Ah l’amore l’amore – Antonio Manzini
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Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Ah l'amore l'amore – Antonio Manzini

Trama

Una nuova indagine per Rocco Schiavone costretto ad indagare da un letto di un ospedale per un caso di malasanità. E intanto il vicequestore ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un’ombra, di quell’oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

 

Recensione a cura di Paola Varalli

Devo confessarlo per amor di cronaca, pur apprezzando molto questo autore avevo letto solo il primo uscito, della serie con Rocco Schiavone: Pista nera.
Dunque un poco spiazzata sono, poiché, anche se ogni storia, ogni episodio può essere considerato a sé stante, sotto traccia c’è tutta una vicenda “romana” di cui forse occorre aver letto in precedenza per capire. Non avendone contezza mi limiterò a considerare la parte del romanzo che potremmo definire autoconclusiva, che poi rappresenta il vero clou della vicenda.

Come si evince dalla trama ufficiale, succinta ma esaustiva, Rocco si trova in ospedale, posizione alquanto scomoda per la sua salute ma vantaggiosa per l’indagine che deve svolgere. Infatti un imprenditore ci ha lasciato le penne in sala operatoria proprio nel nosocomio in cui si trova il nostro vicequestore, che ha subito la stessa operazione ai reni con esito più fortunato. Una sacca di sangue con il gruppo non compatibile pare essere all’origine di tale decesso. Scambio intenzionale? Errore imperdonabile? Rocco indaga.
Nel frattempo pare che, tra gli sbirri, sia esploso l’ormone: tutti in preda a fregole amorose!

Uno si deve barcamenare fra tre amanti, peraltro imparentate tra loro, l’altro non ha il coraggio di dichiararsi alla vicina di casa, lo stesso Rocco pare avere qualcuna in vista … insomma un titolo che a me era parso dissonante rispetto ai precedenti del buon Manzini, trova invece perfetta collocazione in questo plot in cui, tra una canna e un ” ‘sti cazzi”, si indaga ma si ama anche.
Manzini ci confeziona una storia intrigante, il burbero Schiavone – dicono – sente il peso degli anni ma resta un personaggio ironico e divertente. Forse fatica più del solito, ma rimane all’altezza del suo ruolo di brillante quanto “scazzato” vicequestore nello scoprire moventi e modus operandi. La scrittura è leggera, densa di metafore, con un ottimo ritmo. I personaggi “macchietta”, molto caratterizzati, fanno sorridere e stemperano la crudezza degli eventi delittuosi.
In poche parole, dato il calibro della penna in questione sarà forse un suggerimento scontato ma direi … da non perdere!

 

Dettagli 

  • Genere: Giallo-poliziesco
  • Copertina flessibile:335 pagine
  • Editore:Sellerio Editore Palermo; 01 edizione (9 gennaio 2020)
  • Collana:La memoria
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8838940215
  • ISBN-13:978-8838940217
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