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La leggenda del santo bevitore – Joseph Roth
L’ultimo piccolo grande capolavoro di Joseph Roth
felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

 

Trama

La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, un’emozionante narrazione che esplora la vita di Andreas Kartak, un vagabondo nella Parigi del secondo dopoguerra, a cui viene offerta un’inaspettata opportunità di redimersi. Questa storia vi immerge in un viaggio emozionante attraverso le strade parigine, rivelando la complessità dell’umanità e la possibilità di redenzione anche nei momenti più bui.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Quando Joseph Roth ebbe l’idea di scrivere La leggenda del santo bevitore, (opera che sarà pubblicata nel 1939, a pochi mesi dalla sua morte) pare si trovasse al Caffè Tournon di Parigi, luogo in cui era solito incontrarsi con degli emigranti austriaci. La breve novella parte dal loro racconto che gli parlarono di un povero mendicante che doveva restituire quanto prima un prestito con un’offerta in chiesa.

A fronte di questo piccolo aneddoto Joseph Roth promise a sé stesso che La leggenda del santo bevitore sarebbe divenuto un romanzo.

Sembrerà agli occhi di chi lo conosceva un vero e proprio testamento, lo scrittore e critico Hermann Kesten frequentava Roth e dopo averla letta, definì l’opera qualcosa a metà tra Heinrich von Kleist e Lev Tolstoj.

Dopo il suo ricovero in una casa di cura per malati mentali a causa di un inconsueto comportamento in treno dopo un viaggio di ritorno ad Amburgo per affari, Roth fu affidato a dei parenti galiziani e in secondo momento un rabbino guaritore russo che si prese cura di lui. Dopo questa traumatica esperienza lo scrittore conobbe la miseria e la povertà e il sentirsi dimenticato da tutti, a fronte dell’ambiente ebraico ortodosso della Galizia, in cui la pazzia veniva considerata un castigo di Dio.

Dopo un’adolescenza alquanto travagliata, si dedicò agli studi e all’università, per poi partecipare alla Prima guerra mondiale arruolandosi nel 1916, sei anni dopo lo scrittore perse sua madre nel 1922 per un cancro all’utero.

Non vorrei addentrarmi nella vita di Joseph Roth, ma tornando al racconto del bevitore da parte degli emigranti austriaci che aveva incontrato quel giorno, lo scrittore si cucì addosso come affermò lo stesso Kesten, la storia della sua vita facendone un breve romanzo.

Un uomo normale e saggio, da alcuni veniva considerato un fanatico della verità che la mattina la trascorreva a scrivere e la notte si trasformava in un folle che si ubriacava, ma il bere lo portava a diventare una persona alquanto creativa. Per definirlo al meglio poteva essere il poeta delle tenebre.

La leggenda del santo bevitore diventerà un piccolo grande capolavoro, per Roth sarà come guardarsi allo specchio e sentirsi come il clochard Andreas Kartak che sotto i ponti della Senna incontrerà un enigmatico benefattore; l’uomo anziano gli donerà duecento franchi, ma non vuole che gli vengano restituiti, anzi preferirebbe che siano offerti alla chiesa di Santa Maria di Batignolles, alla piccola santa Teresa.

Un miracolato protagonista che sembrerà rinascere e finalmente iniziare a vivere, ma a quale prezzo? Riuscirà a offrire alla santa Teresa quel denaro?

Rinascere vuol dire riemergere da uno stato di povertà e totale abbandono, cercare qualche piccola gioia quotidiana che potrebbe portare anche a qualche spiacevole illusione, per poi confrontarsi con una realtà che non fa sconti, nemmeno al povero Andreas Kartak.

Il protagonista ritroverà i fantasmi di un passato molto lontano, amori, gioie e sofferenze, tanti volti che si alterneranno e che cercheranno di restituire all’uomo qualcosa di perduto e di non interamente vissuto. Ma l’uomo si concederà al denaro per esaudire quegli svaghi e quei vizi che li faranno dimenticare la sua moralità e dignità verso quel credito che un giorno dal nulla gli è stato concesso.

Un romanzo introspettivo ed evocativo strutturalmente complesso favorito da una prosa leggera e che affronta tematiche come la fede e la redenzione e nelle quali si intreccia il mistico e il surreale.

Il miracolo, il riscatto sociale, la tentazione e l’integrità morale e infine il destino che ci riserva la vita saranno gli aspetti essenziali di questo breve e intensa parabola che Roth, forse sorseggiando qualcosa a voluto offrirci per l’ultima volta.

Nel 1988 venne realizzata una pellicola cinematografica per la regia di Ermanno Olmi, con protagonista Rutger Hauer (preferito in un secondo momento a Robert De Niro che declinò l’invito) nella parte di Andreas Kartak. Il film ottenne il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, 4 David di Donatello e 2 Nastri d’argento.

  

Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Editorial Letra Minúscula; 1° edizione (20 marzo 2024)
  • Genere Narrativa
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 64 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8410284421
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8410284425

 

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