Assassinio al Carlo Felice
Sembra incredibile, ma la Berta Riccardi, arzilla settantenne con l’hobby dell’investigazione, riesce a trovarsi sulla scena di un delitto perfino quando si reca in trasferta a Genova. La botta di vita che sarebbe dovuta essere una puntata al prestigioso teatro Carlo Felice per vedere la Norma, si trasforma in un giallo a causa dell’omicidio, in platea, di un anziano ex-oboista dell’orchestra. Raggiunta nel capoluogo ligure dal figlio, l’acchiappapollastre agente immobiliare Davide Traverso, e dal di lui amico, il giornalista Marco Castello, si troverà a indagare sulla vicenda con attorno una girandola di curiosi personaggi del mondo della lirica e, in particolar modo, una pittoresca cugina dai singolari interessi. A rendere ancora più intrigante il mistero, la leggenda del fantasma di Leila, giovane fanciulla che secoli prima aveva incontrato una morte impietosa nella prigione che, oggigiorno, corrisponde ai sotterranei del teatro. Nella trasferta genovese non può mancare Roddy, il gerbillo della Berta, oramai abituato allo strano mondo degli umani.
Berta Riccardi torna a indagare tra lirica, personaggi eccentrici e un pizzico di follia
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Alessandra Rinaldi
Ciao a tutti, sono Alessandra. Adoro leggere, fin da bambina sono cresciuta con i libri in mano. Ho dei generi preferiti, come tutti, ma mi piace spaziare. Mi sono cimentata nella scrittura, ma ho trovato la mia dimensione nell’editing, nella correzione di bozze e nella valutazione dei testi. Mi piace entrare in contatto con gli autori, cercare di immedesimarmi nei loro pensieri, per collaborare e provare a migliorare i testi. Grazie a GialloeCucina ho la possibilità di trasferire su carta, attraverso le recensioni, le emozioni che un romanzo mi regala. GialloeCucina mi permette di scoprire nuovi autori, di leggere le interviste esclusive e di assistere alle dirette, oltre che informarmi attraverso le varie rubriche. E, dettaglio da non trascurare, ho la possibilità di migliorare la mia scarsissima esperienza in cucina. Cosa c’è di meglio che mangiare un buon pezzo di torta, sorseggiando un calice di vino mentre si legge un buon libro?

Ci sono gialli che chiedono al lettore di seguire ogni indizio con attenzione e altri che scelgono una strada diversa: accompagnarlo in un’indagine dove il mistero diventa anche occasione per sorridere, conoscere personaggi eccentrici e lasciarsi trasportare dall’atmosfera. Assassinio al Carlo Felice. Una nuova indagine della Berta di Nicoletta Retteghieri appartiene proprio a questa seconda categoria.

La protagonista è Berta Riccardi, settantenne dall’energia inesauribile e con una particolare passione per le indagini. Quella che dovrebbe essere semplicemente una serata a teatro per assistere alla Norma di Bellini si trasforma presto in un nuovo caso da risolvere: durante lo spettacolo, infatti, viene ritrovato senza vita un anziano ex oboista dell’orchestra.

Berta, naturalmente, non riesce a rimanere spettatrice. Con il suo carattere deciso, il suo spirito curioso e quel modo tutto personale di affrontare le situazioni, si ritrova coinvolta nella ricerca della verità. Ad accompagnarla in questa nuova avventura troviamo il figlio Davide e l’amico Marco Castello, giornalista e personaggio altrettanto particolare, che contribuiscono a creare quella dimensione corale che è uno degli elementi più divertenti del romanzo.

Il vero punto di forza del libro sono proprio i personaggi. Nicoletta Retteghieri costruisce una piccola galleria di figure sopra le righe, capaci di strappare più di un sorriso. Tra queste spicca Tilde, cugina di Berta, personaggio apparentemente ruvido e imprevedibile, ma capace di sorprendere mostrando lati completamente diversi a seconda delle situazioni. È proprio questo contrasto a renderla una delle presenze più curiose della storia.

L’ambientazione genovese contribuisce a dare colore alla narrazione. Il Teatro Carlo Felice, il mondo della lirica e i suoi protagonisti diventano lo sfondo ideale per un’indagine che mescola mistero e ironia. Anche la leggenda del fantasma di Leila, legata ai sotterranei del teatro, aggiunge una sfumatura di fascino e mistero alla vicenda.

Il romanzo non punta sulla tensione serrata tipica del thriller, ma su un ritmo più leggero, fatto di dialoghi brillanti, situazioni surreali e una continua alternanza tra indagine e commedia. La lettura procede con il sorriso, grazie soprattutto alla capacità dell’autrice di creare personaggi riconoscibili e di inserirli in una trama che privilegia il divertimento e l’atmosfera.

Assassinio al Carlo Felice è quindi una lettura adatta a chi ama i gialli dal tono ironico, quelli in cui il caso da risolvere è solo una parte del piacere della storia. Un romanzo che porta il lettore tra le quinte di un teatro prestigioso, dentro una Genova ricca di fascino e accanto a una protagonista ormai abituata a trovarsi sempre nel posto giusto… o forse nel posto più complicato.

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