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La stagione delle Erinni
72 a. C. Roma è una città sempre più corrotta, prossima a perdere la propria identità per entrare in una nuova èra. Marco Tullio Cicerone è un oratore giunto a un punto decisivo della carriera, Tito Annio Tuscolano un ex centurione disincantato. Unendo i loro talenti a quello di Flavia Polita, carismatica lenona della Suburra, sveleranno il gioco d’ombre messo in piedi per confonderli e fronteggeranno un complotto che potrebbe far riesplodere la guerra civile. Dagli autori de “Il diritto dei lupi”, una spy story piena di fascino tra il crepuscolo della Repubblica e l’alba della dittatura. Ingaggiati forzatamente per una missione ad alto rischio, Marco Tullio Cicerone e Tito Annio Tuscolano devono impedire a un gruppo di fanatici di attizzare il fuoco dei conflitti sociali. Con loro Flavia Polita, che nella vicenda ha un interesse personale. Intanto, sullo sfondo, vanno in scena le rivolte di Sertorio e Spartaco, la guerra contro Mitridate e le manovre politiche dei due ambiziosi pretori in carica, Marco Licinio Crasso e Quinto Ortensio Ortalo. Una matassa ingarbugliata che metterà alla prova l’intelligenza di Cicerone, l’esperienza di Tito, il coraggio di Flavia. E nella quale rimarranno impigliate donne risolute e letali, dal destino tragico, in cerca di vendetta.
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Al loro secondo libro ambientato nella Roma Repubblicana (il primo Il diritto dei lupi uscito nel 2021) gli autori tornano a seguire i personaggi del primo capitolo e le loro peripezie nella Roma del 72 a.C.. I protagonisti sono il noto Marco Tullio Cicerone e due di fiction Tito Annio Tuscolano ex centurione e Flavia Polito ex moglie di questi nonché tenutaria di un bordello. La trama vede i tre impegnati su diversi fronti a sventare un complotto contro la Repubblica.

I due autori mostrano una buona conoscenza della società romana del tempo e delle dinamiche storiche del periodo con dovizia di particolari su usi e costumi del tempo.

Siamo in un periodo di fermento al tramonto della Repubblica, dopo le guerre tra Mario e Silla, con la rivolta di Spartaco e Sertorio sullo sfondo. Compaiono già Crasso e Pompeo, in futuro legati al destino di Giulio Cesare ed alla definitiva fine della Repubblica.

Si tratta di un opera consigliata ai fans di Colleen Mc Cullogh piuttosto che di Simon Scarrow (considerati i due scrittori di riferimento per il periodo romano).

Se ho trovato accurate le descrizioni di usi e costumi, una pecca a mio avviso importante sono le costruzioni dei dialoghi, troppo “moderni” e con espressioni idiomatiche sconosciute all’epoca.

La trama poi è difficile da seguire, il lettore rischia di perdersi tra i troppi personaggi e i continui riferimenti al primo capitolo senza approfondimenti in merito, tanto che se non si è letto il primo capitolo ne sconsiglio vivamente la lettura.

Opera comunque godibile per gli amanti del genere giallo storico, i cultori del periodo dovranno perdonare alcuni difetti.

Frase:

E IO DICO RICHIAMIAMO POMPEO DALL’HISPANIA E ANNEGHIAMO SPARTACO E LE SUE BESTIE RIBELLI NEL LORO STESSO SANGUE

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