Delitto al cimitero inglese
Roma, è gennaio, piove e fa freddo: Misericordia e Fango, impegnati in una presentazione nella loro libreria, ricevono una visita a sorpresa dell’ispettore Ceratti. Poche ore prima, infatti, nel Cimitero Acattolico della Piramide è stato trovato il cadavere di una donna di mezza età, pugnalata alla schiena davanti alla tomba del grande poeta inglese John Keats. Si tratta di Agatha Bloomfield, ricca ereditiera, anche lei inglese, residente a Roma da molti anni. All’inquietante particolare della tomba di Keats, nel corso delle indagini se ne aggiunge subito un altro: la donna abitava a Borgo Pio nello stesso appartamento dove due secoli prima aveva vissuto Giovan Battista Bugatti, in arte Mastro Titta, il famoso “Boia de Roma”. E non solo, perché la vittima era anche ossessionata dalla figura di Lord George Byron, il poeta “maledetto” del Romanticismo inglese, morto giovanissimo proprio come i suoi colleghi Keats e Shelley sepolti entrambi al Cimitero della Piramide, detto anche per questo “degli Inglesi”. Ceratti, ovviamente, anche questa volta chiede aiuto a Misericordia e Fango per fare luce sull’omicidio, anche perché, giorno dopo giorno, la trama di indizi, sospetti e sospettati diventerà sempre più fitta e inestricabile. Misericordia si ritroverà così a scavare nei misteri della Roma ottocentesca e buia del Papa Re e aiutato come sempre da Fango (e questa volta, sorprendentemente, anche dalle “Statue parlanti” della città) il libraio-detective scoprirà gli inquietanti legami tra l’omicidio della Bloomfield, il breve ma intenso soggiorno di Byron a Roma nel maggio del 1817 e Mastro Titta, fino ad arrivare, anche questa volta, all’incredibile sbroglio della matassa.
Le inchieste romane del libraio Ettore Misericordia
felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Delitto al cimitero inglese è il nuovo romanzo della coppia Max & Francesco Morini uscito per la Fratelli Frilli editori.

In un freddo e piovoso inverno romano, non si vede l’ora di rifugiarsi in una libreria, rimanendoci il più possibile per assistere a una presentazione.

Se la stessa avviene nella premiata Libreria Misericordia di via San Giovanni Decollato e allora si preannuncia un successo più che garantito.

Il libraio Ettore Misericordia e il suo assistente Fango devono fare gli onori di casa a un autore (amico di Ettore) che non vede l’ora di far conoscere la sua opera riguardante Mastro Titta, il boia di Roma.

Mentre la presentazione è in fase conclusiva irrompono sulla scena l’ispettore Ceratti e il suo fedelissimo agente Cammarata per chiamare in disparte il bel tenebroso e affascinante Misericordia e annunciargli una sgradevole sorpresa.

È stato rinvenuto il cadavere di una donna davanti alla lapide del poeta dell’Ottocento John Keats; si tratta della vedova e ricca ereditiera londinese Agatha Blomfield.

Il libraio Misericordia e il suo assistente Fango diventeranno gli indiscussi protagonisti di un romanzo della regina del giallo Agatha Christie.

In questo volume troveremo tutti gli ingredienti necessari che porteranno la coppia di autori a costruire una trama che appartiene al giallo classico deduttivo. Sherlock Holmes e Watson si sono trasferiti a Roma e assumeranno le sembianze di Ettore Misericordia e del suo assistente Fango.

Un filone narrativo così apprezzato dai lettori con due simpatici personaggi che devono indagare su dei misteri appartenenti a un passato così troppo lontano e con una vittima che si è portata nella tomba tanti oscuri segreti.

Come mai la donna abitava nello stesso appartamento dove ha vissuto il boia di Roma, Giovan Battista Bugatti in arte Mastro Titta? E quali erano le ragioni che la spingevano ad essere talmente ossessionata dalla grande figura del nobile poeta britannico Lord George Byron?

Durante la sua visita alla Città eterna nel 1817, Byron fu visibilmente terrorizzato dalla figura leggendaria di Mastro Titta che si stava accingendo ad eseguire una delle tante esecuzioni ai danni di tre ladri. Uno spettacolo macabro che il poeta inglese annoterà con minuzia sul suo taccuino sporcandosi di un inchiostro che sembra avere il colore del sangue.

In questo giallo così ben scritto si gusta il dolce sapore della storia della letteratura inglese che si unisce ai tanti enigmi della capitale romana e sulla misteriosa figura del boia, un uomo dall’aria paciosa capace di condividere l’ultimo pasto con tanto di buon vino con i condannati al patibolo.

Se a quei tempi Byron ne rimase impressionato, al contrario le pubbliche esecuzioni in piazza ad opera del verniciatore di ombrelli e al tempo stesso boia di Roma diventavano un vero e proprio intrattenimento per il popolino da essere riconosciuto addirittura come uno strumento educativo per i loro figli, un ricordo che resterà per sempre scolpito nella loro memoria che si traduce in un vero e proprio messaggio di avvertimento a non fare la stessa ignobile fine.

Presente e passato troveranno il loro fil rouge che i fratelli Morini sapranno unire in una storia coinvolgente in cui l’avidità sembra giocare scherzi che possono risultare fatali.

Che dire! Ancora una prova maiuscola dei Morini brothers!

 

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