Recensione a cura di Dario Brunetti
Biancaluna è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista barese Chicca Maralfa uscito per Les Flaneurs edizioni.
Si ispira a un fatto di cronaca accaduto nel marzo del 2017, dove sulla spiaggia di Monopoli fu rinvenuto il corpo di una neonata.
Attraverso la tecnica narrativa dello sliding door, la scrittrice realizza un’opera che offre al lettore due scenari: il primo basato su quel che è realmente accaduto, mentre il secondo concentrato su uno scenario diverso e ipotetico. I personaggi sono gli stessi di entrambe le storie narrate.
Un’idea alquanto originale per una scelta stilistica che nel panorama letterario rompe finalmente gli schemi evitando i soliti cliché narrativi. Per una realtà ingiusta e a volte cruda e spietata, la finzione diventa il mezzo efficace per apportare correzioni.
L’obbiettivo consiste nel restituire a Caterina, ma soprattutto a Biancaluna, quel che la vita vera ha sottratto offrendo loro una seconda possibilità.
Ci ritroveremo Biancaluna a vivere un’adolescenza inquieta e piuttosto movimentata caratterizzata da intensi cambiamenti emotivi che impattano sulla fragilità di Caterina alla quale è offerta una possibilità di riscatto.
Troveremo la donna davanti a un cambiamento che la porterà a sperare in un futuro forse migliore di quel che le ha prospettato la realtà.
Biancaluna sarà un fiore che attende solo il suo germoglio. Se il trauma ha scritto le pagine nere del suo destino, l’inizio di una nuova vita rappresenterà la sua rinascita che si attuerà attraverso un processo di crescita. Questo aspetto diventerà essenziale nello sviluppo della storia che sarà nutrito di un potere che trasforma la sopravvivenza in una nuova esistenza pronta ad accogliere il suo raggio luminoso.
Un’opera tecnicamente riuscita nel suo intento che si muove sul sottile equilibrio di due mondi paralleli.
Cura e guarigione diventano elementi essenziali ed efficaci di una storia che si nutre di nuova luce. Ecco come la scrittura diventa un atto terapeutico attraverso dei personaggi, ai quali viene offerta una via d’uscita che la realtà aveva sottratto.
Per rinascere si ha bisogno di una luce viva e autentica che appare sotto forma di speranza che diventa un seme da accogliere nella vita per intraprendere un nuovo cammino
