Oggi Parliamo Con...

Oggi parliamo con… Nathan K. Raven

A cura di Domenico Mortellaro (https://www.facebook.com/domenicomortellaroautore/)

 

Allora Nathan, se non hai niente in contrario, mettiamoci qui seduti e vediamo di venire a capo di quella che più che un’intervista sembrerà un mezzo delirio… speriamo che gli affezionati la prendano bene… sai, ho dovuto spiegare che scrivi humor e non paura, spade bastarde e raggi laser…

Ho capito il concetto: rendiamola un delirio completo! Che le cose fatte a metà non ci sono mai piaciute, giusto?
Gli affezionati possiamo sempre metterli davanti a un bivio interessante: prenderla bene o andare a prenderla nel CENSORED. No, aspè, prendere l’intervista per quello che è, nel blog. Che avete capito? Certo che chi legge è troppo malizioso!
E comunque avanzo diritti d’opzione su “spade laser bastarde”: sembra il classico titolo con cui potrei uscirmene  tra qualche anno in un delirio d’onnipotenza annaffiato di Bourbon.

  • A proposito: da dove ti è venuta l’idea malsana di provare a scrivere (e vendere quindi…) humor in un paese dove non si leggono nemmeno i libri seri e se non fai frustare una lycan masochista da un vampiro etero e sadico non entri in top ten?

Visti certi titoli in top-qualcosa secondo me il problema di questo paese è che si fa troppo poco all’amore: prima che si rompesse per aver doppiato il fondo scala avevo un valido strumento per misurare la frustrazione, lo sfigosessometro. Poi la gente si lamenta perché nell’uovo di Pasqua che di solito si riceve a Natale non si trova mai niente di utile!

L’idea malsana sorge da una truffa: ai tempi fui infatti gabbato da un venditore porta a porta di consigli sui generi letterari da scrivere per avere successo. Mi vendette quest’idea dello humor per 3€ e, sai com’è, visto il considerevole investimento ho deciso di dedicarmici a vita.

Quanto al vampiro presunto etero è l’emblema assoluto dell’infimo sessuale: cioè, non ha il sangue, chettelodicoafare, citando Donnie Brasco. Alle ragazze dovrebbero insegnare a temere/desiderare il Rocco, essere di pura fantasia, intendiamoci, antitetico al vampiro per quanto riguarda sangue e funzionalità generale. Qualcosa mi dice che siamo troppo bigotti per giungere a questo livello di saggezza.

  • Partiamo dal tuo pseudonimo e dal titolo: i soldi per pagarti gli avvocati quando la Bonelli ti farà causa li sei riusciti a raggranellare col libro?

Ma noi parliamo di lavorare come autore indipendente che, per chi ancora non lo avesse capito, è un mestiere che ti rende all’istante multi miliardario. E infatti proprio mentre sono in pausa dal contare i soldi – lavoro tosto, ci hai mai provato? – e ti benedico con la grande fortuna di potermi intervistare, voglio comunicarti ufficialmente che sono in trattativa per l’acquisto della Bonelli. Ma questo non vuol dire che non mi farò causa da solo, tutt’altro: sarà una cosa epica del tipo “Raven contro Raven”. La Paramount vuole già farci un film e io come atto magnanimo ho acconsentito con un’unica clausola vincolante, un’inezia. Ho chiesto cioè di essere interpretato da Fassbender, ma solo perché tra di noi c’è una sconvolgente somiglianza: abbiamo la stessa maglietta bianca!
Lo so, lo so, non si riesce a crederci…

  • Io ho un problema: da quando ho comprato il libro a quando ho iniziato questa intervista ho dovuto verificare più di una volta se il nome del protagonista fosse Kazz o Spazz… è normale? Da dove l’hai tirato fuori?

Primo: tanta invidia per te che hai solo un problema. Di norma per glissare sui miei innumerevoli rispondo con un sorriso che ho un unico difetto: non ho pregi.
Secondo, ho un discreto attacco di coincidenza misto a paranoia. Kazz invece di Spazz è una battuta simpatica e potrei risponderti sciorinando un’improbabile versione hard con protagonista Kazz-Never. Potrei e quasi quasi lo faccio, ma in realtà Kazz è stato realmente uno dei miei personaggi: per esercitarmi a ridere stavo scrivendo una parodia di Matrix in cui Kazz era uno degli operatori.

Quanto a Spazz-Never il nome viene fuori dalla doppia storpiatura di spazzaneve e Schwarzenegger, esagerandone fisicità e vena comica in alcune delle sue terribili commedie.

