Dopo il brillante esordio con La vertigine del tutto, torna l’autrice Valentina Di Ludovico con il suo nuovo romanzo dal titolo Asimmetrie dei giorni pari uscito per Bertoni editore nella collana Schegge curata da Anthony Caruana.
In quest’opera viene trattato l’argomento del disagio psichico che porta a uno stato di malessere emotivo e comportamentale con un impatto devastante sulla vita quotidiana.
Protagonista è Marta, una ragazza che soffre di disturbo ossessivo compulsivo che la conduce a essere in costante appensione temere per le persone a lei più care soprattutto nei giorni dispari in cui lei teme di perderle, al contrario nei giorni pari, dove lei è chiamata a salvarle.
Lei si ritrova ad essere smarrita, disorientata e a non a riuscire ad assaporare le cose belle della vita proprio perché sembrano sfuggirle; un po’ come le persone che lei ha nel cuore.
Le paure di Marta sono ostacoli che ne condizionano la libertà di vivere, con delle emozioni che vengono represse e che non riescono a uscire e si manifestano attraverso dei blocchi psicologici che portano ansia, tensioni e difficoltà a relazionarsi, impedendogli la possibilità di concedersi a quei sentimenti di cui ha bisogno di nutrire.
Nel romanzo viene affrontato il presente e il passato di Marta, che la fa restare avvolta in una spirale di terrore e paura che ne condiziona l’esistenza, ma la nostra protagonista cerca di trovare una forza interiore dentro di sé affrontando un percorso che la porterà a rinascere forse per sempre.
Attorno a Marta ruotano personaggi come Enzo, con il quale non riesce a instaurare una relazione sentimentale, la loro intesa spesso vacilla ed è segnata da litigi e problemi nella comunicazione. Poi c’è la deliziosa Zasa, la nonna di Marta, una donna carismatica capace di spronare Marta, nonché appassionata di film horror. Paradossale solo a pensarci, ma a volte l’incontro con la paura ci permette proprio di affrontarla, cercandola di gestire e solo facendo forza su noi stessi, riusciamo a tenerla lontana.
Quest’opera è la chiara dimostrazione di come la narrativa può diventare un mezzo potente ed efficace per affrontare il tema della salute mentale. Attraverso l’esperienza di Marta riusciamo a trarne uno spunto significativo che ci consente ad elaborare dei traumi interiori, a cercare di alleggerire il nostro stress emotivo, quanto meno ad ammansirlo, migliorando la nostra vita quotidiana.
Le storie personali possono offrirci possibilità di confronto che si possono tramutare in strumenti di crescita che ci può avvicinare pian piano a una guarigione interiore.
La narrativa diventa una terapia benefica con il compito di focalizzare l’attenzione sui disagi e le paure che trovano dimora sulle nostre vite, ci limitano e non riusciamo a trovare il nostro equilibrio.
Valentina Di Ludovico consolida le sue abilità narrative e offre ai lettori una storia in cui da voce a Marta e alle tante persone come lei che sono alla ricerca della loro dimensione e che un trauma le ha avvolte in una nebbia fitta da cui diventa difficile trovare una via d’uscita.
Nulla è perduto e questa pregevole opera ce lo insegna!
Buona lettura!
