Oggi Parliamo Con...

Monica Pasero

A cura di Adriana Rezzonico

Abbiamo il piacere di incontrare Monica Pasero, in libreria con La mia Venezia Ciao Monica e benvenuta nel salotto di Giallo e Cucina

– Ti va di raccontare ai nostri lettori chi sei e quando cominciasti a scrivere

Sono semplicemente una persona che ha trovato tramite la penna il suo dono, il suo cammino. La mia voglia di comunicare al mondo il mio estro e messaggio  mi ha portata a  lottare, ogni giorno, per il mio grande sogno, quello di portare, tramite i miei scritti, emozione e riflessione tra la gente.  Ho iniziato a scrivere nel 2008  per ricordare mia nonna che è stata  una delle persone più importanti della mia vita. Dopo la sua morte, ho deciso di costruire una specie di diario di ciò che avevamo vissuto insieme dalla mia infanzia ai giorni nostri. Premetto che era la prima volta che scrivevo e mi sono accorta che amavo farlo! Così dettaglio dopo dettaglio con una buona dose di fantasia e ironia è nato su quaderno, il mio primo libro: un fulmine a ciel sereno, perché la pubblicazione non era davvero prevista e invece “E come diceva sempre mia nonna” ( purtroppo a oggi non più disponibile)  aprì la strada al mio cammino letterario che oggi è alla sua undicesima pubblicazione.

–  Ci parli del tuo ( ultimo) libro?

La Mia Venezia è una narrazione che tocca più generi letterari; è un mix tra il fantasy, il rosa con un velato erotismo.  Passione e mistero ne sono gli ingredienti principali;  l’opera  si divide tra prosa e poesia, un elegante connubio  che    rende questo scritto  un  libro d’altri tempi. L’opera racconta la storia  di Veronica, giornalista strampalata  e  sempre con la testa fra le nuvole, la quale incapperà in un ritrovamento misterioso: un piccolo quaderno di Poesie risalenti al 1500. Leggendole si aprirà in lei la porta del ricordo e inconsapevolmente rivivrà la sua vita passata, in cui emergerà in tutto il suo fascino la bella Venice ambita e audace cortigiana  vissuta nel 1500 a Venezia.  Portando  così a compimento un destino scritto secoli prima. Veronica comprenderà i suoi strani sogni e l’innata curiosità per la bella città sull’acqua. Mistero, passione, ironia e infinita tenerezza in questa narrazione in cui tutto è possibile, dove passato e presente si fondono in forti e audaci emozioni; e due viaggiatori fanno ancora una volta ritorno nella sua vita e anima, perché nulla ha davvero una fine ma sempre solo un nuovo inizio. E l’amore di Veronica e di Venice, vive in viaggio…

Perché in fondo, la vita è un incontro.

–  Quali consigli daresti ad un “potenziale”scrittore?

Su questa domanda esordisco con il mio motto che mi accompagna nel mio cammino letterario, che cita : “Uno scrittore è un servo senza padrone”. Il consiglio  che posso dare è di scrivere sempre per amore del dono, farlo con il giusto spirito che sia la volontà di comunicare e lasciare al lettore un messaggio  libero e incondizionato dalla società. Per questo vi ricordo di essere servi dell’ amore,  l’unica  vera guida  nella vita e non avere padroni terreni!  Scrivete per passione, per dono mai per profitto, se poi arriverà anche quello ben venga, ma se partite pensando al guadagno, al successo lasciate perdere!

–  Hai un sogno in un cassetto?

Ho tanti sogni e  forse non basterà una vita a realizzarli ma il più grande è quello di diventare una Scrittrice letta!  Sono molto ambiziosa in questo: il mio scopo non sono i palchi, né  le copertine, né i plausi,  non ho mai amato questo contorno, il mio scopo è quello di essere ricordata tramite i miei scritti  è di entrare nel cuore della gente e nel mio piccolo donare qualcosa, come Dio fece con me tempo prima.  Il mio intento è portare nei lettori  speranza, forza  ed emozione.  Raccontare la bellezza del sogno del guardare oltre sempre.

