Genere:
I momenti buoni – Simone Perotti
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Trama

Il mondo, visto dagli occhi del Tranquillo e del Pratico, due bambini cresciuti, quasi due ragazzini. Un inferno di paura e insensatezza tra la scuola, i Persecutori, la vita di quartiere, la droga, i fratelli più grandi, la criminalità. Per poi precipitare, a casa, nel caos di famiglie disfunzionali e violente. I due ragazzini non dovrebbero nemmeno parlarsi, secondo le regole selvagge delle loro tribù, nemiche per motivi che si perdono nel passato. Eppure accade qualcosa che potrebbe cambiare tutto. I due protagonisti sfuggono alla regola del clan, entrano in contatto, incrociano le proprie solitudini. Si raccontano e si ascoltano. Un passo verso una possibile consolazione. Basterà? Deve esserci una via di fuga dall’orrore della Casa Diroccata, o di ciò che accade nella Reggia. Il pericolo sono le botte del Principe e del PrimoCavaliere, le minacce del Sorcio, ma soprattutto il destino a cui li votano le famiglie. E mentre tentano di trovare riparo, bisognerà pensare anche a mettere in salvo TeneraSilvia, l’amata compagna di classe, e il Ronin, il genietto che non esce di casa da un anno. Il Vecchio, la Prugna, il Padre, il Marinaio, la Signora, bizzarri maestri di strada, riusciranno ad aiutarli?

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri)

L’eccezionalità di questo romanzo, I momenti buoni scritto da Simone Perotti ed edito da Mondadori, la spiega l’autore stesso nelle note al termine della sua opera. Sostenendo che un libro così non lo aveva mai scritto. Un libro ancorato alla realtà, che descrive le vite di persone che lottano e combattono tutti i giorni, che conducono esistenze fortemente condizionate dall’ambiente che li circonda. Non lo aveva ancora realizzato, anche se era forte la spinta emotiva che gli diceva di farlo. Esistenze che camminano sul bordo del precipizio, tenendosi a fatica in equilibrio, come quelle protagoniste del romanzo, ci sono in tutte le città del mondo, ma si tengono al riparo da occhi indiscreti, e sulle quali comunque le nostre coscienze non intendono proprio soffermarsi. Luoghi dove i “buoni” giocano costantemente in difesa, cercando di sopravvivere in mezzo alle tante angherie dei “cattivi”. Dove il riscatto e la libertà sono utopia quasi impossibili da ottenere, se non a costo di immense rinunce. La storia che Perotti racconta ha per protagonista principale un ragazzino, Il tranquillo, che conduce una vita all’apparenza normale. Va a scuola, anche con buoni risultati, ha una famiglia e degli amici. Quindi studio, uscite, chiacchiere ed una grande passione per il calcio. Ma se zumiamo un po’ con l’obiettivo sul suo mondo si scoprono le crepe, le opacità, la desolazione che lo circonda. La sua famiglia è una sciagura. Non ha difficoltà economiche e casa sua, che lui chiama reggia, è molto grande. Il vero problema è chi la occupa. Il re e la regina sono genitori anaffettivi che di lui non si interessano minimamente, il principe e la principessa sono fratelli maggiori con i quali non ha nessun tipo di rapporto, se non per gli insulti e le botte che riceve quando casualmente li incrocia. La scuola poi è un luogo dove si dovrebbe solo apprendere, invece spesso diventa il luogo dove si devono sopportare i soprusi dei bulli. Dove spesso ci passano accanto le vite desolate di altri ragazzi, compagni e compagne di classe, persi nel loro mondo, pieno di angosce e di noia. Dove spesso i prof svolgono il loro lavoro con lo stesso entusiasmo che hanno gli operai in catena di montaggio. Capita poi che Il Tranquillo faccia amicizia con il Pratico, un ragazzino appartenente ad una famiglia in pessimi rapporti, anzi proprio in guerra con la sua. Loro si ribellano alla logica che li vorrebbe acerrimi rivali e diventano amici. Diventano supporto uno per l’altro, costretti a vivere una realtà che non vogliono e sognano un mondo diverso nel quale diventare adulti. Intorno a loro si muovono personaggi che contribuiranno a farli crescere o che semplicemente saranno testimoni delle loro battaglie. Il Vecchio, il Padre, il Ronin, la Prugna, Tenerasilvia, la Signora.  A poco a poco il Tranquillo scoprirà il mondo conoscerà il dolore, l’attesa, la speranza, l’amore, il sesso. Un romanzo che è una poesia dall’inizio alla fine, che con delicatezza, ma anche con cinismo e spietatezza, descrive un mondo così tanto vicino al nostro, anche se noi lo vorremmo distantissimo, che spesso con esso si confonde e si mescola. Una storia che concede una speranza di riscatto per qualcuno e di rovinosa caduta per altri. Così come sostiene a gran voce il racconto, il coraggio e la determinazione possono cambiare un destino già segnato. Un libro, evidentemente, scritto con mano sicura, da un autore esperto, con tanti romanzi e saggi alle spalle. Uno scrittore marinaio che non smette di indagare, scoprire, scrivere e sperimentare. Complimenti per questo romanzo, che ti assorbe e ti cattura l’anima, popolato da personaggi indimenticabili, che ti trasporta in una realtà che in alcuni frangenti affascina ma che non si vorrebbe mai vivere. Si potrebbe dire ancora molto su questa opera. Spunti di riflessione se ne aprono ad ogni pagina ma io preferisco fermarmi qui, invitandovi vivamente a leggere questa storia.

Dettagli

  • Genere: narrativa
  • Editore : Mondadori (26 gennaio 2021)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 372 pagine
  • ISBN-10 : 8804722339
  • ISBN-13 : 978-8804722335
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