Genere:
Formicae – Piernicola Silvis
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Trama

La voce al telefono è quella di Livio Jarussi, il bambino scomparso da due anni. Il corpo ritrovato in una discarica alla periferia di Foggia, malamente sepolto tra i rifiuti, anche. Chi parla, allora, chi dice di essere quel bambino morto? Chi può essere tanto malvagio da fingersi lui? Chi, se non il suo mostro? Quando la polizia arriva alla discarica e fruga nel luogo indicato dalla voce al telefono, trova una scena sconcertante. Il mostro ha allestito un terribile quadro rituale piantando sulla misera sepoltura, come un lugubre ornamento, una croce di legno e ferro. Ciò che rimane di Livio, ormai mangiato dalla terra che l’ha nascosto per due anni, è quasi solo un brandello della felpa che indossava al momento della scomparsa, dove campeggia la scritta Zio Teddy. Una macabra firma. Per Renzo Bruni, alto funzionario del Servizio Centrale Operativo, il mitico SCO, l’unità investigativa della Polizia di Stato, questo ritrovamento significa tornare a occuparsi del caso che più di ogni altro l’ha tormentato, come poliziotto e come uomo. Per Zio Teddy invece è semplicemente la ripresa di una partita a due, giocata con gli strumenti del male. Ma in questa storia ad alta tensione emotiva, scritta da un maestro italiano del thriller, ciò che a prima vista sembra vero non è detto che lo sia fino in fondo. In questa storia le cose che accadono hanno sempre un lato sinistro. La partita iniziata tra i due avversari, infatti, si apre presto a un terzo giocatore, il più feroce, il più sfuggente. Anche lui, come Bruni, ma per ragioni diverse e inaspettate, vuole che il mostro di Livio e di altri innocenti torni nell’inferno brulicante di formiche che l’ha generato.

Recensione a cura di Elio Freda

Formicae è il primo romanzo che leggo di questo Autore e devo dirvi che mi ha lasciato interdetto. Partiamo dalle note positive: mi è piaciuto molto il suo stile, senza troppi fronzoli, diretto ed efficace. Non ci sono mai descrizioni prolisse eppure si ha la sensazione di “vedere” ciò che accade attorno ai protagonisti.

La trama del romanzo è coinvolgente anche se l’ho trovato prolisso nel finale, proprio quella parte in cui bispognerebbe serrare i tempi e tirare le fila. Sono circa 130 pagine in cui l’azione latita (intesa come svolgimento della trama e non come azione nel senso stretto del termine) e la voglia di saltare le pagine per arrivare all’epilogo mi è venuta più volte.

Quello che non mi è piaciuto sta nella struttura del romanzo, nella scelta della “posta in gioco” che mi è sembrata decisamente più alta a metà libro che sul finale. Il romanzo poi non billa certo per l’originalità e si ha la sensazione di leggere delle scene viste e riviste tonnellate di volte nei film del genere americano. Molto migliori le parti in cui i personaggi si confrontano e ragionano.

Altra nota dolente per me è stata la non empatia ne’ con il protagonista e ne’ tantomeno con l’antagonista. Il libro poteva finire in qualunque modo e per me non sarebbe cambiato nulla. Forse la figura del poliziotto che sta lontano dalla famiglia e che ha rimorsi sulla mancanza di contatto con i figli andrebbe arricchita di qualche particolare che non la renda uno stereotipo.

Alcune scelte adottate nello sviluppo della trama sono inverosimili (non faccio esempi specifici per non rovinare la lettura del romanzo) e fanno scemare l’interesse per ciò che dovrà avvenire. Un vero peccato perchè le premesse erano ottime.

Dettagli

 

  • Copertina rigida: 443 pagine
  • Editore: SEM (19 gennaio 2017)
  • Collana: SEM
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8893900017
  • ISBN-13: 978-8893900010

 

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