Recensione a cura di Dario Brunetti
La portinaia del 17. I segreti del Vieux Moulin è il romanzo d’esordio di Emma Cortesi uscito per Fazi editori nella collana Darkside. Ambientato a Parigi, nello storico quartiere di Montmartre, in un condominio al 17 rue des Saules regna la tranquillità più assoluta che va a scandire le quotidiane abitudini dei suoi inquilini. Ma a interrompere la monotonia del condominio è un mistero accaduto al secondo piano dove abita Mathieu Gorin, un drammaturgo molto riservato che conduce una vita piuttosto rigorosa, lontana dalle luci della ribalta. È accaduto qualcosa di inspiegabile che ha insospettito Berthe Marceau, l’ironica portinaia dello stabile. Gorin, come da consuetudine giornaliera, non è sceso a ritirare il giornale. Berthe chiama subito in causa l’ex commissario di polizia Antoine Lefevre, che abita al terzo piano del condominio: insieme, decidono di entrare nell’appartamento di Gorin. Il drammaturgo sembrerebbe riposare sulla sua comoda poltrona, se non fosse che è stato assassinato. Berthe nota una tazzina di tè rovesciata sul pavimento e la scena che si presenta ai suoi occhi le fa credere che si tratti di un delitto. L’uomo è adagiato sulla poltrona con una perfetta postura: per la portinaia, dotata di raro acume investigativo, quella compostezza è solo una messa in scena orchestrata ad arte dall’assassino. A non credere a questa ricostruzione è l’ispettore capo Arnaud Donadel, fermamente convinto che si tratti di morte naturale: una decisione lo porta ad archiviare subito il caso.
Berthe e l’ex commissario Lefevre dovrebbero mettersi il cuore in pace, ma non sembrano decisi ad accogliere questa versione dei fatti. Sebbene la loro strada sia in salita, i due avviano la loro indagine privata per ricostruire paso dopo passo, la vita di Gorin. Nell’appartamento dell’uomo riemergono ricordi legati al teatro, vecchie fotografie, vecchi diari e soprattutto, un amore del passato che ritorna come un fantasma. Diventerà necessario interrogare gli inquilini del condominio: c’è qualcosa che li legava al signor Gorin? L’assassino si nasconde tra di loro o si tratta di un estraneo che è riuscito a intrufolarsi nello stabile eludendo la sorveglianza della portinaia?
La portinaia del 17. I segreti del Vieux Moulin è un giallo classico deduttivo scritto con eleganza e leggerezza da un’autrice giovane capace di mostrare un grande talento per la narrativa di genere. Una trama ad orologeria che gode dei giusti incastri e della ricerca minuziosa di ogni piccolo dettaglio; inoltre vi è un’ottima caratterizzazione dei personaggi: quali segreti si nascondono nel condominio di rue des Saules?
Emma Cortesi ha dato vita a un’improvvisata coppia di investigatori: Berthe, la portinaia ficcanaso ma con spiccate doti da detective, e l’ex commissario Lefevre, capace di dare un enorme contributo allo sviluppo delle indagini grazie alla sua consolidata esperienza nel risolvere delitti con modalità analoghe al caso Gorin. Tra di loro si instaurerà un’ottima sinergia che li condurrà alla risoluzione di un’indagine dal retrogusto amaro. Mentre Berthe grazie alla profonda conoscenza degli inquilini ne osserva ogni abitudine, un’abilità che la porta a notare il minimo dettaglio sulla scena del crimine, Lefevre applica il metodo classico scientifico adoperato in polizia.
Un connubio irresistibile nato dalla pregevole firma di una voce tutta da scoprire nella letteratura di genere che ci conduce nel quartiere storico di Montmartre facendoci apprezzare quell’atmosfera rétro dei sobborghi parigini. Di Emma Cortesi sentiremo sicuramente parlare per la straordinaria capacità di prendere per mano il lettore offrendogli le giuste suggestioni che un romanzo di qualità sa donare; e penso che non ci farà attendere troppo a lungo.

