La Marchesa dei veleni
Simona Teodori dà voce ancora una volta alle donne in questo romanzo storico feroce e potente. «La Storia a volte supera il racconto più drammatico. Simona Teodori ce lo ha dimostrato.» Barbara Frale Dal silenzio dell’abbazia al cuore oscuro di Parigi: il destino di Cécile è scritto nel veleno. Educata al silenzio, destinata a ribellarsi. Abbazia reale di Fontevrault, 1669. Cécile De Lacey, figlia illegittima del conte di Brienne, lascia il monastero in cui è stata cresciuta tra silenzi e rigide regole ecclesiastiche per raggiungere Parigi, dove l’attende un nuovo destino: diventare dama di compagnia della marchesa Marie-Madeleine de Brinvilliers, figura eminente dell’aristocrazia francese. In quella casa, Cécile apprende l’arte della seduzione e scopre, a poco a poco, l’oscura maestria della sua padrona nell’uso dei veleni. Ma anche Cécile conosce quella sapienza, appresa in segreto a Fontevrault, sotto la guida della marchesa Costanza Spina di San Tommaso, vedova italiana esperta di medicina naturale. Sotto gli occhi sempre meno ingenui e innocenti di Cécile si dipana l’oscura vicenda di Marie-Madeleine e del suo crudele amante, il cavaliere Jean-Baptiste Gaudin di Sainte-Croix: una storia fatta di amori proibiti, vendette, intrighi familiari e passioni inarrestabili, che porterà a uno degli scandali più scioccanti che Parigi e la Francia abbiano mai visto…
Tra pizzi preziosi e sporcizia degradante, tra il fuoco della passione e il gelo del veleno, Simona Teodori ci regala una riflessione ancestrale sulla giustizia e sul prezzo carissimo della propria libertà.
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Penna Leggendaria
Claudia Proietti
Claudia Proietti nasce a Roma nel 1985. Appassionata lettrice di gialli, noir e thriller, è laureata in Lingue Straniere. Pubblica molto giovane L’Alba della notte, un dark romance dalle tinte gotiche. Per anni accantona la scrittura creativa, ma collabora con diverse riviste online. Nel 2021 pubblica Imprese (im)Possibili di Animali Straordinari, raccolta di fiabe illustrate, nel 2022 il romanzo fantasy 2042 (PAV Edizioni) e il romance Parlami di me (Kdp). Nel 2023 esordisce nel noir con La coscienza del male che ottiene la menzione della giuria al Premio Nabokov 2024 sezione crime, il secondo posto al Garfagnana in Giallo 2024 (sezione “giallo classico”) e la menzione speciale al Festival Giallo Garda 2024. Molti suoi racconti sono presenti in antologie. Tra i riconoscimenti più importanti ci sono il premio al miglior racconto inedito al Garfagnana in Giallo 2023, la menzione giuria al Premio Moby Dick 2023 e il terzo posto al Mystfest Gran Giallo di Cattolica 2024. Cura la collana GiallOscuro (giallo e noir) di PAV Edizioni. Ha co-condotto la rubrica L’altro occhio nel programma Tra il dire e il male (CusanoTV). A novembre 2024 uscirà il suo secondo noir. È sposata e ha due bambine. Si occupa di ragazzi con DSA e ADHD. Ama il disegno, la pittura e la psicologia criminale.

Recensione La Marchesa dei Veleni di Simona Teodori

A cura di Claudia Proietti

Con l’uscita de “La Marchesa dei Veleni” (Newton Compton Editori, 3 aprile 2026), Simona Teodori conferma la sua straordinaria capacità di abitare le pieghe più oscure della Storia. Se con La cospirazione dei Cenci l’autrice ci aveva condotto tra i tormenti di Beatrice Cenci, qui veniamo trascinati in un pellegrinaggio sensoriale e psicologico nella Parigi del XVII secolo, lontano dai fasti dorati di Versailles e immersi nel fango, nei sussurri dei confessionali e nelle ombre minacciose delle torri Montgomery.

Al centro del racconto troviamo Cécile de Lacey, figlia illegittima di un nobile, strappata alla purezza ascetica del convento di Fontevrault. Cécile è, inizialmente, una “tabula rasa”: la sua vita è fatta di silenzi e preghiere, ma il suo destino la costringe a mutare pelle non appena varca la soglia della nobiltà corrotta parigina. Qui avviene l’incontro fatale con Marie-Madeleine de Brinvilliers, la famigerata Marchesa dei Veleni.

Tra le due donne si instaura un legame quasi alchemico: una trasmutazione in cui Cécile, da ombra impaurita e sbiadita, si trasforma in materia dura, consapevole e vibrante. È un arco di trasformazione doloroso, dove la giovane protagonista impara a dominare il male che la circonda, non subendolo più, ma rendendolo parte della propria corazza.

L’opera di Simona Teodori non ha nulla a che vedere con la mera cronaca asettica, è un romanzo vivo e attivo che scava nelle radici dell’abominio. La malvagità della Marchesa non viene mai né giustificata né negata, eppure l’autrice compie un atto di estrema pietas letteraria: ne illumina le origini. Il lettore viene guidato attraverso la genesi di quel male, scoprendo che i crimini di Marie-Madeleine sono lo sfogo brutale di un grido di aiuto rimasto strozzato per una vita intera.

La crudeltà della Marchesa affonda le radici in una tortura mentale – e anche fisica – giovanile mai guarita; l’orrore subito nell’infanzia si è cristallizzato nel tempo, mutando in una sete di vendetta che non conosce confini. Marie-Madeleine non nasce malvagia, lo diventa per una “reazione chimica dell’anima”, trasformando ogni trauma in un’arma letale da restituire al mondo.

Uno degli aspetti più evocativi e disturbanti nella perfezione del romanzo è l’uso dei contrasti fisici e simbolici. L’immagine del veleno che distrugge si scontra con quella del latte, che, da palliativo, paradossalmente diventa strumento di agonia. In una sorta di pietà perversa, il latte viene somministrato per alleviare momentaneamente il supplizio, ma con l’unico scopo di dilatare il tempo della sofferenza e permettere agli effetti del veleno di perdurare, impedendo alla morte di arrivare troppo in fretta. È una metafora potentissima della vita della Marchesa stessa: un’esistenza sospesa tra il desiderio di fine e la necessità di soffrire ancora.

La narrazione fluisce con una grazia crudele, alternando introspezione psicologica a momenti di azione vivida. Il finale rappresenta uno scatto audace e sensazionale: un’immagine altamente cinematografica che chiude il cerchio aperto nelle prime pagine, ma lasciando socchiusa la porta verso un futuro tutto da immaginare.

L’elemento della tortura della Marchesa si rivela riverbero estetico e tragico di quella tortura mentale che l’ha perseguitata fin da ragazza. In quel momento supremo, non c’è più spazio per il giudizio morale, ma solo per domande profonde sulla natura umana.

“La Marchesa dei veleni” è una lettura imprescindibile. Tra pizzi preziosi e sporcizia degradante, tra il fuoco della passione e il gelo del veleno, Simona Teodori ci regala una riflessione ancestrale sulla giustizia e sul prezzo carissimo della propria libertà. L’Autrice scrive come se avesse vissuto lei stessa tra quelle ombre, offrendoci uno specchio in cui la natura umana, pur nei secoli, rimane terribilmente immutevole.

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