La ragazza di Lucento. La prima indagine di Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi
Una pallina di carta schizza come impazzita dalla finestrella di una cantina. Tre ragazzi adolescenti la prendono a calci mimando i loro eroi del pallone. Poi, giunti sotto casa del primo, anziché aprirla, scommettono sul suo contenuto e decidono di conservarla all’interno di un barattolo. Ma il tempo passa e quel barattolo resta dimenticato per sedici anni all’interno di un cassetto. Dopo tutto questo tempo, i tre amici si ritrovano scoprendo una drammatica verità che dà il via ad un’indagine strana, complessa e ardita, che parte da molto lontano. La casualità e l’ironia della sorte la rendono per certi versi paradossale. Perché tutto ciò che appare può rivelarsi fatuo, assurdo, imprevedibile. Dietro a questa lente troviamo lui, Maurizio Vivaldi, il nostro poliziotto in cerca della verità, ovviamente. Ma non sarà solo. Perché la vita spesso sa confonderci, ma anche assisterci, aiutarci, illuminarci. Nulla è mai quello che appare. E il lettore lo scoprirà con sorpresa solamente alla fine del romanzo. Una storia malata, intricata e infestata da fantasmi, ovvero, paure e fragilità che riemergono prepotenti dal passato. Un’indagine corale che sa scandagliare le profondità dell’animo umano e svelarne i suoi segreti più intimi.
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pvaralli
Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Maurizio Blini, Torinese ed ex poliziotto, ci confeziona una storia partendo da uno spunto molto originale: un messaggio contenuto in una pallina di carta lanciata da una cantina. Per vari motivi quel messaggio verrà letto dopo sedici anni.

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare” scriveva Manzoni tentando di giustificare il pavido Don Abbondio. Anche Maurizio Vivaldi, in forza alla questura di Torino, si porta dietro il fardello di un episodio infantile in cui il coraggio è venuto a mancare. Questo episodio lo ha segnato e la ferita dell’anima brucia e corrode.

Gli amici di infanzia, ritrovati in età adulta, pure loro si rivelano un po’ vigliacchi, i loro profili emergono mano a mano che la lettura procede, ben inquadrati psicologicamente dall’autore.

I maestri di scrittura creativa ci insegnano che se il lettore ha voglia di girare pagina, lo scrittore ha fatto un buon lavoro. Qui, la storia, inizia un po’ in sordina, ma poi prende corpo e si sviluppa in un crescendo di spunti che ti tengono incollato alla sedia e te la fanno venire la voglia di girare pagina, la voglia di sapere cosa succede dopo.

L’uso della prima persona tiene, inevitabilmente, il lettore agganciato al protagonista e contemporaneamente tuttavia il tempo verbale (quasi solo imperfetto) ce ne distacca, come a farci assistere dall’ esterno alla narrazione. Siamo lì e non lo siamo, stiamo guardando dalla finestra, siamo intrigati dallo scorrere della narrazione ma non ne facciamo direttamente parte.

I due investigatori (Meucci e Vivaldi) svolgono la loro indagine nel quartiere di Lucento, una Torino che Vivaldi conosce molto bene. Meucci parla poco, la sua presenza quasi non si nota, funge da contraltare, mentre Vivaldi si prende la scena e sembra essere il vero protagonista della vicenda.

Il romanzo è ben scritto, pacato ma non privo di colpi di scena. La storia è molto buona. La città autentica.

Assolutamente consigliato a chi cerca un noir sottile, psicologico, con un ottimo ritmo. Decisamente interessante. Auspichiamo, dunque, un seguito per questi due investigatori promettenti.

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