Ovviamente in certi casi d’importanza nazionale esiste sempre una contro teoria. Uno dei miei lettori mi ha fatto notare che, siccome il nome completo del, ehm, “eroe” è John Spazz-Never, abbiamo quindi J. S. N. che, secondo qualche assurdo ragionamento perverso, potrebbe voler dire Join Social Network(s). Malefica ciliegina sulla torta di un libro (vabbè, passami il termine) che non fa altro che beffarsi dei social, principalmente promosso su Facebook. Dove principalmente vuol dire quando mi ricordo di farlo.

Siccome non ci facciamo mancare niente, esiste una seconda contro teoria: Spazz indica il mestiere, lo spazzaneve appunto, molto simile all’autore indipendente e Never che vuol dire mai. Quindi un tizio-coso che a conti fatti non lavora mai, e che io sia dannato se mai lavorerà!

Parliamo comunque di teorie assurde, concepite da persone che non sanno che farsene del troppo tempo a disposizione.

  • Ci sono giornalisti, fotografi, avvocati di grido, ubriaconi, supereroi a tempo pieno, magnati della qualsiasi… uno spazzaneve non l’avevamo mai visto. Anche in questo caso… da dove ti è venuto?

Che ne so, dall’utero? O quello o da una riflessione a posteriori riguardo le similitudini tra la vita dell’autore indipendente e quella di uno spazzaneve. E dico a posteriori perché, anche se mi piacerebbe convincerti che mi siedo, rifletto, ragiono e pondero con quella che potrebbe essere una creatività controllata, non è così: quella è una risposta che mi riservo in caso di talk show, salotti letterari, incontri noiosi in cui sei costretto a dare risposte conformate.

La verità è che sono un figlio del delirio che crede nel potere della risata. Amo la mia fantasia e la sua capacità di generare universi con un big bang creativo immediato e dirompente. Tradotto invento a nastro una marea di cazzate molte delle quali restano confinate nella mia mente per il bene di chi mi legge; le poche che rispondono a un principio di plausibilità che la morale comune trova paradossale passano attraverso un processo di abbellimento il quale le rende più umane e alla fine te le ritrovi in un libro come “Le mirabolanti avventure di Spazz-Never”.
Che, per la carità, qualcosa di sensato la dice pure, ma è un caso, una coincidenza. Un ragionamento a posteriori. O peggio una giustificazione a posteriori.
Ad esempio la storia del motivo della scelta della professione di spazzaneve: sì, sì, per le similitudini con la vita dell’autore indipendente. Che altro? La verità è che proprio non lo so. Chiedete alla decina scarsa di lettori che mi seguono: sono molto più bravi di me a trovare i miei motivi!

  • Che ne sai tu della Califoggia? E soprattutto: Spazz-Never di che provincia è?

So che è un posto in cui non vorrei mai vivere per davvero: è quel posto in cui si evidenziano in chiave ironica i tanti difetti e controsensi del vivere moderno in maniera così subdola che potrei morire d’ironia.
John Spazz-Never vive a San Bernardino in Califoggia e lavora come spazzaneve. Se consideri che quest’anno a Natale nella vera San Bernardo c’erano 30° all’ombra-non c’è ombra, capirai che qualche difficoltà la si incontra. Ma anche questo aspetto è stato pensato, ragionato e considerato a priori per evidenziare le problematiche del mondo del lavoro odierno. Per chi ci crede.

  • Superpoteri non ne ha, non si rigenera, non prevede il futuro, non sposta gli oggetti con le cose del pensiero: alla Marvel non devi, apparentemente, niente… nemmeno alla malinconia sognante di un uomo comunque d’azione come ogni eroe della Bonelli… Spazz-Never con chi è più in debito?

Spazz-Never è atteggiamento, è irriverenza. Lui è un Uomo. Per questo le briglie del vivere moderno gli andranno sempre strette e per lui sono solo catene: Spazz-Never simboleggia lo spirito dell’Uomo che non è ancora morto e urla al mondo a pieni polmoni «Ehi, io ci sono e devi fare i conti con me!»

Vero, non ha alcun super potere inteso in senso classico, ma ha un atteggiamento strafottente e risolutivo con un’energia vitale che gli permette di raggiungere i picchi più elevati anche in termini di determinazione e sfacciataggine. Non c’è spazio né per la malinconia né per sognare: e non perché pecchi di emotività, parliamo di emotività attiva, d’azione. Semplicemente Spazz, invece di deprimersi per un mondo che non gli piace, si alza di buon mattino e comincia a prenderlo a pugni in faccia, che poi è l’unico modo per regalarsi dei sogni con una dimensione reale.

Spazz-Never è e sarà in debito perenne con le molte persone che ho incontrato nella mia vita che ne hanno ispirato caratteristiche e avventure. A tutte loro, ovunque esse siano, va la mia immortale gratitudine.

  • Quante volte ti hanno cacciato da Zelig o Colorado Cafè tirandoti dietro con la pala di Spazz-Never il tuo manoscritto prima che cominciassi a prendere in considerazione l’idea di diventare “autore artigiano”? Soprattutto l’idea di editare e far girare il libro quando e come nasce?

