Genere:
Black out
Emiliano Bardanzellu è un uomo qualsiasi, è nato a Cagliari, fa il cameriere ma ha studiato scienze politiche, la sua vita è semplice, la sua quotidianità ordinaria, come è semplice e ordinario l’apparente motivo per cui una sera uccide sua moglie, rea di aver, per l’ennesima volta, compattato una bottiglia di plastica da riciclare. Crac ha fatto la bottiglia e quel suono, terribile e intollerabile, ha provocato un black out. Emiliano non si difende al processo, non si dichiara innocente, perché non ricorda cosa è successo in quegli attimi di buio. Chi leggerà la sua storia, i suoi anni nelle carceri sarde, gli uomini con cui ha condiviso celle e pasti caldi, la sua infanzia, le sue perdite, potrà credere fino in fondo alla sua versione dei fatti? Un romanzo che ci interroga sul senso di colpa, l’intenzionalità dei gesti e la capacità di dimenticare, anche i nostri peggiori misfatti.
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Per la prima volta mi imbatto in questo autore, Roberto Delogu, che mi affianca sulla battigia. Indosso la maschera, il boccaglio e scendo nelle profondità, pinneggio lentamente fino a raggiungere il buio e i pensieri più tetri. Non desisto, lascio alle mie  spalle la luce della Sardegna, dove è ambientato il romanzo, per giungere al centro, il vero cuore della caverna oscura. L’autore (avvocato di professione), mi consegna Emiliano Bardanzellu, il protagonista e il vento dell’isola mi sospinge nelle celle delle Colonie penali e nell’intero sistema giudiziario.

Delogu condensa in poche  pagine una realtà a me sconosciuta e – con una trama fluida – diversi personaggi che animano le righe. La corrente placida mi conduce alle prime ricostruzioni e ai numerosi detenuti, senza mai allontanarmi da un elevato grado di umanità .

Anche l’avvocato Marco Fanni, si limita alle sensazioni: ha imparato a non giudicare durante la sua lunga carriera. Incontro vite come quella di Celestino, un killer, o il Dottor Resipiscenza, Direttore del carcere, che si affida alla botanica e si impone con amore di redimere i detenuti. C’è chi si indigna per una guardia severa e chi, come me, si interroga su  quel suono persistente.

Sto per riemergere, devo fare i conti con la luce e la libertà come Emiliano.

Lo sentite anche voi il rumore  di una bottiglia che si compatta?…non vi innervosisce?

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