Il mistero delle stelle scomparse
Bologna 1969. Elisabetta, Anna, Cristina e Biancamaria abitano in un palazzone di periferia. Le loro vite procedono tranquille finché il 21 luglio di quell’anno, giorno dello sbarco del primo uomo sulla Luna, scompare Stella Bonetti, una ragazza della loro scuola. Le amiche iniziano a indagare e vengono a sapere che qualche giorno prima Zlatan, un ragazzo del vicino campo rom, andava in giro per il quartiere facendo domande su Stella. Lo affrontano e scoprono che, in realtà, sta cercando una coetanea rom con lo stesso nome. Poco dopo, al rifugio delle quattro amiche, si presenta Arturo: anche sua figlia Stella è sparita. Le cose si fanno sempre più misteriose: qual è il legame tra queste scomparse? Dove sono finite le ragazze? Betta, Annina, Cri e Bia riusciranno a scoprire la verità?
A volte è nel pericolo che nascono e amicizie
cproietti
Penna Leggendaria
Claudia Proietti
Claudia Proietti nasce a Roma nel 1985. Appassionata lettrice di gialli, noir e thriller, è laureata in Lingue Straniere. Pubblica molto giovane L’Alba della notte, un dark romance dalle tinte gotiche. Per anni accantona la scrittura creativa, ma collabora con diverse riviste online. Nel 2021 pubblica Imprese (im)Possibili di Animali Straordinari, raccolta di fiabe illustrate, nel 2022 il romanzo fantasy 2042 (PAV Edizioni) e il romance Parlami di me (Kdp). Nel 2023 esordisce nel noir con La coscienza del male che ottiene la menzione della giuria al Premio Nabokov 2024 sezione crime, il secondo posto al Garfagnana in Giallo 2024 (sezione “giallo classico”) e la menzione speciale al Festival Giallo Garda 2024. Molti suoi racconti sono presenti in antologie. Tra i riconoscimenti più importanti ci sono il premio al miglior racconto inedito al Garfagnana in Giallo 2023, la menzione giuria al Premio Moby Dick 2023 e il terzo posto al Mystfest Gran Giallo di Cattolica 2024. Cura la collana GiallOscuro (giallo e noir) di PAV Edizioni. Ha co-condotto la rubrica L’altro occhio nel programma Tra il dire e il male (CusanoTV). A novembre 2024 uscirà il suo secondo noir. È sposata e ha due bambine. Si occupa di ragazzi con DSA e ADHD. Ama il disegno, la pittura e la psicologia criminale.

La notte del 21 luglio 1969 segna una svolta epocale nella storia dell’umanità: per la prima volta l’uomo sbarca sulla luna. Così quella luminosa e affascinate sfera, che accompagna da sempre le notti più belle, non è più un mistero. Non lei almeno.

Sulla Terra, più precisamente in quel di Bologna, un altro mistero viene alla luce, anzi, cade nel buio. È scomparsa una ragazzina, Stella.

Quattro amiche, una banda di coraggiose e tenaci adolescenti soprannominate le Miao Miao (a causa della loro propensione a salvare i gatti randagi dai pericoli della strada), dopo lo sgomento iniziale, non si perdono d’animo e decidono di avventurarsi alla ricerca della ragazza perduta.

Una delle piste iniziali le conduce verso un enigmatico ragazzo che, da giorni, va in giro cercando Stella. Che l’abbia trovata e rapita lui? D’altronde viene dal campo rom, è uno zingaro e potrebbe essere pericoloso. Almeno questo dicono tutti, questo pensa di lui la società.

Invece no. Zlatan sta cercando una Stella, ma si tratta della sua sorellina, l’unico pezzo di famiglia che gli è rimasto. Emerge, così, una sinistra verità: le Stelle stanno scomparendo e qualcuno ne è il responsabile.

Il ragazzino si unisce alla banda e, insieme, questo intraprendente gruppo approfondisce le ricerche, oltre che il concetto di amicizia, aldilà di schemi e i pregiudizi.

Da qui, però, la storia si fa seria, intricata e parecchio pericolosa.

Qualcuno minaccia il gruppo, qualcuno senza scrupoli che sembra stare sempre un passo avanti a loro. Tra indagini, tradimenti e colpi di scena, questa storia conduce a un epilogo per nulla scontato, accompagnando il lettore, pagina dopo pagina, a rivivere – o a vivere per la prima volta – pezzi della nostra storia recente che meravigliano e, al tempo stesso, confortano, nonostante si tratti di un giallo a tutti gli effetti.

Ebbene sì, questo giallo, dalle tinte addirittura un po’ noir (visti gli argomenti sociali e antropologici e piscologici che vengono trattati), è un magistrale esempio di letteratura per ragazzi. Attenzione, però, a non commettere l’imperdonabile errore di pensare che sia “solo” per ragazzi. Quest genere, infatti, rappresenta uno delle più meravigliose forme di letteratura.

Scrivere per ragazzi non è affatto scontato. Chi scrive ha (mai come in questo genere), la responsabilità di creare un lettore appassionato, di accompagnarlo aldilà del confine tra il “dovere” e il “piacere” della lettura. I capitoli brevi ma mai scontati, il lessico semplice ma sempre ricco, gli argomenti profondi e mai troppo semplificati; tutto concorre a esprimere la profonda fiducia che gli autori di questa tipologia di letteratura ripongono nei loro lettori. Ciò costituisce una garanzia di successo e meraviglia.

E non vi sono dubbi che “Sir” Luca Occhi è decisamente maestro in quest’arte.

Questo libro si legge di corsa, ma poi si torna indietro per assaporarne alcune parti con la giusta cura che esse meritano. Ci sono riferimenti a un passato che sembra così lontano, eppure rimane prezioso nei nostri ricordi. Che chi legge lo abbia vissuto o meno, il tempo dei fotoromanzi, degli sceneggiati, del Carosello, delle notizie alla radio, torna a nuova vita nella sua veste più bella.

Altissimi anche i riferimenti letterari che si affacciano, qua e là, nella storia e che emergono sotto la giusta luce, nonostante la narrazione serrata e mai banale.

Attraverso gli occhi di Bia, Betta, Annina e Cri, e quelli non convenzionali ma arguti e vissuti di Zlatan, il mondo prende una forma particolare, a volte pericolosa, ma precisa e accurata nel restituire un romanzo che è doveroso non solo leggere, ma anche consigliare.

Perché a leggere i libri per ragazzi dovrebbero essere soprattutto quelli che ragazzi non sono più, ma che forse, in fondo, lo saranno per sempre.

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