Editare è una parola molto grossa. Spazz-Never resta una storia su più livelli, uno dei quali è l’ironia che si espande anche al di fuori della vicenda senza risparmiare niente, nemmeno le caratteristiche costitutive del libro stesso: gergo, registro, copertina, editing, tempi verbali. A un certo punto mi prendo in giro da solo, ma se ho risparmiato qualcosa fatemelo sapere.

Questa cosa dello scrivere non sembra, ma a me ha salvato la vita, le ha dato una direzione. Non potevo certo fare sesso tutti i giorni, tutte le ore del giorno: a un certo punto dovevo darmi una regolata e così, mentre ero nudo come una lumaca e meditavo sulla questione, sono inciampato in una penna, ho preso un quaderno e ho cominciato a usarlo. Il quaderno, dico.

  • Spazz-Never è un uomo d’altri tempi ma… come se la cava con FB? Ha un account per contattarlo?

Beh, parliamone. Nella mia visione del mondo esiste Facciachiappe, qualcosa di simile ma allo stesso tempo più deleterio di FB.
Nonostante questo, è proprio su FB che Spazz-Never muove i primi passi verso una notorietà che possa portarlo fuori dal mio quartiere, dove resto orgogliosamente lo scrittore più famoso.
Ecco i contatti per i pigri che ignorano il funzionamento delle barre di ricerca:

https://www.facebook.com/NathanKRaven è il mio profilo, per avere qualcuno di sconosciuto tra le amicizie che fa sempre figo;

https://www.facebook.com/SpazzNever/ la pagina fan del libro, per restare aggiornati su quella volta ogni 10 mesi in cui si pubblica qualcosa di serio;

https://www.facebook.com/groups/Spazz.Never/ il gruppo a tema dove di solito si parla di quanto sono fico e di come sarei potuto essere se avessi avuto un cervello normale.

  • Il super-cattivo senza una serie di cose adesso dov’è? Che fa? E più che Babbo Natale, le sue renne?

Forse intendi il Dottor Maleficus, l’unico dottore senza una faccia i cui neuroni sono andati a farsi friggere in una notte di mezz’inverno in stile suicidio di massa religioso estremista.  Il buon vecchio dottore al momento sta tramando una malefatta così epica da far sembrare quanto hai letto una passeggiata nel parco nudisti con la dea Venere in persona.

In effetti, chi se ne frega di Babbo Natale! Le sue renne hanno ancora quella particolare indisposizione, ah, diciamo anti fiabesca. Certo, potrebbero curarsi, ma è una cosa che non succederà.

  • Quanto hai incassato dagli innesti pubblicitari? E in generale, dopo un anno e mezzo di catalogo amazon… bilanci dell’edizione?

Spero di potermi arrogare il primato per aver inserito alcune pubblicità all’interno di un libro, seppur funzionali alla storia. A dirla proprio tutta Spazz vede la luce della pubblicazione per la prima volta nel 2012 con una copertina orribile, quindi questo la dice molto lunga circa il motivo per cui ho cominciato a scrivere in termini di convinzione. Diciamolo, è una battaglia dura, ma qualcuno… Vabbè, si è capito.

Per risponderti non lo so e poco m’importa: l’account Amazon non è nemmeno intestato a me e alla persona in questione chiedo molto raramente. Com’è facile immaginare non parliamo di cifre esorbitanti, quanto piuttosto di soddisfazioni molto intense: in generale piace a chi lo legge e non ha qualche motivo per asserire il contrario.

  • Autori a cui ti ispiri diciamo senza far vedere che rubi… oppure rubando molto bene con ottimi nascondigli per la refurtiva? Gli Squallor dove li metti?

Ci credi che ho appena cercato ‘Squallor’ su Google? Ma non è la prima volta che ricevo un complimento del genere. Mi è stato detto di Benni, Pratchett, Futurama, i Simpson, South Park e tanti altri. Penso che sia uno degli effetti più belli che abbia Spazz-Never sui suoi lettori: non solo fa ridere, ma rievoca nella mente situazioni divertenti. Vorrei poter dire anche qui che è stato un effetto desiderato, ma è successo per caso.

Per quanto sia improbabile e paradossale le ispirazioni che hanno contribuito alla realizzazione di Spazz-Never derivano da cose mie, niente di mainstream. Le mie tasche si augurano che però lo diventi un giorno. Tipo domani, possibilmente entro le 18, che poi ho allenamento e non mi va di perdere tempo.

Se poi il senso della domanda è volto a stabilire quali letture mi abbiano portato a scrivere qualcosa del genere proprio non lo so: come lettore sono onnivoro ed è chiaro che, per poter scrivere un libro, di letture ne servono molte. Ma non sottovaluterei le esperienze di vita, le persone, soprattutto quelle non convenzionali, quelle uniche, quelle che non si incontrano mai. O quasi.