–  L’Italia possiede un patrimonio artistico unico al mondo. Cosa ti affascina e perché ?

L’Italia è senza dubbio la culla della cultura europea,  siamo il paese dell’ arte, del canto, della passione, del buon cibo, della poesia, dell’ amore, di tutto ciò che rende valore all’umanità.

Artisti ne sono passati tanti nella nostra penisola e con le  loro mani ed estro  hanno plasmato città intere,  abbiamo un patrimonio artistico e naturale di grande levatura; peccato che la bellezza della nostra terra non venga  presa in considerazione come dovrebbe.

Dovremmo  in primis difendere le nostre  origini che stanno a poco a poco   svanendo nel degrado di una società consumistica  e anche un po’ codarda, devo dire, che  non si ribella abbastanza, lasciando che le  bellezze della sua terra vengono perse…

Mi colpisce tutto! Viviamo  in un paese meraviglioso con un popolo generoso e di gran cuore e forse dovremmo solo riprendere in mano la nostra terra e proteggere le nostre radici.

–  Ti piacerebbe una Venezia meno turistica?

Credo che Venezia sia una di quelle mete che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero vedere;  il turismo non  è un male! Il problema è la poca educazione dei turisti!  Chi va a Venezia, non entra semplicemente in una bella città, ma si inoltra in un mondo che profuma di tempi lontani. Venezia non è solo un giro tra le calli o nei canali. Venezia è un respiro antico è qualcosa di magico, quasi mistico. Chi visita questa città lo deve fare in punta di piedi, come entrasse in una chiesa e ammirare la bellezza della terra sull’ acqua, assaporando il dono di esservi giunto, e questo consiglio lo do per tutte le città d’arte che oggi abbiamo a disposizione  le quali  meritano il nostro rispetto per chi secoli prima, con fatica e sudore, pietra dopo pietra le rese capolavoro.

–  Quali autori ami? Quale libro consiglieresti ai nostri lettori?

Sinceramente non ho un autore preferito. le mie letture spaziano dai grandi del passato agli emergenti, per cui non mi sento di citarne alcuno, ma se dovessi  consigliarvi un libro da leggere forse vi indirizzerei verso  “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach.

L’autore ci conduce così in una narrazione dai molti significati in cui la figura del gabbiano diviene solo un pretesto per il nostro volo!  Ogni essere umano ha tutto ciò che serve per volare per raggiungere il proprio sogno. Bach lo racconta tramite le ali di un gabbiano che nel suo intento attraversa diverse vite,  scoprendo che ogni essere è in continua evoluzione e per giungere a conquistare il volo perfetto occorre sbagliare tanto e tanto ancora, ma quando si comprenderà che il volo non è nella perfezione del vivere ma nell’essenza dell’ essere, allora varcherà le soglie di terre nuove, dove la libertà non sarà mai più una battaglia da  vincere.

–  Prima di lasciarci, ci doni una ricetta e una citazione preferita?

Come cuoca sono proprio pessima, ma vi lascio una piccola ricetta facile, facile (ci riesco pure io). Un ottimo dessert da preparare per i vostri ospiti in questa  stagione calda.

Baci al cocco

Ingredienti per 4 persone

  • -1 pacco di  Amaretti
  •  – Caffè freddo zuccherato
  • -250 g  di  Mascarpone
  •  – Granella di cocco

Inzuppare gli amaretti nel caffè freddo e zuccherato, adagiarli su carta assorbente,  con un cucchiaino spalmare  il mascarpone  sull’ amaretto e richiudere con un altro amaretto a mo’ di baci. Infine  passarli nella polvere di  cocco.Lasciarli riposare in frigorifero almeno tre ore e servirli  freddi.

La mia citazione preferita è:

“Nulla è impossibile davanti Dio e ad un sognatore: tutto sta nel potere del sogno!”

Monica Pasero

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