La teoria di Camila. Una nuova geografia familiare – Gabriella Genisi
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

La teoria di Camila. Una nuova geografia familiare - Gabriella Genisi

Trama

Non esiste un’età definita per diventare adulti, accade quando muore un genitore, che tu abbia cinque anni o cinquanta. È così anche per Marco, un ingegnere romano, una sera, dopo una partita di calcetto. La telefonata di Camila, la badante di suo padre, lo proietterà in pochi secondi in un’altra parte della vita. Nell’ora successiva Marco si ritrova a girovagare nella notte di Roma, incapace di accettare il lutto, incapace di comunicare con chiunque. Quando prende coscienza, ad aiutarlo in questo difficile passaggio troverà Camila. La stessa donna che in qualche modo lo ha allontanato da suo padre, occupandone lo spazio emotivo, sottraendo comprensione e tenerezza. In una notte lunghissima e dolorosa passata a fare i conti con gli errori del passato, con un futuro ancora tutto da vivere, si riannoda un filo spezzato tra un padre che non c’è più e un figlio che non riesce a smettere di averne bisogno.

 

Recensione a cura di Dario Brunetti

Gabriella Genisi abbandona – penso solo per poco – le vicende che riguardano il commissario Lolita Lobosco, per regalarci una storia molto intensa dove il valore umano, quello vero, viene messo alla prova.

Il protagonista di questo romanzo è Marco, un uomo che deve rivedere molte cose della sua vita, innanzitutto il suo rapporto con il padre defunto con il quale non può più avere quel contatto che aveva sempre cercato. Pensava si fosse tutto perso e invece il padre gli ha lasciato una lettera, dove ci sono profonde analisi della vita trascorsa e del rapporto tra di loro, delle spiegazioni e dei chiarimenti e, se vogliamo, anche dei suggerimenti sul futuro e sull’approccio a quello che verrà.

Ma la persona fondamentale che ha prima diviso e infine unito i due è Camila, la badante ucraina che con amorevoli cure ha reso la morte del padre ancora più dolce alleviando le sofferenze fisiche e psicologiche.

Grande prova quella della Genisi che offre al lettore un quadro familiare molto comune al giorno d’oggi, con un romanzo che ci deve far riflettere; infatti al protagonista basta una lunga interminabile notte al capezzale del padre per arrivare a rivedere i propri errori che possono essere quelli di ognuno di noi.

Quante volte si è leggeri e superficiali ed incapaci di valutare bene certe situazioni, sicuramente la scrittrice ci offre anche un’opportunità: quella di metterci in discussione con noi stessi.

Effettivamente penso che la vita ci faccia vivere di rimpianti e di occasioni perdute nel rapporto con un genitore ormai perso, ma questa storia ci fa prendere coscienza di noi stessi.

Quello di Camila è un ruolo chiave, con la sua semplicità ed estrema delicatezza finirà per essere l’anello di congiunzione tra Marco e il padre ricucendo quel rapporto terminato proprio una sera con la scoperta della badante nel letto del padre. Una cattiva sorpresa frutto di un’errata interpretazione dei fatti.

Marco è al capolinea di una vita fatta di inutili amori, di matrimoni finiti nel peggiore dei modi e di figli che deve vedere saltuariamente, insomma è totalmente allo sbando e la morte del padre, seppur dolorosa, segnerà una vera e propria svolta.

Solo la grande sensibilità dell’autrice riuscirà a coinvolgerci in pieno in una storia ricca di emozioni e di sentimenti, forse ingiustamente repressi.

La teoria di Camila è un romanzo che dà quella speranza e quell’insegnamento necessario per andare avanti e farci affrontare il domani con serenità, proprio quella che cerca Marco.

Se, con il personaggio di Lolita Lo Bosco, Gabriella Genisi ha conquistato per anni i lettori, con questo romanzo riuscirà a toccare le corde della nostra anima.

 

Dettagli

  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile: 157 pagine
  • Editore: Perrone (9 Maggio 2018)
  • Collana: Hinc
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8860044634
  • ISBN-13: 978-8860044631
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