“L’assassinio di Florence Nightingale Shore” è il primo romanzo giallo della scrittrice e giornalista britannica Jessica Fellowes, nipote dell’acclamato autore Julian Fellowes, che vede protagoniste le sei sorelle Mitford.
Nancy, Unity, Deborah, Jessica, Diana e Pamela sono le sei figlie di David Freeman Mitford, il barone di Retesdale.
In questo primo romanzo troviamo la piccola e perspicace Nancy; così la Fellowes decide di collocare, alternandole, tutte le sei protagoniste nei rispettivi romanzi, a comporre l’intera saga.
Se l’assassinio dell’infermiera Florence Nightingale Shore è passato alla storia come uno dei casi insoluti, l’autrice, con la sua fantasia, decide di cambiare le carte in tavola dando, nella storia, un volto al colpevole.
Florence è vicina alla pensione e il 12 gennaio del 1920 prende il treno con destinazione Warrior Square, la povera infermiera non ci arriverà mai perché verrà trovata morta nell’ultimo vagone.
L’ultima persona ad essere entrata nello scompartimento è un uomo vestito di marrone di cui si sono perse misteriosamente le tracce.
Per una vita giunta al termine, ce n’è un’altra in forte pericolo, soprattutto quando si salta da un treno in corsa, ed è quella di Louisa Cannion che deve sfuggire alle possenti grinfie di uno zio che, per saldare i propri debiti, vuole usarla come merce di scambio, vendendola a uomini molto pericolosi.
In aiuto della ragazza giunge Guy Sullivan, un agente della polizia ferroviaria e le fa raggiungere Ashtall Manor, nella campagna dell’Oxford Shire dove trova un posto di lavoro come cameriera al servizio dell’aristocratica famiglia Mitford, da qui nascerà una forte amicizia con la piccola Nancy, una sedicenne fin troppo sveglia e amante delle storie, tale da diventare in seguito una famosa scrittrice. Nancy, Guy e Louisa dovranno unire le proprie forze e indagare sulla morte di Florence.
“L’assassinio di Florence Nightingale Shore” è ambientato nel 1920 nell’Inghilterra che deve difendersi dagli attacchi dei tedeschi, visto che siamo nella seconda guerra mondiale e i sei capitoli della saga dedicata alle sorelle Mitford si svolgono nel periodo che va dal 1920 al 1930.
Neanche a pensarlo, una delle sei sorelle, Unity, intratterrà una forte amicizia niente popò di meno che con Adolf Hitler, giusto per dare la storia in pasto ai rotocalchi inglesi.
Ma Florence è stata assassinata e se, nella vita reale, quell’ipotetico uomo vestito di marrone si è volatilizzato, sparendo nell’ombra come un fantasma e facendo perdere di sé completamente le tracce, nella fantasia, grazie all’abile penna della britannica Fellowes, quel colpevole trova una sua identità.
In questo giallo ci sono forti richiami allo stile della regina del genere: Agatha Christie. Il treno è il luogo del delitto, ma se nel romanzo della Fellowes è solo ed esclusivamente tra i protagonisti del primo capitolo, in quelli di Agatha Christie ben tre storie si svolgono in treno, due vedono personaggio principale l’uomo dalle cellule grigie e dai baffetti impomatati, il belga investigatore Hercule Poirot: “Assassinio sull’Orient Express”, “Il mistero del treno azzurro”, primo e quinto della serie dedicata all’investigatore belga, la terza “Istantanea dell’assassino” vede invece protagonista Miss Marple.
Eccoci dunque catapultati nell’alta società britannica, in un’Inghilterra alquanto decadente, sapientemente descritta dalla Fellowes, che terrà il lettore col fiato sospeso come, di sicuro, sarà per gli altri cinque libri della saga dedicata alle sorelle Mitford.
L’autrice ci confeziona un giallo da una storia che è già un giallo di per sé, (perdonatemi il gioco di parole) e pertanto l’autrice sfugge alla narrazione degli eventi, parte da un fatto di cronaca per poi improvvisare, avvalendosi dell’immaginazione più totale; vi posso assicurare che è un esperimento alquanto difficile, non mi sento di affermare con assoluta certezza che ci sia riuscita appieno, perché quando un autore vuole creare un romanzo basandosi su un fatto realmente accaduto deve, a mio avviso, assumersi la responsabilità di partecipare a un gioco più grande di lui, a prescindere dal genere letterario di riferimento, che alla lunga può pure rivelarsi un elemento marginale.
Dopo questa doverosa premessa, ritengo “L’assassinio di Florence Nightingale Shore” un testo assai godibile e pertanto lunga vita alla saga targata Mitford! Sono sicuro che queste sei sorelle avranno molto da raccontare. Magari si cadrà in qualche avventura amorosa, proprio come capita a Louise Cannion e Guy Sullivan, ma alla fine questa nobile famiglia, che ha fatto fin troppo parlare di sé riempiendo le pagine dei rotocalchi, tra scandali e gossip, stimolerà nel lettore quella curiosità che si sviluppa inevitabilmente nella banale quotidianità.
Non ho ancora avuto modo di leggere gli altri cinque romanzi della saga, ma sono sicuro che la Followes abbia avuto una geniale idea nell’inserire le Mitford in un contesto all’insegna del mistero.
- Collana:I narratori delle tavole


