Genere:
IL QUADERNO DELL’AMORE PERDUTO
La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?
Les Oubliés du dimanche

“Essere vecchi non è che essere giovani da più tempo degli altri”.

Questa citazione di Claude Geluck che troviamo in apertura del romanzo, In due parole contiene l’essenza di questa piccola gemma che Valerie Perrin ci regala e che ha vinto nel 2018 il Prix Choix des Libraires. “Il quaderno dell’amore perduto” costituisce il romanzo d’esordio della scrittrice francese che, alla narrativa, unisce la passione per la sceneggiatura e la fotografia di scena che trovano espressione nei lavori del compagno di vita Claude Lelouche.  La Perrin, ci ha donato altri capolavori che fanno parte della migliore produzione letteraria degli ultimi decenni come “Cambiare l’acqua ai fiori” e  “Trois”. Il suo stile si mantiene su toni semplici, vivaci e di immediata percezione, grazie ad una narrazione che riesce a penetrare ed emozionare l’anima del lettore e i personaggi, che animano le sue storie, acquistano vita e si armonizzano con lui. Non vi è distacco e non vi è pausa che lasci vuoto al respiro del cuore, coinvolgendo in una lettura fluente che isola da ogni evento esterno. E’ un libro in cui si risalta l’importanza della memoria. Memoria di amori perduti o ritrovati e vissuti attraverso le parole di altri animano quest’opera che definirei romanzo nel romanzo. Tra le parole dell’opera che mi hanno colpito per la loro incisività voglio citare quelle sulle quali ognuno dovrebbe riflettere : “Veniva trasportata da un sentimento potente, anche se quel sentimento era l’odio. E tra l’odio e l’amore non c’è che un passo”. Justine voce narrante e protagonista del romanzo, la cui esistenza scorre nella consuetudine e nella banalità di giorni  sempre uguali, trova vita e vitalità in quella di Hélen, una delle ospiti della casa di riposo “Le Ortensie”. A sua volta Hélen  troverà in Justine una fedele cronista che  riporterà la sua vita appassionante nel suo quaderno azzurro. Hélen Hel, nata due volte: il 20 aprile 1917, anno in cui ha iniziato il suo ciclo di vita a Clermain in Borgogna e nel 1933, poco prima dell’estate, quando ha incontrato Lucien Perrin. Perché è vera rinascita, quando, a quella anagrafica, si aggiunge quella dell’incontro con l’amore che dà linfa al nostro cuore. Attraverso quelle pagine conosceremo il grande amore di Hélen Hel. Pagine che ci commuoveranno e ci avvinceranno dalla prima all’ultima. Rivivremo le sue emozioni e il coraggio con cui ha affrontato questa immensa passione spezzata dalla guerra. Justine Neige, la ventunenne nata a Milly, piccolo paese della Normandia, fa l’aiuto infermiera presso la casa di riposo “Le Ortensie” che prende nome da una siepe colma di questi fiori. Justine è attratta dalla terza età e questa passione darà uno scopo alla sua vita, perché alle Ortensie incontrerà Hélen Hel, la signora della stanza 19, che alla casa chiamavano “la signora della spiaggia” perché, immaginava di stare al mare tutto il giorno, sotto l’ombrellone, mentre  un gabbiano la osservava dal tetto della casa. Sta lì da quando la signora è giunta alle Ginestre. L’unico gabbiano che vive nella zona. La Perrin racconta le due storie, alternando il carattere e usando il corsivo quando parla di Helén e che si incrociano, senza che ne risenta la linearità della narrazione o che il lettore provi contrasto tra le due parti.   Justine che ha perso entrambi i genitori in un incidente stradale e vive con un fratello e i nonni e troverà nella vecchia signora , la forza che manca alla sua vita grigia e monotona. Salvare i suoi ricordi, attraverso il quaderno azzurro e non lasciare che la nebbia del tempo li ricopra, diventa una missione. Tanta è la bravura della Perrin che si ha la netta sensazione che, in quest’opera sublime coesistano due romanzi. Quello di Justine e quello di Hélen che considero il principale. Mentre le pagine del suo quaderno si riempiono della vita appassionante di Hélen, sulla quale  il destino porrà presto il suo sigillo, Justine inizia a pensare che la sua esistenza dovrà acquistare vita. Provare su di sé l’amore stupendo della vecchia signora, ascoltandone le vicende, diviene impulso a vivere anche lei l’amore. Troverà Justine la forza di scrivere il suo di quaderno azzurro? “Helén è morta nel tardo pomeriggio, Se ne è andata, lasciando la sua leggenda: sulla terra ci sono tanti uccelli quanti sono gli esseri umani. E l’amore è quando più persone ne hanno uno in comune”.

Il gabbiano darà a Justine, spiccando il volo di addio, notizia della sua morte.

Basterebbero queste poche parole a definire la bellezza e l’intensità che la Perrin ha trasfuso in quest’opera. Leggendo questo romanzo si avrà, come Justine, la possibilità di vivere le molteplici emozioni che lei ha provato e la cui essenza si esprime in queste ultime parole: “Il vero amore dura sempre e sempre vale la pena viverlo e riviverlo”.

 

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