  • Tre domande comuni a tutti qui a Karashò – Autori Artigiani:
    Il mercato dell’ebook sta cambiando, la gente vuol leggere roba serializzata, saghe composte da raccontini di al massimo 100 pagine quindi… io scriverò saghe da 100 pagine a raccontino. Quanto è vera questa affermazione e quanto credi possa funzionare?

Se accetti un “Mah!” come risposta possiamo anche chiudere qui: immagino che quei pochi che sono arrivati fin qui abbiano già resistito abbastanza alla voglia di farla finita.

Però – e mia zia Betsy dice che tutto quello che viene prima di un però è aria fritta – devo risponderti “prova e fammi sapere”. Stai chiedendo alla persona più sbagliata possibile: diciamo che delle tendenze di mercato me ne sbatto e che di quello che vuole la gente mi interesso il meno possibile. In questo momento sono allo zero cosmico assoluto e sto cercando un modo per sbattermene ancora di meno. Difficile, certo, ma in ottica della recente scoperta delle onde gravitazionali mi sento ottimista.

C’è da dire che, caso anche questo o premeditazione, visione del futuro, lungimiranza, il mio parto mentale è lungo 116 pagine. Che io abbia anticipato una tendenza tipo 4 anni prima? Mah!

  • Cinque autori, possibilmente indipendenti o artigiani che vorresti vedere recensiti qui… e perché? (non è garantito che seguiremo il consiglio!)

Cinque è davvero un numero esiguo rispetto a tutti gli indipendenti e non che ho letto o con cui ho avuto la fortuna di collaborare o semplicemente fare due chiacchiere sulla letteratura. Per non fare un torto alla maggioranza mi limiterò a dirti i cinque con cui sono in più stretto contatto.

Il perché è semplice e vale per tutti: grandi artisti, buoni libri e credo in quello che fanno.

C’è Emily Susan Bell che con il suo ‘Class Reunion’ si è lanciata nell’arduo compito di migliorare il genere rosa: ne è uscita una perla unica sotto molti aspetti, a cominciare dalla copertina che è opera di una modella/fotografa bravissima.

Per non parlare di Roberto Bonfanti, che è anche l’autore della nuova copertina di Spazz-Never. La sua produzione è molto interessante: ti consiglio di iniziare da ‘La vita è dura nei dettagli’ sia perché è il classico titolo che avrei voluto rubargli, ma anche perché ha un modo intelligente di parlarci di un intreccio di vicende umane.

‘Anelli di quercia’ mi è piaciuto fin da subito. Scritto da Cristina Bergomi in maniera diretta e lineare sa farsi notare per il pathos e la delicatezza con cui affronta una difficile tematica: è il libro che di solito consiglio alle donne, ma che ogni uomo farebbe bene a leggere per mettere il rispetto prima di tutto.

Discorso a parte per Alessandro Girola, autore estremamente prolifico. Dovresti parlarci e chiedergli del suo 2MM (due minuti a mezzanotte) un progetto super eroistico da non sottovalutare. Le ambientazioni sono ben curate e la trama avvincente: l’idea di per sé notevole per il modo in cui affronta il genere.
Lo consiglio qui anche perché il suo atteggiamento nei miei confronti mi regala sempre qualche risata ed è giusto ricompensarlo: è per il mio pseudonimo e per sua stessa ammissione non si fida, pensa che io sia Stephen King in incognito o peggio qualche spia della Mondadori.

Last but not least Marco Patrone. Non è un indipendente, non più almeno, ma è un figo dai dubbi gusti in fatto di abbigliamento e qualcosa sui libri la sa: i lettori di vecchia data come me si ricordano di lui fin da quando serpeggiava nell’etere con il ben più ambizioso nome di Marco Recensireilmondo. Ha scritto ‘Come in una ballata di Tom Petty’ dimostrando ottimi gusti musicali e un talento con la penna che va osservato.
Il suo scrittore preferito pare sia un certo A. J. Cobb, chiunque egli sia.

  • Progetti per il futuro? Vuoi salutare qualcuno a casa?

Non sarebbe male un film d’animazione su Spazz-Never: ci sono andato vicino nel 2013, chissà che prima o poi non ci riesca sul serio. Quanto al resto credo che martedì mangerò fagioli con le cipolle e uno di questi giorni cambierò bagnoschiuma.

No, non saluto nessuno così imparano a darmi fastidio mentre cerco di essere serio e rispondere alla tua intervista. Beccatevi questo!

Grazie del tempo che ci hai concesso! Se è qualcosa, chiamiamo te per intercedere con Kazz/Spazz-Never

Prego e grazie a te per aver letto il mio libro. In cuor mio spero ti sia pentito profondamente di avermi costretto a questa intervista!

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