Genere:
Il margine della notte – Ferdinando Salamino
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Trama

Michele Sabella si è lasciato alle spalle l’Italia, un padre ergastolano e un segreto di sangue. Tutto ciò che desidera è un’occasione per ricominciare e quella sonnolenta cittadina delle Midlands inglesi, con il suo dipartimento di polizia in cui nessuno indaga mai su nulla, sembra il luogo perfetto per dimenticare ed essere dimenticato. Quando però Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, viene trovata morta nel suo appartamento con un biglietto di addio nella mano, Michele si convince che l’apparente suicidio nasconda qualcosa di più di un semplice atto di disperazione. Contro il parere dei colleghi e dei superiori, intraprende un’indagine solitaria che lo condurrà oltre le tranquille e rispettabili apparenze della città, nelle sue viscere colme di odio e violenza. Mentre nel ghetto di Merchant Court giovani immigrate continuano a scomparire e a morire, Michele è costretto a domandarsi, ancora una volta, quanto sia sottile la linea che lo separa dai mostri a cui dà la caccia.

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri)

In questo romanzo, che rappresenta il sequel del primo libro scritto da Ferdinando Salamino ovvero Il kamikaze di cellophane, il protagonista (di entrambi), Michele Sabella, si trova in Inghilterra. Si è trasferito lì per mettere quanta più distanza possibile tra se e Milano, teatro del suo drammatico passato. Con lui c’è Elena la donna per la quale ha messo in pericolo la sua vita e con la quale sta vivendo ora un rapporto molto tormentato dopo le traversie che hanno dovuto affrontare e che ne hanno profondamente modificato l’esistenza. Michele in Inghilterra (in un paese delle Midlands) è stato assunto nella Hate crimes division, una sezione della polizia locale che però non ha compiti operativi ma solo di dissuasione e di segnalazione di crimini d’odio. Elena invece passa la maggior parte del tempo in casa ad ubriacarsi e ad ignorarlo pur vivendo sotto lo stesso tetto. Una sera, dopo un intervento per sedare gli animi surriscaldati di due inglesi in lite, uno di origine medio orientale, Michele ed il suo compagno Kane vengono chiamati dalla centrale e vengono mandati a visionare la scena di un crimine. Questa volta però non si tratta di una semplice rissa ma di uno “strano” suicidio. Per Michele dietro a quell’atto si nasconde ben altro ed inizia ad indagare. Comincia così una storia appassionante e coinvolgente che vedrà Michele ancora preda dei suoi demoni e delle sue intuizioni che lo metteranno inevitabilmente nei guai; tutto questo mentre il suo rapporto con Elena peggiora di giorno in giorno. Riuscirà, come sempre pagandone un prezzo salatissimo, a smascherare le torbide trame che si celano dietro quel “suicidio”. Finalmente ora il kamikaze di cellophane che vive in Michele può tornare ad assopirsi e dare tregua alla sua anima tormentata. Leggendo questi romanzi (Il margine della notte e Il kamikaze di cellophane) mi rendo conto una volta di più che scrittori non ci si può inventare e soprattutto coloro che a 20/30 anni riescono a scrivere romanzi destinati a diventare best seller sono una eccezione, rarissima. Non dico che chi scrive per avere successo debba ever compiuto 50 anni ma credo che le esperienze accumulate nella vita siano fondamentali per poter scrivere cose profonde, che emozionano, che prendono l’anima ed a farlo con una prosa corretta, lineare che coinvolge ed appassiona. Per questo ritengo Ferdinando Salamino uno scrittore vero. Una persona che ha fatto un percorso importante nella sua vita e si è reso conto ad un certo punto che, essendo anche grande appassionato di libri, sarebbe stato affascinante cimentarsi con la scrittura. Aveva cose belle da raccontare e lo avrebbe potuto fare sfruttando il suo vissuto, dall’alto del suo background culturale, anche animato da una potente motivazione; non si è improvvisato scrittore lo era già in pectore. Questo dai suoi libri traspare chiaramente. Scrittura sicura, appropriata, che fa riflettere, che non ricorre mai a banalità ma ad ogni pagina regala frasi profonde, da sottolineare e ricordare. Questo è senz’altro un dono, un talento, non tutti ne son dotati, direi anzi che è una fortuna di pochi seppur siano tanti quelli che questa capacità credono di averla. Questo romanzo è, come il suo predecessore, imperdibile perché racconta una storia nera, anche crudele e con un forte impatto emotivo. Racconta una storia plausibile dando vita a personaggi indimenticabili. Vengono raccontate vite ai margini, vite di serie B, che si sono perse ma che avrebbero avuto l’opportunità di riscattarsi se solo il destino gliene avesse dato occasione. Un romanzo bellissimo quanto il primo, anzi Il kamikaze di cellophane rimane una pietra miliare difficilmente superabile anche dallo stesso Salamino. Io consiglio di iniziare da quello e poi la lettura de Il margine della notte verrà di conseguenza come una necessità inderogabile.

 

Dettagli

  • Genere: thriller
  • Copertina flessibile: 249 pagine
  • Editore: Golem Edizioni (30 gennaio 2020)
  • Collana: Ombre
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8885785646
  • ISBN-13: 978-8885785649

 

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