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Stasera al cinema

The Life of Chuck
“Ogni vita, anche la più ordinaria, ha un valore cosmico. Siamo fatti tutti di moltitudini – ricordi, sogni, emozioni, persone che amiamo – e questo insieme dà significato al mondo stesso.

Data di uscita: 18 settembre 2025

Genere: Drammatico. Fantasy

Anno: 2024

Paese: USA

Durata: 110 minuti

Distribuzione: Eagle Pictures

Regia: Mike Flanagan

Attori: Tom Hiddleston, Chiwetel Ejiofot, Karen Gillan, Mark Hamil, Harvey Guillen Matthew Lillard, Molly C. Quinn, Mia Sara, Samantha Sloyan, Violet McGraw, Michael Trucco, David Dastmalchian, Jacob Tremblay, Kate Siegel, Annalise Basso, Q’Oriaka Kilcher, Lauren LaVera, Carl Lumbly, Rahul Kohli, Heather Langenkamp, Trinity Jo-Li Bliss, Matt Biedel, Saidah Arrika Ekulona, Antonio Raul Corbo.

Sceneggiatura: Stephen King – Mike Flanagan

Fotografia: Eben Bolter

Montaggio: Mike Flanagan

Musiche: I fratelli Newton

Un racconto visionario e profondamente umano, che sfida le regole del genere per restituirci un’unica semplice verità: ogni vita è un miracolo. La storia di uno di noi raccontata con un mix sapiente di malinconia e leggerezza.

Una serie di eventi sta sconvolgendo il mondo così come lo conoscevamo. Internet non funziona più (privando di Pornhub i suoi più affezionati frequentatori). La California si sta staccando dagli Stati Uniti, in seguito a eventi tellurici. Le scuole non hanno studenti. Sui pochi mezzi di comunicazione ancora funzionanti compare il ringraziamento al contabile Chuck Krantz per i suoi 39 anni di contributo all’umanità. Da qui inizia il percorso à rebours che ce ne illustra la vita e la passione per il ballo.

Il film è suddiviso in tre capitoli distinti che segnano le vicende umane di un uomo qualunque alle prese con la più complessa attività umana, vivere la vita.

Chuck Krantz è un uomo comune, ama in modo viscerale il ballo, ma sarà proprio il nonno a mostrargli la bellezza e l’importanza dei numeri e della matematica, cosicché alla sua dipartita il protagonista ne seguirà le orme. Rimane però di impagabile bellezza il balletto che Chuck improvvisa nella piazza coinvolgendo il pubblico a seguirlo in una coreografia liberatoria.

Si parte da un capitolo piuttosto inquietante che ci lancia un forte messaggio su quello che ci aspetta in un prossimo futuro, il cambiamento climatico sta spazzando via il genere umano, vendicandosi così per i continui soprusi e l’egoismo dilagante, fino al momento cruciale in cui tutti pagheremo per questo delirio che porterà alla fine di tutti noi.

Nel secondo capitolo vediamo l’età adulta di Chuck mentre nel terzo capitolo entriamo nel periodo adolescenziale e infantile,  fino alla conclusione in cui ci viene consegnato  il vero e profondo messaggio di questo toccante film.

Il regista Mike Flanagan torna ad affrontare un’opera del grande Stephen King, che a mio avviso risulta sempre complesso da trasportare sul grande schermo (diverse sue opere hanno preso vita con risultati non sempre soddisfacenti agli occhi dei fans più fedeli), qui viene preso un racconto omonimo pubblicato nella raccolta del 2020 Se scorre il sangue.

Non ci troviamo di fronte a un horror classico, il ribaltamento del tempo non ha lo scopo di spaventare ma piuttosto quello di avvicinarci al mondo emotivo di Chuck, di leggere e capire la sua anima più intima. Nel film si passa da un senso di inquietudine e ansia per quello che sta per succedere a una visione più luminosa e se vogliamo più leggera per gli eventi che coinvolgono il ragazzo Chuck.  Sarà proprio nei dialoghi che intercorrono tra la professoressa e il giovane Chuck che viene ribadito il concetto chiave del film, quello delle moltitudini di Walt Whitman. Nella poesia che si compone di ben 52 strofe in versi liberi “Song of Myself”  (Canto di me stesso), pubblicato nel  1855 nella raccolta Foglie d’erba il poeta scrive:

Do I contradict myself?  (Mi contraddico?)

Very well the I contradict myself, (Ebbene mi contraddico / Benissimo, e allora mi contraddico)

I am large, I contain multitudes” (Sono vasto, contengo moltitudini).

Il film parla della morte, ma non con lo scopo di deprimere lo spettatore, il significato è proprio l’esatto contrario. Possiamo dire che è proprio l’umanità nella sua totalità che viene celebrata attraverso un singolo uomo, la vita vale sempre la pena, anche quando tutto sembra finire.

Ho trovato la pellicola molto coinvolgente, gli attori si sono dimostrati tutti in parte,  la mano del poliedrico e visionario Stephen King traspare, il sodalizio con il regista Mike Flanagan è tale che il film risulta avvincente e ammaliante.

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