Genere:
Il mistero del collegio abbandonato – Massimo Binarelli
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Recensione a cura di Gino Campaner (Ginodeilibri)

Il mistero del collegio abbandonato è un giallo scritto da Massimo Binarelli. L’autore, classe ’44, è al suo primo romanzo. Il racconto è ambientato a Roma negli anni della ricostruzione post bellica.

All’interno di un pozzo, nei pressi di un vecchio collegio, viene ritrovato un cadavere mummificato. Si pensa si possa trattare di una giovane ospite del convitto, ora in stato di abbandono e chiuso molti anni prima. Si credeva che la giovane fosse scappata per amore nel lontano ‘43, quando il regime fascista di Mussolini stava ingloriosamente terminando.

A indagare su quel ritrovamento viene chiamato il commissario Trevi il quale chiede aiuto al brigadiere, ora in pensione, Antonio Piccillo: memoria storica della Garbatella e protagonista delle precedenti, infruttuose indagini. Insieme riusciranno a dare un nome a quel corpo, alla triste vicenda che si porta dietro e a formulare un’ipotesi su come potrebbero essersi svolti i fatti. Ipotesi fin troppo verosimile ma a qualcuno dà parecchio fastidio che alcuni fatti possano riemergere…

Questo romanzo di Massimo Binarelli è stato una piacevole sorpresa. Si tratta di un giallo classico, senza troppa suspense, ma scritto in maniera ammirevole. Personaggi e atmosfere sono ricchi di mistero e fascino. Il suo punto forte a mio avviso è, oltre a una trama molto coinvolgente e ad un intreccio narrativo ben condotto e sempre chiaro, con flashback che chiariscono bene i contorni della storia, una capacità descrittiva molto incisiva che spesso ti immerge a tal punto nell’ambiente descritto che sembra di essere presenti. A parole non è facile rendere chiara questa sensazione ma vi assicuro che è un’esperienza di lettura piacevolissima e coinvolgente. La storia è assolutamente verosimile, anzi ritengo che molte vicende all’epoca del fascismo e all’interno dei convitti, in quegli anni, si siano svolte in modo molto simile. Il finale, se pur amaro, è coerente e rispecchia ciò che è realmente avvenuto nel nostro paese dove in certi ambienti omertà, tradimenti e compromessi l’hanno fatta da padroni. Un romanzo scritto veramente bene, un libro che si legge con interesse, un giallo intenso e originale che consiglio.

 

Trama

Roma. Quartiere Garbatella, 1959. Antonio Piccillo, un brigadiere in pensione, assiste al ritrovamento di un corpo dentro al pozzo di un convitto abbandonato. Il cadavere è mummificato e avvolto in un lenzuolo. I capelli rossi spiccano sul panno bianco. Di fronte a quell’immagine, la memoria di Piccillo torna indietro nel tempo, a un caso irrisolto che lo ha personalmente coinvolto: Marta Vincenzi, una ragazzina di tredici anni, scomparsa nel 1943 dal collegio che la ospitava. All’epoca l’ipotesi più accreditata era stata la fuga d’amore, ma Piccillo non ne era mai stato convinto. Gli interrogatori delle compagne di Marta e della direttrice del convitto erano stati condotti senza il rigore necessario. Per la polizia, il caso della mummia riemersa dal pozzo è un bel grattacapo ed è per questo che il commissario che segue le indagini chiede aiuto al vecchio Piccillo: lui conosce tutto del quartiere, ricorda fatti, storie e volti di persone legati agli anni in cui la ragazzina sparì. Muovendosi in una Roma piena di misteri, scavando negli anni in cui il regime fascista era in pieno declino, il giovane commissario e il brigadiere in pensione scopriranno una verità a lungo occultata…

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 219 pagine
  • Editore: Newton Compton (30 maggio 2019)
  • Collana: Nuova narrativa Newton
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8822729609
  • ISBN-13: 978-8822729606

 

 

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Una risposta

  1. Grazie del suo giudizio positivo e dell’attenzione che ha dedicato al mio lavoro. Spero di riuscire anche in seguito a non deluderla. Massimo Binarelli binmas1 @libero.it

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