Ho letto tutto d’un fiato l’ultimo romanzo di Giorgia Lepore, la nuova indagine di Gerri Esposito che questa volta tocca temi delicati, che il più delle volte preferiamo non nominare.
Un cadavere dall’identità sconosciuta, un Cristo Pantocratore in una chiese rupestre barese che diventa esso stesso uno dei personaggi di questa storia, e tre bambini che cercano di sfuggire al destino che la vita sembra aver scritto per loro.
Gerri che ritrova Tano e con lui anche l’amico Giggi “Giggi del collegio” e con loro una parte di vita lontana ma mai dimenticata.
Un’indagine scandita da transiti astrologici, che si snoda in pochi giorni e che porta con se dolore, disperazione, paura e sofferenza.
Per risolvere questo caso non basterà l’intuito investigativo del nostro Gerri, servirà anche il cuore e l’anima, quel cuore e quell’anima che sanno riconoscere in tre bambini orfani se stesso, lo smarrimento di quando non si hanno punti di riferimento e gli adulti diventano nemici invece che certezze alle quali poggiarsi per crescere.
Durante questa indagine Gerri scopre anche il gusto del calore della casa dopo una lunga giornata di lavoro quando ad attenderti c’è qualcuno a cui hai voluto e vuoi bene, e non si tratta di una donna questa volta, ma di Tano e Giggi che della vita di Gerri sono stati parte fondamentale e come sempre accade nelle amicizie vere e salde, anche dopo anni ci ritrova insieme uniti se un amico ha bisogno di te.
L’amore impossibile di Tano che per quall’amore avrebbe potuto avere una vita diversa ma che naufraga come è naufragato quell’amore, e ci si rende conto di quanto gli eventi possano fortemente indirizzare i percorsi di ognuno di no, di quanto le “ sliding doors” non siano sempre benevole.
Gli eventi che ritornano nell’indirizzare la vita dei tre piccoli protagonisti, vittime di pedofilia e un plauso deve andare a Giorgia Lepore che è riuscita a scrivere una storia con un argomento cosi duro, difficile, incomprensibile, senza banalizzarlo né scavando troppo nel torbido ma accendendo un riflettore sul dramma di tanti bambini che spesso non hanno nemmeno gli strumenti per denunciare.
Onestamente leggere questa nuova indagine di Gerri Esposito dopo aver visto la fiction da poco trasmessa dalla RAI ha reso la lettura diversa, perché ora Gerri ha un volto quello dell’attore Giulio Beranek e quindi le pagine hanno avuto un “ colore” diverso, ma sempre profondo come è il personaggio che Giorgia Lepore ha creato, un uomo complesso e fragile che in fondo cerca solo di capire come si fa ad amare ed essere amati incondizionatamente.
Un romanzo che vi consiglio, che vi accompagnerà in una giornata di mare o in una sera tranquilla.
Buona lettura!

