I luoghi a cui appartieni
Allève des Alpes è un piccolo paese che vive grazie a un’unica industria e al turismo. Una valle di poco meno di tremila persone, in cui la giovane avvocata Teresa Demarchis arriva con l’incarico di supervisionare la costruzione di una diga, un progetto sostenuto da una potente famiglia locale, i Touret. Teresa, ambiziosa e desiderosa di farsi notare, svolge l’incarico con determinazione, ma presto si rende conto che il lavoro è più complesso e oscuro di quanto sembri. Come mai i Touret promuovono la costruzione della diga? Cosa c’entra con il progetto Pietro Berton, un maestro di sci morto sulle piste una notte dell’inverno appena trascorso? E perché Andrea, un amico di Pietro con cui Teresa ha iniziato a vedersi di nascosto, sembra volerla dissuadere dall’indagare? La situazione si complica quando il gruppo ambientalista Wild Mountains arriva ad Allève des Alpes, determinato a fermare la costruzione della diga. Ma la loro causa, giusta, diventa rapidamente il pretesto per una serie di contrasti dalle conseguenze imprevedibili, e per scoprire la verità Teresa dovrà mettere a rischio tutto ciò in cui crede. Un appassionante thriller d’esordio sul conflitto tra modernità e tradizione, tra uomo e ambiente. Una storia che racconta cosa siamo disposti a sacrificare per difendere ciò che ci definisce: un luogo, un amore, un’idea di giustizia.
“Andiamo al cantiere della nuova diga”. “A fare cosa?”. “A protestare”. “Le attività di scavo con asportazione del sedime e vegetazione ha l’80 per cento di probabilità di creare danni irreversibili all’ecosistema.”

L’autrice Chiara Donadi, nata ad Asti nel 1988, è un avvocato, che lavora nello studio di legale di una multinazionale, dove si occupa di energia e infrastrutture. I luoghi a cui appartieni,  pubblicato a giugno 2026, edito da Marsilio, è il suo primo romanzo. I temi trattati sono davvero interessanti e quanto mai attuali vista la crisi ambientale che stiamo toccando con mano ogni giorno. Il cambiamento climatico che stravolge ritmi e abitudini con i costi dell’energia sempre più alti che rischiano di gettarci in una crisi economica senza precedenti. L’autrice sa trattare con mano sicura gli argomenti, ci mostra  come gli accordi economici che intercorrono tra le parti interessate portano a flussi di denaro che offuscano principi e valori, come dicevano i nonni “i soldi fanno venire la vista ai ciechi”….

La trama ci porta in Valle d’Aosta, in una deliziosa conca, nel paese di Allève des Alpes, il numero esiguo degli abitanti si rimpolpa con la stagione sciistica. Inoltre è presente una solo azienda che dà lavoro a metà degli abitanti, la Petraflon, fondata nel 1967 dalla famiglia Touret. Un progetto ambizioso di quest’ultimi rischia di stravolgere equilibri ormai consolidati.

Utilizzando contributi europei, i Touret, produttori di semilavorati e lavorati di teflon, vedono l’occasione per arricchirsi, promuovendo la costruzione di un bacino idroelettrico nel versante ovest della Valtournenche. L’operazione di project financing vede la costruzione di due dighe artificiali per convogliare le acque dei fiumi Cignana e Marmore, in una centrale che potrebbe produrre energia per 120 megawatt. I Touret  sostengono a gran voce il progetto, sbandierando i vantaggi per lo sviluppo di una valle che sta vivendo un momento di crisi e spopolamento.

Viene così ingaggiato lo studio legale Smithson &Wallfair di Milano, Carlo Viotti si accorda per stilare due diligence legale sulla società e sul progetto, per gli aspetti del procedimento autorizzativo, rapporti con le autorità, problemi ambientali, contratti di costruzione della diga e sulla società per quanto concerne la struttura, organizzazione e le persone con poteri rilevanti, in definitiva una ricognizione completa per valutare i rischi dell’operazione. Un lavoro della durata di sei settimane, con l’invio di un associato sul posto. Se l’operazione va in porto il compenso per lo studio legale frutterà ben…..1.275.000 euro…..Una cifra importante di cui Carlo aveva assoluta necessità visto che la ex-moglie gli aveva fatto recapitare una richiesta di mantenimento pari a cinquemila euro mensili.

Ai poteri forti si affiancano diversi personaggi rilevanti  per il proseguo di questa trama complessa, come il gruppo ambientalista Wild Moutains che approda ad Allève des Alpes,  impegnata in proseliti atti a convincere gli abitanti della pericolosità della costruzione della diga. Una lotta senza esclusione di colpi fra chi crede di poter far tutto nel nome del dio denaro e quanti invece vogliono proteggere l’ambiente, utilizzando mezzi anche abbietti.

Lo sa bene Teresa Demarchis, avvocata desiderosa di raccogliere quel successo che la carriera universitaria gli aveva negato, incaricata dallo studio legale di recarsi sul posto e raccogliere i dati per stilare le relazioni. Teresa è un personaggio tratteggiato davvero molto bene dall’autrice, il suo passato inizialmente oscuro viene svelato col proseguo della storia. La ragazza si ritrova suo malgrado al centro di un gioco pericolo  e la scoperta alquanto sospetta della morte di Pietro Berton,  un maestro di sci,  il cui corpo viene ritrovato proprio nelle vicinanze del luogo dove inizieranno i lavori, la spinge alla ricerca di quella verità, che nessuno vuole portare realmente alla luce, per diversi motivi.

La scrittura non è lineare, i capitoli sono disomogenei, alcuni brevi e altri più lunghi, i continui salti temporali obbligano il lettore a rimanere concentrato su una trama serrata e ben congegnata. L’autrice dimostra perizia nelle descrizioni più complesse dei meccanismi economici e degli aspetti legali, ma anche nelle descrizioni di un luogo magico che suscita il desiderio di difenderlo. Senza dimenticare la dimensione umana, i sentimenti come amore, tradimento, paura….ogni personaggio diventa reale, il lettore viene coinvolto dalle diverse dinamiche che intercorrono tra i protagonisti di questo, a mio avviso, riuscito esordio, a cui non manca davvero nulla. Un romanzo corposo che merita sicuramente di essere letto.

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