La taverna degli assassini
Anno del Signore 1793. Granducato di Toscana. Un castello fondato su un’antica abbazia, un cadavere avvolto nei tralci di una grande vite. Sotto le luci di un’alba invernale, i vitigni innevati del barone Calendimarca si rivelano teatro di un omicidio. Non solo un enigma inspiegabile, ma anche un’onta per il casato del nobiluomo. Vitale Federici, insieme al suo devoto discepolo Bernardo della Vipera, si ritroverà a investigare su un delitto i cui moventi sembrano affondare nell’antica tradizione vinicola della famiglia baronale, e nella sua cantina sotterranea che, simile a una biblioteca, pare celare un indizio sull’identità dell’assassino. Riuscirà Vitale a fare luce su questo caso, in cui ambizione, inganno e antiche passioni si intrecciano in un mistero forse impossibile da decifrare?
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mdifelice
Blocco dello Scrittore
Marianna Di Felice
Salve a tutti mi chiamo Marianna Di Felice ed ho una passione per la lettura da sempre! Ho dovuto accantonare un po’ la lettura durante gli anni universitari, ma dopo la laurea in Scienze Politiche ho ripreso a pieno ritmo, recensendo e scrivendo articoli su argomenti letterari. Oltre alla lettura sono appassionata di fotografia, montagna, arte e handmade. Ho ereditato la passione per la lettura e anche per la scrittura da mio nonno materno che adorava leggere e scrivere testi dialettali. Grazie a lui ho iniziato a leggere testi dello scrittore Niccolò Machiavelli e del poeta Giacomo Leopardi che ad oggi sono i miei autori classici, italiani, preferiti. Ho intrapreso la via del giallo grazie ai libri della bravissima Agatha Christie. I miei generi preferiti sono il giallo, il thriller, il romanzo storico e il fantasy (genere decisamente sottovalutato rispetto agli altri, ma che vanta autori molto bravi e romanzi interessanti e non sto parlando di Harry Potter). A parer mio un libro per essere interessante non deve avere un finale scontato, anche se il lettore spera sempre che il suo personaggio preferito non faccia una brutta fine; deve avere una scrittura travolgente e non per forza piena di vocaboli altisonanti; deve avere delle descrizioni precise tanto da creare un film nella testa del lettore e non deve essere il solito trito che rimescola libri precedenti o prende fin troppi spunti da altri libri e che non genera forme nella mente, perché un vero lettore potrebbe perdere l’interesse. In un mondo editoriale poco attento spero sempre di trovare altri autori validi oltre quelli già acclarati, per questo motivo spero sempre di leggere tanti libri che possano attirare la mia attenzione e anche quella di altri lettori attraverso le recensioni!

Ogni volta che viene annunciata l’uscita imminente di un libro di Simoni per me c’è sempre grande attesa e una gran voglia di recarmi subito in libreria. L’ultima fatica dell’autore è uscita il 31 ottobre, giorno particolare dedicato a Samhain che suscita entusiasmo nei confronti di letture gotiche. Quindi con una tisana fumante a fianco il lettore si prepara a leggere di castelli diroccati, di sotterranei segreti, di storie dalle tinte cupe e tenebrose che, naturalmente, possiamo ritrovare nel giallo di Simoni. Difatti il protagonista, che ritroviamo dopo averlo lasciato ne La cattedrale dei morti, Vitale Federici si appresta insieme al suo protetto Bernardo della Vipera ad arrivare in un castello che fu tempo prima dimora di un ordine di monaci. La teatralità che serve per tenere alta l’inquietudine del lettore e per far si che le scene si susseguano nitide nella sua mente c’è già nel viaggio dei due protagonisti verso quel castello dove era stato ritrovato un cadavare. E prima ancora la stessa teatralità si ritrova nella scoperta del cadavere. Ribrezzo, sconvolgimento, paura, tensione sono alcuni dei sentimenti sentiti dai personaggi che riescono a palesarsi al lettore. Naturalmente anche la carrozza che sale tra neve, tornanti e strapiombi rende bene l’idea al lettore di una storia dalle tinte cupe, una scenografia letteraria per rendere visibile alla mente dello stesso la narrazione. A completare l’idea ci si doveva imbattere in veleni e cunicoli sotterranei, per avere un giallo che si rispetti che potesse trasmettere brividi durante la lettura o comunque una forma di agitazione per tenere alta l’attenzione. Dopo aver scritto di terre ad Oriente, l’autore torna in Italia e precisamente nel Granducato di Toscana, in un periodo difficile per i nobili poiché in Francia regnava il Terrore e i nobili non erano ben visti, considerati degli sfruttatori che non prestavano alcuna attenzione al popolo. Certe idee sono fin troppo fragorose e potrebbero trascinare anche altri popoli in una rivoluzione contro gli stessi nobili! Un’epoca diversa dal Medioevo, un’epoca di cambiamenti e di rivoluzioni, dall’industriale all’americana per finire alla francese, un’epoca di lumi che però riserva molte ombre, un’epoca dove si sviluppa il romanzo gotico che si rivela decisamente affascinante, un’epoca dove si svolge la storia scritta dall’autore che, come al solito, con la sua scrittura ammalia il lettore e lo porta all’interno della narrazione. Simoni è come un mago che con la sua magia crea mondi davanti agli occhi dei lettori , crea ombre e luce, narra di verità e fantasia, di dolore e felicità e nel frattempo fa viaggiare chi legge portandolo in ogni angolo citato nella sua storia, per questo motivo rimane, per me e per molti altri, un autore amato che sa come divertire e appassionare il lettore. L’unico terribile “difetto”, lo dico sempre e sempre lo ripeterò rimane la velocità di lettura con il quale si scorrono le pagine, proprio perché i suoi romanzi si divorano in pochissimo tempo! In quest’ultima storia Vitale eliminerà le ombre che si sono addensate sopra il castello, ma rimarrà con l’amarezza della verità che purtroppo impedisce alla felicità il suo corso.

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