Gli accordi di Stradivari
Cremona, città di violini e liutai, è sconvolta: lo Stradivari Conte De Fontana del 1702, violino di inestimabile valore, è scomparso. Brutto affare per il commissario Valentina Raffa, poliziotta giovane e sexy in preda all’ennesima delusione d’amore e in perenne lotta contro le battutine e i goffi tentativi di abbordaggio del suo capo, il questore De Paoli Ambrosis. Come se non bastasse, ci si mette anche uno svampito liutaio olandese, Peter van Basten, che prima la seduce con la sua aria esotica e poi l’abbandona nel bel mezzo del primo appuntamento, sparendo misteriosamente. Per sua fortuna, il commissario Raffa è troppo impegnata per mettersi sulle sue tracce: c’è in gioco un simbolo della città e, soprattutto, la sua reputazione. Nonostante il paziente aiuto del collega, l’ispettore Davide Tranquillo, segretamente innamorato di lei, per «la Raffa» il caso si fa sempre più intricato, tra ricatti, foto compromettenti, pedinamenti e vendette…
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Marco Ghizzoni è uno scrittore che è nato e vive a Cremona. Città nella quale ha ambientato anche il suo ultimo romanzo che si intitola Gli accordi di Stradivari e che ha come protagonista uno sconclusionato commissario di polizia, Valentina Raffa, che ha l’improbo compito di ritrovare un preziosissimo Stradivari rubato dal museo del violino. A essere interessati allo strumento sono in tanti, primo fra tutti Peter van Basten, liutaio olandese che ne vuole carpire i segreti costruttivi per provare a riprodurne di identici. Oltre a lui ci sono faccendieri di ogni tipo (rigattieri, usurai ecc.) che in quel violino vedono la soluzione di tutti i loro problemi economici. Il commissario, coadiuvato dall’ispettore Tranquillo, riuscirà con un pizzico di fortuna e non senza incorrere in contrattempi di ogni tipo a riportare ordine e riconsegnare il violino al museo. L’autore costruisce un bel romanzo che considerare un giallo è però sbagliato. Se fosse un film lo si potrebbe definire una commedia brillante ironica e molto divertente, con personaggi istrionici assoluti mattatori della scena. Forse questa definizione si può adattare anche a questo libro, perché alla fine è proprio così: un romanzo molto divertente, ben scritto, con grande ritmo, con una serie di equivoci e di situazioni esilaranti inserite con cura all’interno del racconto e con una galleria di personaggi che ti conquistano con la loro simpatia. Si legge con piacere strappandoti più di un sorriso. Complimenti all’autore che non conoscevo e di cui ho molto apprezzato il lavoro.

 

 

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