ma niente di più, nessun legame solido. Siamo in un paese di streghe, non c’è posto per i sentimenti.

Viviamo tra pozioni magiche. La figura della strega non è mai stata apprezzata, sempre identificata come figlia del Diavolo che porta guai e maledizioni eppure ancora oggi affascinante.

In fondo anche nella nostra società ci sono streghe che nella vita devono costruire sapienti pozioni magiche per poter affrontare montagne imponenti.

Donne come nonna Tilde che non si arrendono mai.

Un libro che mi ha carpito sin dalle prime pagine, che emana profumi e invita ogni donna a creare la propria pozione magica.

“…la realtà e gli uomini sono come i libri, e io sono abituata a sfogliare le pagine”, cita l’autrice.

…Aloe e Valeriana stuzzicano la fantasia, accompagnatemi a Lenzavacche.

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