Era da tempo che desideravo avvicinarmi alle opere di Valeria Bianchi Mian. Ho deciso di iniziare dall’ultima che ha pubblicato. L’angelo di sangue tratta un argomento per il quale tutti, prima o dopo, a seguito di una notizia sentita sui media o perché vissuto molto da vicino, abbiamo avuto modo di esprimere un’opinione. Sto parlando di manipolazione psicologica e di lavaggio del cervello. Salvatore Regis ha fondato una comunità, forse è più corretto parlare di setta, coinvolgendo nel suo progetto tutti ragazzi con grossi problemi familiari e comportamentali dandogli così uno scopo e una autorevolezza personale. Alcuni i più determinati sono diventati i suoi aiutanti preferiti. Per entrare bisogna fare un lungo percorso iniziatico e solo i più “meritevoli” potranno accedere al cuore della comunità: una villetta sulle pendici del monte Musiné in Piemonte. Tanti giovani di Torino subiscono il fascino ed il richiamo di questa psicosetta. Uriel, Gabriel, Michael sono ragazzi difficili, Raffaella invece proviene da una famiglia benestante. Lo stesso Regis ha “costruito ” la sua congregazione per vincere un periodo molto drammatico della sua vita di adolescente. Quando un potenziale nuovo adepto viene trovato morto a causa di una overdose le cose per la sua comunità iniziano a complicarsi. Si susseguiranno sorprese e colpi di scena. Approcci maldestri e fughe rocambolesche nel cuore del Musinè. Un libro coraggioso scritto in maniera semplice ma con molti passaggi che invitano a riflettere. Un libro anche drammatico ma che ci comunica che l’amore e l’affetto sono in grado di sovvertire anche le situazioni più compromesse. Una Nuova avventura per Greta Pietropaoli e il suo compagno, lo psicoterapeuta Daniel Viola. Un plauso all’autrice che continuerò a seguire con interesse.

Giallo
La nuova avventura di Simoni si concentra su degli enigmi che l’inquisitore Svampa dovrà risolvere in una nuova missione nella Ferrara del 1626. Siamo nell’epoca
