Oggi Parliamo Con...

Marco P.L. Bernardi

Benvenuto su Giallo e Cucina, Marco!

Autore di “Cocktail d’anime per l’avvocato Alfieri”, Damster ed. con il quale ha vinto Giallo Festival 2020, lo ritroviamo con lo stesso personaggio nella sua seconda avventura. Siamo negli anni ’70 del secolo scorso e il caso si svolge tra Torino e Sanremo. Marco P.L.Bernardi è torinese, amante della musica, è cultore dei cantautori italiani e francesi.

 

  1. MaBal – Marco, come hai iniziato a scrivere e perché gialli?

M.P.L.B. Scrivo da sempre, ma, come capita ai più, i miei libri tendevano ad accumularsi in fondo al proverbiale cassetto. Nel 2020 mi ha incuriosito GialloFestival, concorso nazionale per gialli inediti strutturato secondo la formula degli Oscar, ovvero con nomination su numerose categorie. Avevo pronto il romanzo giusto, “Cocktail d’anime per l’avvocato Alfieri”, ho deciso di presentarlo ed ho vinto il primo premio per il miglior romanzo assoluto. Da quel momento è venuta meno la ritrosia torinese e la scrittura è diventata una parte importante della mia vita.

  1. MaBal – Sei al tuo secondo libro con protagonista, Ennio Alfieri, un avvocato torinese che non esercita più, ci puoi dire qualcosa del tuo protagonista?

M.P.L.B. Ennio Alfieri è un avvocato benestante, ritiratosi prematuramente dalla professione. Innamorato della giustizia, affianca all’attività investigativa “amatoriale” (che svolge per aiutare un amico poliziotto volenteroso, ma pasticcione) le sue numerose passioni: la buona cucina, i libri antichi, la musica e il calcio. E’ un grande tifoso del Toro

3.MaBal  –  Nel secondo romanzo “Giallo profumo di limoni”, uscito da poco, scopriamo qualcosa in più sul protagonista, un dolore, una ferita mai richiusa che gli ha impedito di vivere una vita affettiva piena, in fondo è come se avesse sempre vissuto in attesa, avevi già in mente i contorni di Ennio Alfieri dal primo romanzo o è stato un naturale sviluppo del personaggio?

M.P.L.B. I personaggi tendono ad animarsi e a vivere una loro vita a mano a mano che se ne sviluppano le vicende. Alcune idee del nuovo libro erano in nuce in “Cocktail d’anime”, ma altre sono emerse nel corso della stesura di “Giallo profumo di limoni”. Nuovi dettagli e nuove idee verranno fuori ulteriormente, nel corso del terzo romanzo dedicato ad Alfieri, attualmente in fase di scrittura.

4.MaBal –  Nei tuoi romanzi l’amicizia fra Ennio Alfieri e don Mario Scassa è importante, cos’è per te l’amicizia e per caso ti sei ispirato al tuo vissuto?

M.P.L.B. L’amicizia è il filo conduttore delle mie storie. Nella mia vita l’amicizia è un valore al quale tendere, pur nella consapevolezza che si tratti appunto di un “tendere” a qualcosa che probabilmente esiste, nella sua perfezione, solo in astratto. E’ stato bello far vivere almeno sulla carta l’amicizia  ideale

5.MaBal – Marco per te vengono prima i protagonisti o la storia?

M.P.L.B. Si realizzano contemporaneamente. Non esisterebbe la storia senza i miei protagonisti, che dalla storia derivano la linfa vitale

 

6.MaBal – Pensi che ci sarà una continuazione per le vicende di Ennio Alfieri?

M.P.L.B. Sì. Come anticipato, un nuovo romanzo è in stesura. E probabilmente non sarà l’ultimo, almeno me lo auguro: ai miei personaggi mi sono affezionato e stanno diventando degli amici.

  1. MaBal – Cosa leggi di solito? E cosa stai leggendo adesso?

M.P.L.B. Sono un lettore onnivoro e non mi limito ai gialli o ai noir, anche se sono appassionato dei Polar, i polizieschi noir francesi alla Fred Vargas. Attualmente sto leggendo un romanzo, “En attendant Bojangles” di Olivier Bourdeaut: pur avendolo iniziato da poco lo trovo divertente e ben scritto, mi sento di consigliarlo. Dovrebbe essere stato tradotto anche in italiano. (Aspettando Bojangles, O.Bourdeaut, Neri Pozza N.d.R.)

  1. MaBal – Per il nostro blog “Giallo e Cucina” è d’obbligo chiederti se hai un piatto/cibo preferito?

M.P.L.B. Mi piace la cucina piemontese in generale e faccio fatica a scegliere un solo piatto. Dovendo per forza restringere il campo, direi il fritto misto alla piemontese, rigorosamente secondo la tradizione monferrina, in onore del mio protagonista Ennio, originario di Castell’Alfero.

Grazie a Marco P.L. Bernardi per aver risposto alle mie domande.

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