La Baronessa di Carini
Tra le tappe di una gita scolastica in Sicilia è prevista la visita al castello dove nel 1563 fu uccisa Laura Lanza, baronessa di Carini. Bea, Cole e i loro compagni restano affascinati dal mistero di quel luogo leggendario, fino al punto di venire risucchiati nelle sue oscure trame. Età di lettura: da 12 anni.
Gita in Sicilia

Un romanzo storico, avvincente e al contempo attuale.  Una storia che ti travolge completamente e che si lascia leggere tutta d’un fiato. Il vissuto di Laura Lanza sin dai tempi più antichi ha sempre affascinato noi siciliani e non; finalmente l’autrice ha prestato voce ai vari personaggi ipotizzando per l’appunto fatti realmente accaduti.  La storia si svolge in parallelo in quanto la scrittrice ha pensato di creare due vicissitudini opposte in cui due estremi temporali accompagneranno il lettore per l’intera vicenda andando poi a ricongiungersi in un inaspettato e geniale intreccio. Da una parte ci troveremo catapultati nel 1500 dall’altro lato troveremo dei personaggi attinenti ai giorni nostri: nonché una scolaresca in gita a Carini. La storia segue un filo logico alternato in quanto saremo coinvolti nelle speranze e nei sogni della baronessa mentre in una sorta di metaverso conosceremo a fondo i personaggi che compongono le classi in gita.  L’ autrice è riuscita a catturare l’intera attenzione del lettore perché il suo romanzo affronta varie tematiche e non si ferma soltanto al classico tradimento da parte del personaggio principale e quindi al conseguente femminicidio. Ma tratta anche l’insicurezza dei giovani d’oggi e lo strano conflitto che molto spesso durante il periodo adolescenziale si viene a creare con i genitori e con i compagni stessi, in quanto si fa testo ai primi innamoramenti, alle prime gelosie ma anche al lutto prematuro di un genitore che molte volte deve purtroppo affrontare, senza tralasciare la vicenda storica che rappresenta la parte essenziale del romanzo e che è particolarmente curata nei minimi dettagli. L’ amore travolgente tra Laura e Ludovico farà continuamente sognare e sussultare il lettore. Un amore al contempo proibito, peccaminoso ma che non si può far a meno di invidiare.  La Di Quattro ha dato sfogo alla sua immaginazione introducendo nel romanzo anche un pizzico di magia che rende la storia ancora più incalzante e conclusiva. Sono rimasta profondamente catturata dalla lettura di quest’opera a mio avviso di qualità, che spero di rincontrare l’autrice in un altro imperdibile romanzo.

 

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