a cura di Stefania Ghelfi Tani

Trama
Anche se Kevin (James McAvoy) ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre. Dopo aver rapito tre ragazze adolescenti guidate da Casey (Anya Taylor-Joy, The Witch), ragazza molto attenta ed ostinata, nasce una guerra per la sopravvivenza, sia nella mente di Kevin – tra tutte le personalità che convivono in lui – che intorno a lui, mentre le barriere delle le sue varie personalità cominciano ad andare in frantumi.
Recensione
Con questo thriller psicologicoShyamalan racconta una storia dedicata ad un raro quanto inquietante disturbo della personalità, reso virtuosamente da un James McAvoy dalle molteplici “facce”.
Ispirato alla tragica storia del criminale americano Billy Milligan, Split ci conduce nei labirintici luoghi di segregazione ma anche nel dedalo che è la mente del carnefice, anch’esso vittima, e nei ricordi di una delle prede, nuovamente vittima.
Se McAvoy è straordinario, la Taylor-Joy parla con gli occhi e trasmette ogni suo pensiero, debolezza, paura, terrore ma anche forza e coraggio con lo sguardo, bravissima!
La tensione è resa sì dalla regia asciutta, dalla scelta degli spazi chiusi e angusti ma soprattutto dalla prova attoriale resa soprattutto dalla mimica e dal linguaggio corporeo.
Se da una parte il dolore è ferita, che segna per sempre lasciando cicatrici indelebili, dall’altra è anche ciò che forgia e rende più forti quindi visto in positivo, quasi come maestro di vita che eleva senza annientare.
Purtroppo le tragedie, le violenze, le malattie non hanno mai né vincitori né vinti.
Non ho apprezzato la scelta di un’ultima personalità che esce dagli schemi della realtà, si poteva evitare, non togliendo nulla al film, anzi.
Consigliato!

