Passaggio in ombra di Mariateresa Di Lascia
Pubblicato postumo da Feltrinelli, Passaggio in ombra ha ottenuto il Premio Strega nel 1995. Mariateresa Di Lascia, nota soprattutto per il suo impegno politico, con questo libro ci narra la storia di una famiglia seguendo la vita di Chiara D’Auria, che, rievocando il suo passato, cerca di comprendere meglio i destini della sua famiglia oltreché il proprio.
Il romanzo attraverso lo sguardo di Chiara, che da una vecchiaia fuori dal tempo si affida al potere rasserenante della memoria, fa riemergere le figure di una comunità: la madre Anita, il padre Francesco, la zia Peppina, il cugino Saverio. Sullo sfondo di un Sud tanto avvolgente e aspro quanto vitale e dolce, Chiara guida il lettore lungo gli aspri sentieri della sua esistenza, in un accorato fluire di ricordi.
Lo stile narrativo è raffinato e poetico. Il ritratto della società del Mezzogiorno italiano del dopoguerra rivela profondità psicologica e autenticità. Considerato da molti un capolavoro della letteratura italiana, l’introspezione e la lentezza sono visti da altri come un difetto. Ma è proprio in questa lentezza che risiede la forza del libro: la scrittura di Di Lascia non ha fretta, perché ha bisogno di scavare, di lasciare che i ricordi affiorino lentamente, come fantasmi che tornano a visitare i vivi.
Al centro della narrazione ci sono il peso del destino, la memoria, la condizione femminile, l’amore impossibile. Forti le figure delle donne: Anita, Donna Peppina Curatore, Giuppina, rispettivamente madre, prozia e zia di Chiara, tutte importanti nella sua vita. Le figure maschili, al contrario, appaiono inadeguate, primo fra tutti Francesco, padre di Chiara.
“Viveva in maniera confusa, mentre un destino fortunoso lo braccava, impedendogli di lasciarsi andare alla deriva come avrebbe voluto e ributtandolo nella vita un attimo prima della fine.”
Chiara, la voce narrante, è una donna che avrebbe potuto ma non ha voluto. Si nasconde, si sottrae. Lentamente passa nell’ombra, libera dalle attenzioni di cui è sempre stata fatta oggetto. Dalla sua casa piena di cose riflette e cerca di liberarsi dei fantasmi che popolano la sua vita, anelando solo al silenzio.
Nel libro non si fa esplicito riferimento a un luogo, ma si comprende che il paese descritto sia il paese natale di Mariateresa Di Lascia, Rocchetta Sant’Antonio, che diventa così un vero e proprio protagonista. Di Lascia ci descrive un Meridione carico di pregiudizi, credenze religiose, e forte ed esplicitata è la differenza con il Nord.
È un altro dei libri che ha fatto parte delle mie letture di giovane donna. Ricordo la fatica nel comprendere Chiara. Riletto oggi, molti anni dopo, mi sono resa conto di quanto fosse potente la sua storia. E di quanto fossi io, da giovane, a non essere pronta ad ascoltarla.
Poco conosciuto, ma non per questo meno importante, ne consiglio la lettura.
TRAMA:
Solitario come un’autobiografia e corale come una saga familiare, questo vigoroso e insieme delicato romanzo intreccia le storie di una comunità e i destini dei suoi componenti attraverso lo sguardo di una donna che, per scongiurare la follia sprigionata dal dolore, si affida al potere rasserenante della memoria. Riemergono allora, in un accorato fluire di ricordi, la madre Anita, il padre Francesco, la zia Peppina, il cugino Saverio… Sullo sfondo di un Sud tanto avvolgente e aspro quanto vitale e dolce, Chiara guida, da una vecchiaia vissuta fuori dal tempo nel turbinare dei suoi fantasmi, lungo gli aspri sentieri della sua esistenza.
Editore : Feltrinelli – Data di pubblicazione: 2016 – pp 272 – ISBN-13 9788807888625 – prima edizione 1995 sempre per Feltrinelli
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