Cose di famiglia
«Mirjam, sorella adorata. Come sai, presto sarà il mio compleanno.» Nel mezzo di una difficile separazione, Mirjam riceve un messaggio inaspettato da Nia, la sorella che ha inutilmente cercato di cancellare dalla propria vita. È un invito a festeggiare i suoi quarant’anni sull’isola dove hanno trascorso le indimenticabili estati della loro infanzia. Forse si tratta di un ultimo tentativo da parte di Nia di salvare il loro rapporto, ma tornare in quel paradiso perduto significa riaprire vecchie ferite, perché l’isola, un tempo di proprietà della sua famiglia, ora appartiene a Konrad, il marito violento di Nia, l’ultimo dei compagni sbagliati che hanno segnato la vita della sorella. E Mirjam sa che gli uomini violenti difficilmente cambiano. In quello spazio che ora le sembra molto piccolo, l’atmosfera si fa sempre più tesa, l’aria soffocante, il senso di pericolo incombente. Finché una notte di tempesta non riporta a galla tutta la violenza rimasta a gorgogliare sotto la superficie, e mentre le forze della natura si scontrano con il male degli uomini, sull’isola si consuma un dramma che costringe Mirjam a prendere una decisione dalle conseguenze irreversibili. In un romanzo ad altissima tensione, Sara B. Elfgren racconta con profonda sensibilità psicologica una storia di amore incondizionato e dipendenza, mostrandoci come la bellezza e il terrore più grandi spesso si annidino nei legami con le persone a noi vicine.
La ragnatela degli affetti
matesch
Firma della Redazione
Ileana Valente
Matesch è il nome d’arte di Ileana Valente. Nata a Roma, classe 1974 e cresciuta nella provincia romana, vive con un diploma di Perito per il Turismo in tasca e una mezza laurea in lingue mai terminata. Fotografa, numerologa, curatrice di testi e scrittrice. Ha collaborato con editori, blog letterari, associazioni culturali, saloni del libro e premi letterari quale giurato e organizzatore. Scrittrice per amore della scrittura, dedica buona parte del suo tempo alla lettura, alle recensioni, all’editing e alla correzione di bozze, prediligendo il genere “crime” ma con un occhio alla buona poesia e ai lavori di autori emergenti; ha assunto alcune collaborazioni editoriali e di volontariato; ha partecipato a diversi concorsi fotografici, arrivando spesso finalista e vincendo il Premio Europeo Clemente Rebora 2017; oggi si dedica alla numerologia, alla scrittura e al mondo dell’editoria a tempo pieno, partecipando attivamente a concorsi letterari ed eventi di settore. Dopo il primo romanzo di esordio auto pubblicato nel 2018, “ Il Montgomery Rosso”, romanzo di narrativa italiana che si svolge tra Roma e Gavignano nel Lazio, e Vasto in Abruzzo, nel quale viene raccontata la storia della sua famiglia, si cimenta nella seconda pubblicazione con “ Nero Buio”, nel quale racconta le psicosi delle persone ordinarie, che vivono apparentemente in tranquillità e a volte svelano, senza remore, il loro lato oscuro. Il libro viene editato successivamente da Pav Edizioni con contenuti extra e il nuovo titolo “ Ordinaria Follia” pubblicato nel marzo 2023. A settembre 2024 esce il suo terzo romanzo auto pubblicato, giallo a tinte noir, dal titolo “ Argilla” presentato per la prima volta a NeRoma Noir Festival, Roma ottobre 2024.

Le pagine iniziano a raccontarci una storia di amore familiare. Due sorellastre, stesso padre e due madri diverse, ci spiegano come si diventa sorelle, amiche, confidenti e alla fine “Amella”: amica e sorella. I segreti di famiglia pian piano si srotolano e si scopre che dall’infanzia all’età adulta, Mirjam e Lavinia (Nia) si sono sempre cercate, fin quando si sono trovate. Nelle classiche famiglie allargate per scelta di uno dei due genitori, ci si trova ad avere fratelli e sorelle dei quali non si sa nulla perché è più facile nascondere piuttosto che unire e amare. Due ragazzine tanto diverse, quanto simili, che lasciano tracce invisibili, affinché l’altra si accorga della sua presenza e così avviene. Nessuno può capire il rapporto che nasce tra le due, la complicità, il legame e l’amore incondizionato che si ritrova nella casa sull’Isola e davanti al “pino fortunato”.

Però si cresce e, crescendo, si incontrano persone che ci allontanano e questo capita anche alle due “amelle”. Mirjam, affronta diverse relazioni inutili finché trova l’uomo dei suoi sogni, restando sempre legata indissolubilmente a sua sorella; Nia si imbatte in relazioni malsane da sempre e, ogni volta, ne va di mezzo il rapporto con Mirjam che si interrompe e poi riprende, in base all’andamento delle relazioni.

Quando Nia compie quarant’anni, la storia cambia e il romanzo prende una piega diversa. Nia invita Mirjam al suo “compleanno tra donne”, proprio sull’Isola, che anni prima fu acquistata dal suo compagno Konrad per sanare i debiti del padre. Mirjam è appena stata lasciata dal suo amore di una vita e, forse, un compleanno tra amiche, il ritorno sull’isola, il poter rivedere la sua amella dopo anni, potrebbe aiutarla in un momento tanto difficile.

E qui si arriva al disastro. Mirjam riscopre le violenze subite da Nia, il restare bloccata su un’isola nel mezzo del nulla, con un cattivo cane da guardia che la sorveglia. Un temporale, l’arrivo di amici e il palesarsi di Konrad, ci portano a vivere il secondo tempo del libro tra claustrofobia, paura, necessità di una vendetta e soprattutto il bisogno di salvare le due amelle.

Sara B. Elfgren ci porta in un finale angosciante, che si sviluppa attraverso il vissuto di Mirjam in prima persona e di Nia in seconda battuta. La storia di due donne, vicine e lontane, complici e nemiche, figlie di famiglie disfunzionali e in balia di uomini negativi, alle prese con tradimenti e violenza domestica, costrette dal tempo e dagli eventi a riunirsi di nuovo e a riabbracciarsi per restare vive.

Sullo sfondo, un’isola che durante l’infanzia è simbolo di libertà, vacanze e amore, durante l’età adulta diventa una prigione. Il simbolo del romanzo è il pino fortunato, che nonostante la cementificazione dell’isola, il mal tempo, gli anni che passano, resta lì, fermo e immobile a dare una speranza: si può sopravvivere nonostante tutto.

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