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Ti consiglio un film (tra un libro e l'altro)

Ti consiglio un film (tra un libro e l’altro) Revenge di Coralie Fargeat
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Ti consiglio un film (tra un libro e l’altro) Revenge di Coralie Fargeat

Trama

Jen è la giovane amante di Richard, un uomo di successo che la porta con sé per un weekend di sesso e relax in una sontuosa villa in mezzo al deserto. Le cose prendono una piega inattesa quando due amici di Richard, Stan e Dimitri, si presentano con un paio di giorni d’anticipo per la battuta di caccia che avevano organizzato. Il gruppo trascorre la sera insieme e Stan è profondamente eccitato da Jen, che del resto lo provoca apertamente. Il giorno dopo, in assenza di Richard, Stan violenta Jen mentre Dimitri non fa niente per impedirlo. Al ritorno di Richard lei vuole giustizia ma lui le offre solo un lavoro a Vancouver e quando Jen minaccia di raccontare della loro tresca alla moglie di Richard, lui non ci vede più…

 

Recensione a cura di Paola Rambaldi

La rivincita delle donne.

Un quarto d’ora in meno avrebbe giovato a Revenge ma esci soddisfatta e con qualche certezza in meno. Se finora eri convinta che un corpo contenesse al massimo quatto o cinque litri di sangue, qui devi ricrederti. Da ogni ferita dei protagonisti ne sgorga a fontane, per non parlare di quello sparso a terra in scie chilometriche. Sul  finale poi, nei corridoi della villa, ne scorre talmente tanto che  inseguitori e inseguiti ci potrebbero fare surf.

Stavolta al posto del solito nudo femminile esibito ne abbiamo uno maschile statuario e dopo tanti femminicidi, finalmente un’altra donna torna a prendersi la sua vendetta come se la prendeva Uma Thurman nel Kill Bill di Tarantino.

Fin dal titolo sai già dove andrà a parare il film di Coralie Fargeat, qui alla sua opera prima, che riesce comunque a incollarti alla poltrona con una trama semplice, animata solo da quattro protagonisti, cinque con l’uomo dell’elicottero, che li accompagna alla magnifica villa nel deserto dove Richard ospita la bella Jennifer.

Gli uomini in sala non mancheranno di apprezzare le grazie della sexy Matilda Lutz.

Richard è sposato con figli (lo si sente dialogare al telefono con moglie e bambini urlanti di sottofondo) e Jennifer è solo il diversivo di un week end che si è ritagliato con la scusa di una battuta di caccia con gli amici Stan e Dimitri che, purtroppo, guasteranno la festa arrivando con un paio di giorni d’anticipo.

Stan, stregato dalla bellezza di Jennifer, la stuprerà alla prima distrazione di Richard. E quando Richard tenterà di offrirle un lavoro a risarcimento della violenza subita, Jennifer rifiuterà, minacciando di raccontare tutto alla moglie. I tre uomini decideranno allora di ucciderla spingendola da un dirupo, ma quando torneranno per disfarsi del cadavere la ragazza sarà già sparita.

La vendetta di Jennifer parte proprio da qui.

La regista con uno stile tutto suo evita di mostrarci lo stupro, ma indugia sull’estrazione sanguinolenta di vetri e legni conficcati nelle carni. Per sopportare il dolore a Jennifer verrà in aiuto il peyote che le permetterà di cicatrizzare l’emorragia con unalattina di birra arroventata (come restino impressi in rilievo marchio e logo della birra è un mistero su cui preferiamo non interrogarci).

La storia è avvincente, le situazioni eccessive, le immagini patinate, i colori saturi, la trama da serie B, gli attori non ricordiamo di averli visti altrove, ma sono certa che risentiremo ancora parlare dei  bellissimi Matilda Lutz e Kevin Janssens. D a vedere.

Che la vendetta sia con voi!

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