Recensione a cura di Dario Brunetti
Il buio dietro le maschere è il nuovo romanzo dell’autrice Claudia Proietti uscito per la Golem edizioni.
Ritroviamo il personaggio del commissario Adriano Zenotti, in arte Zeno indagare su una scia di omicidi che mettono in apprensione Roma. La mano omicida sembra voler emulare i serial killer che hanno macchiato di sangue per anni le pagine della cronaca nera del nostro paese; il modus operandi che viene messo in scena richiama i delitti del mostro di Firenze commessi tra il 1968 e il 1985 e che ancora nascondono tanti misteri, esattamente come i dieci delitti irrisolti ad opera del mostro di Modena avvenuti tra gli anni il 1985 e il 1994.
Zenotti non sarà da solo ad affrontare i vari casi di omicidio, verrà coadiuvato dal vicequestore De Pascalis, dall’ispettore capo Elena Bonetti, dal criminologo Nicodemo Lupi e la PM Lidia Ferri, un vero osso duro della procura che sembra somigliare per la sua impostazione all’attrice Tina Pica.
Forse c’è un particolare importante che sfugge il commissario Adriano Zenotti, in arte Zeno oltre a svolgere le funzioni di solerte commissario e anche un insospettabile e freddo killer.
Per usare un’espressione molto comune trovarsi di fronte un assassino come Zenotti sarebbe un po’ come andare a rubare a casa nel ladro!
Per il protagonista sarà davvero facile prevedere le sue mosse o dovrà imbattersi in una vera e propria partita a scacchi col suo avversario?
Se poi pensiamo che nel romanzo avremo un inaspettato colpo di scena e allora possiamo ben comprendere che in questa storia non c’è davvero nulla di scontato, anzi tutt’altro!
Il buio dietro le maschere è un thriller con dei forti richiami pirandelliani come recita proprio il titolo e vuole offrire al lettore una chiave psicologica interessante.
Pirandello infatti sosteneva a tal proposito: imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.
Un romanzo che gioca sull’ambiguità dei suoi stessi personaggi che sembrano essere usciti da un’opera dello scrittore e drammaturgo siciliano, l’autrice è riuscita a rendere quest’opera fruibile agli amanti del genere attraverso una scrittura fluida e immediata.
Roma è una madre che piange il destino di molte vite uccise così in maniera brutale che in un lontano 1975 ebbe anche i suoi mostri come Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira, autori del massacro del Circeo.
Mostri del passato e un killer che vuole interpretare le loro gesta come se fosse qualcosa che gli darebbe chissà quale visibilità e infine non resta che ritrovare (dopo il suo esordio nella Coscienza del male) lui, quell’Adriano Zenotti, in arte Zeno.
Perché uccide?
Non ci resta che scoprirlo in questo nuovo e intrigante capitolo.

