La maschera di Freud
La relazione d’aiuto psicologico è una relazione costruita sulla fiducia che mai deve tradursi in dipendenza. Dopo aver trovato il coraggio di affidarsi a qualcuno, Miriam comincerà un viaggio lungo e tortuoso alla ricerca di una intricata verità. «Ogni notte tutto mi fa paura, sento una forte sensazione di nausea e ho voglia di piangere tantissimo.» «È normale, Miriam… Concentra la tua attenzione sulle sensazioni di disagio.» «Non riesco a concentrarmi sulle sensazioni, mi sembra tutto così astratto. È come se cercassi di afferrare l’aria e, ovviamente, non ci riuscissi.» «E io ti insegnerò ad afferrarla. Fidati di me.»
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Penna Esordiente
Marika Campeti
Marika Campeti è nata a Roma nel 1979. Nel 2002 si è laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo. Dopo gli studi ha svolto i suoi primi lavori nella post-produzione televisiva e cinematografica come rilevatrice dialoghi e assistente al doppiaggio. Attualmente è caporedattrice per la rivista letteraria Writers Magazine Italia diretta da Franco Forte. Insegna danza orientale dal 2005. Ha pubblicato quattro romanzi , un romanzo breve e curato due antologie: Il segreto di vicolo delle Belle (Apollo Edizioni 2018), Lo scorpione dorato (Augh edizioni 2020) Neravorio (Augh edizioni 2022) L’ultimo respiro di Mara (Bertoni editore 2023), Giochi di coppia (Delos Digital 2024), 365 racconti gialli, thriller e noir (Delos Digital 2024), La notte della menta (Settechiavi, novembre 2024).

Due autrici coraggiose che affrontano un argomento importante da un punto di vista diverso dal solito.

La maschera di Freud racconta la storia intima di Miriam e la sua difficoltà a staccarsi da una relazione sbagliata e tossica che si intreccia con il senso di colpa e la non consapevolezza di essere vittima di violenza fisica e psicologica.

Il carnefice questa volta non è il compagno, il fidanzato o il marito, ma una persona che si approfitta del suo status professionale per attuare una coercizione psicologica sulla protagonista, e farla finire nella sua “rete”.

La dipendenza affettiva di cui è vittima Miriam si dipana in tutte le pagine, nei suoi ripensamenti, nelle sue riflessioni, nei comportamenti emotivi altalenanti, senza che lei se ne renda conto.

Ed è proprio questo a mio avviso il punto di forza di questo romanzo: le due autrici non tratteggiano una storia di violenza brutale e manifesta, ma partono dall’inconscio, dalla dipendenza emotiva, dalla psicologia, dai meccanismi mentali spesso involontari che spingono le donne a non riuscire a dire quel “no” che le salverebbe.

Miriam alterna sensi di colpa e tuffi incoscienti in un errore ripetuto, senza capire di essere finita in una trappola tesa sapientemente a lei, e a tutte le donne che prima di lei hanno dimostrato fragilità emotiva.

Un romanzo delicato e introspettivo, ne consiglio la lettura alle donne, ma soprattutto agli uomini.

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