La belva di San Gregorio
Milano, 30 novembre 1946. Alle prime ore del mattino, in un appartamento di via San Gregorio nel quartiere di Porta Venezia, vengono rinvenuti i cadaveri di una donna e dei suoi tre bambini. Massacrati a colpi di bastone. Comincia così il più efferato caso di cronaca nera che abbia mai insanguinato la città, o forse l’Italia intera. Nelle vesti di giornalista se ne occupò Dino Buzzati, anch’egli protagonista di questo romanzo. La colpevole sarà identificata in Rina Fort, da allora nota con lo spregevole appellativo di “Belva di via San Gregorio”. Milano, 30 novembre 2024. Nello stesso appartamento, una colf scopre il corpo senza vita del suo datore di lavoro. Si chiamava Mattia Crisafulli ed era un influencer da oltre un milione di follower. Stroncato nella notte da un infarto per abuso di stupefacenti, secondo il primo referto medico. Ma non sempre tutto è come sembra. Lo sa bene Delia, la magliaia di Porta Venezia con il “vizio” di indagare, che si interessa al caso spinta dall’amica Zelda: un’arzilla vecchietta che abita da sempre nel palazzo incriminato e riconosce strane analogie con il fattaccio del 1946. E tra rievocazioni del passato, gialli di Agatha Christie, nuove morti misteriose e colpi di scena, sarà proprio la magliaia Delia a fare emergere, grazie al suo intuito e alla sua perseveranza, un’agghiacciante verità.
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

Recensione a cura di Dario Brunetti

La nuova indagine della magliaia Delia ci conduce in una delle vie storiche del quartiere di Porta Venezia, San Gregorio.

In questa via si è consumato uno dei più terribili ed efferati crimini della storia della cronaca nera italiana.

Dalle immagini di repertorio c’è una donna dietro le sbarre che indossa una sciarpa gialla color canarino e con quel suo sguardo glaciale osserva il giudice della Corte aspettando la sua sentenza.

Nell’aprile del 1952, Caterina Fort detta Rina, nota come la belva di San Gregorio, nata a Santa Lucia di Budoia in provincia di Udine, viene condannata all’ergastolo per aver ucciso una donna e i suoi tre figli.

Rina Fort era l’amante di Giuseppe Ricciardi sposato con Franca e padre dei piccoli Giovanni, Giuseppina e Antonio.

Il 29 novembre 1946 in via San Gregorio si è compiuta una vera e propria strage. Lo scrittore e giornalista bellunese Dino Buzzati seguì il caso che ebbe un grande impatto e rilevanza a livello mediatico.

Sono passati quasi 80 anni e siamo di nuovo in via San Gregorio e nello stesso appartamento sembra essersi consumato un altro tragico evento.

Una colf rinviene il corpo di un noto influencer; si tratta di Mattia Crisafulli morto a causa di un infarto per un mix di sostanze stupefacenti.

Prima del decesso dell’uomo, pare che l’appartamento sembra sia stato parecchio frequentato secondo la testimonianza di Zelda, un’arzilla vecchietta che conosce le abitudini del palazzo e che ha la passione per i gialli di Agatha Christie.

L’anziana donna è un’amica della magliaia Delia, che come ben sappiamo, ha un fiuto particolare per le indagini che saranno affidate al commissario Masini. Ma Delia è un importante asso nella manica per portare a termine il caso.

Intanto Delia non crede al referto medico che ha stabilito che la morte dell’uomo sia dovuta alle sostanze stupefacenti. Troppe donne giravano attorno alla figura di Mattia Crisafulli che conduceva una vita sregolata piena di eccessi, ragion per cui è meglio vederci chiaro soprattutto per una come Delia.

Biagini non ci conduce solo nell’atmosfera inquietante di via San Gregorio, ma ha la grande abilità di creare un parallelismo tra le due storie, avvalendosi di un’analisi certosina delle strutture narrative focalizzandosi al meglio su due temi comuni che verranno alla luce solo nelle battute finali del romanzo.

I due casi avvengono solo ed esclusivamente nella stessa abitazione e ovviamente sono slegati tra di loro, eppure l’autore è riuscito a collegare due storie, una che appartiene a un passato terribilmente drammatico e l’altra di pura invenzione.

Nella belva di San Gregorio ci sono dei forti richiami al giallo classico deduttivo citando anche dei capolavori della indiscussa regina Agatha Christie come Assassinio allo specchio ma finiscono col diventare un pretesto per raccontare una storia nera che si mescola con un fatto di cronaca realmente accaduto.

Porta Venezia è un quartiere storico di Milano che spicca per il suo fascino e per l’eleganza, ma c’è una via come San Gregorio che si respira sapore di morte portando con sé un crimine così brutale che ha scatenato una follia omicida senza precedenti.

Il sesto capitolo dedicato alla magliaia Delia lascia un retrogusto amaro, Biagini attraverso il suo stile narrativo alleggerisce i toni rendendone armoniosa la lettura di un’opera di fantasia che porta con sé gli spettri di un passato difficile da dimenticare.

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