Genere:
Il talento del cappellano – Cristina Cassar Scalia
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Trama

Un cadavere che scompare, poi riappare. Un duplice omicidio accompagnato da una macabra messinscena. Con il Capodanno alle porte, pasticcio peggiore non poteva capitare al vicequestore Vanina Guarrasi. Se poi una delle vittime è un prete, il caso diventa ancora più spinoso. Comincia tutto in una notte di neve, sull’Etna. Il custode di un vecchio albergo in ristrutturazione chiama la Mobile di Catania: nel salone c’è una donna morta. Quando però i poliziotti arrivano sul posto, del corpo non vi è più traccia. Ventiquattr’ore dopo viene ritrovato nel cimitero di Santo Stefano, proprio il paese dove abita la Guarrasi. Al suo fianco è disteso un uomo, un sacerdote, anzi un monsignore, assai conosciuto e stimato; entrambi sono stati uccisi. Intorno a loro qualcuno ha disposto fiori, lumini, addobbi. Il mistero si dimostra parecchio complesso, oltre che delicato, perché i conti, in questa storia, non vogliono mai tornare, un po’ come nella vita di Vanina. L’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè può risultare al solito determinante. Quell’uomo possiede un intuito davvero speciale, ma ha il vizio di non riguardarsi. Una cattiva abitudine che, alla sua età, rischia di essere pericolosa.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Vanina Guarrasi vicequestore protagonista dei gialli di Cristina Cassar Scalia è una brava poliziotta, donna moderna, capace e intelligente a volte di modi un po’ bruschi. Siamo alla quinta storia e  devo dire che la scrittura di Cristina Cassar Scalia mi piace sempre di più. Tratto tipico il suo raccontare anche del passato, di raccontare Catania, di parlare della “muntagna”, di narrare del cibo, con la cioccolata bene rifugio di Vanina. Molta ironia, qualche pennellata di lingua siciliana, comprensibile per chiunque. Questa volta, Vanina viene raggiunta dalla telefonata del suo vice mentre è a Palermo a casa della sua famiglia in un momento di ferie, con sollievo ritorna a Catania, rendendosi conto, una volta di più, come non riesca a stare senza il suo lavoro. Un uomo denuncia di aver trovato un cadavere in un hotel in ristrutturazione, il cadavere però non viene trovato. L’uomo, guardiano della struttura, è conosciuto come persona poco  affidabile. Vanina, ormai è noto, è una poliziotta che non si accontenta, cerca di capire, si getta nelle indagini con i suoi soliti metodi, qualcosa non le torna e quando i cadaveri raddoppiano e vengono trovati in un contesto particolare, l’indagine si fa ancora più complicata. Vanina cerca in tutti i modi di guadagnare tempo con il giudice assegnato al caso, che avendo paura della sua ombra, non appena la vicenda si complica con possibili intrecci mafiosi, cede volentieri l’indagine a una collega meno pusillanime. Come al solito una mano la dà anche l’ex commissario Biagio Patanè, diventato ormai una persona cara per Vanina. Le vicende personali dei vari personaggi, che nel libro precedente erano state lasciate un po’ in disparte, questa volta invece hanno uno spazio importante. Vanina non ha ancora fatto chiarezza sulle sue intenzioni con Paolo Malfitano, la sua amica Giuli ha bisogno di un grande favore che Vanina le fa, nonostante le indagini la tengano molto impegnata. Leggendo, indaghiamo insieme a Vanina, le ipotesi investigative sono molteplici, tutte sensate, fino alla soluzione del crimine che… non si può raccontare ma si deve leggere.

Consigliato a: chi ha letto i libri precedenti, chi ama le sbirre protagoniste, chi si diverte a indagare con i protagonisti, chi ama la Sicilia.

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: ‎ 320 pagine
  • Editore: ‎ Einaudi (2 novembre 2021 )
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: ‎ 8806250590 
  • ISBN-13: 978- 8806250591     
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