#4 – LA VITA DENTRO IL RETTANGOLO DI UN TAVOLO

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Valerio Varesi, il commissario Soneri e i sapori di Parma

 

Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale
Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale

Parma ducale, dei Farnese e dei Borbone (Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale) ; Parma la piccola Parigi, per la raffinata corte di Maria Luisa d’Austria

(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria
(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria

(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria);

 

Parma scrigno di tesori artistici, la Cattedrale e il Battistero, La Pilotta e il Teatro Farnese, il Palazzo e il Parco ducale, gli affreschi del Correggio

 

fig.3 correggio affresco cupola duomo
Fig.3_Correggio_ Affresco_Cupola_Duomo

(Fig.3 – Gli affreschi nel Duomo del Correggio) Correggio e del Parmigianino;

 

 

 

Parma della musica, dove ogni anno potenti vibrano gli accordi di una ricca stagione lirica e del Verdi Festival

fig.4 teatro regio
Fig.4__Teatro-Regio

(Fig.4 – Teatro Regio);

 

 

 

 

fig5 la certosa
Fig,5_La_Certosa

Parma delle lettere, celebrata tra le pagine di Stendhal (Fig.5 – La Certosa e Stendhal) e di Proust, dove approdarono anche Byron e Dickens;

 

fig.6 capitale cultura 2020
Fig.6_Capitale cultura 2020

 

 

Parma Capitale Italiana della Cultura per il 2020 (Fig.6 – Capitale della Cultura 2020), capace insomma di interpretarla nel suo senso più esteso e produttivo.

 

 

 

fig.7 parma degli scandali
Fig.7_Parma degli scandali

Parma degli scandali (Fig.7 – Parma degli scandali): dal dissesto Salamini al primo grande giro di tangenti ai partiti;

poi Bubi Bormioli e il suo peccaminoso amore per Tamara Baroni;

l’omicidio dell’industriale Carlo Mazza;

il crac Parmalat.

 

fig.8 parma della nebbia
Fig.8_Parma della nebbia

 

Parma di nebbie e di delitti (Fig.8 – Parma e la nebbia), dove le brume stagnano lungo il torrente che la traversa o si avvinghiano alle sue colline, evocando timori indefiniti, suggestioni inquietanti, superstizioni antiche, segreti sfuggenti

 

 

fig.9 valerio varesi
Fig.9_Valerio Varesi

Valerio Varesi (Fig.9 – Valerio Varesi) – parmense di adozione per essere approdato a Parma, a soli tre anni, dalla natia Torino – di quelle atmosfere e di quei misteri è splendido interprete, nelle ormai quindici indagini che hanno per protagonista Franco Soneri (Fig.10 – Luca Barbareschi nei panni del commissario Soneri).

fig.10 luca barbareschi nei panni di soneri
Fig.10_Luca Barbareschi nei panni di Soneri

Il commissario è uomo di poche parole, schivo, segnato dalla vita, disilluso forse, che nel corso degli anni (la sua prima apparizione risale al 1998, anno di uscita per Moby Dick di Ultime notizie di una fuga) è sprofondato in una realtà sociale e criminale in continuo divenire, che lo disorienta e che stenta ad accettare, un palcoscenico sul quale “gli attori sono piombati 

[all’improvviso] da altre compagnie e parlano lingue sconosciute” (Il commissario Soneri e La legge del Corano, Frassinelli, 2017).

 

Dove trovare allora, in un’attualità così frastornante nella quale perfino l’agito criminale sfugge alla sua esperienza, un punto di riferimento, una consuetudine riconoscibile, una confortante stabilità da mettere a fianco dell’amore per Angela Cornelio, sobrio ma resistente? Nel cibo appunto, in quello scrigno di sapori e profumi che legano Franco Soneri alle sue radici, all’infanzia, a un retaggio immutabile, tanto da fargli pensare a volte che “ciò che è rimasto di noi sia tutto qui, dentro il rettangolo di un tavolo. Nient’altro che un catalogo di sapori” (La legge del Corano, Frassinelli, 2017).

fig.11 le eccellenze gastronomiche di parma
Fig.11_Le eccellenze gastronomiche di Parma

Parma delle eccellenze gastronomiche (FIg.11 – Parma delle eccellenze gastronomiche), al centro di un territorio, scandito da filari di alberi e corsi d’acqua e curato come un giardino, nel quale la fertilità del suolo, le antichissime tradizioni e l’intraprendenza dell’uomo hanno favorito la nascita e lo sviluppo di prodotti alimentari di nobile rango. I prosciutti stagionati già rinomati fin dai tempi dell’impero romano; il Parmigiano Reggiano, il cui processo di stagionatura è stato introdotto dai monaci benedettini già nell’alto medioevo; le conserve vegetali, pomodoro soprattutto, la cui industria di trasformazione, nata nella seconda metà dell’Ottocento e ben presto prosperata come leader di settore, ha favorito la specializzazione delle conterranee imprese meccaniche e la posa di una capillare rete ferroviaria; la pasta e i prodotti da forno, con la nascita della Barilla nell’u

ltimo quarto del XIX secolo, dapprima come panetteria e ben presto come capofila d’industria, a livello europeo e mondiale.

Parma dei Consorzi alimentari, costituiti nel XX secolo per la tutela dei prodotti tipici: Parmigiano, Prosciutto, Culatello.

Parma divenuta nel 2003 sede dell’EFSA, l’Authority Europea per la Sicurezza Alimentare, e nel 2015 dichiarata dall’UNESCO, unica in Italia, Città creativa della gastronomia. Parma di Cibus, la più importante fiera dell’alimentazione.

“Parma è una città che ha fatto dell’agroalimentare la sua vocazione e fortuna”, come ha dichiarato lo stesso Varesi in un’intervista rilasciata a Marilù Oliva, “A Parma non ci sono grandi ristoranti, ma si mangia mediamente bene. Al contrario di Bologna dove si mangia mediamente male”. E non potrei essere più d’accordo, anche sull’ultimo punto che riguarda la mia

città dove una ottusa consuetudine al fast food sta disperdendo quello che un tempo era un glorioso patrimonio gastronomico.

fig.12 parma e le sue trattorie
Fig.12_Parma e le sue trattorie

Non grandi ristoranti dunque a Parma, ma trattorie superbe (Fig.12 – Parma e le sue trattorie) dove gustare i piatti della tradizione, quelli prediletti anche da Franco Soneri: i tortelli nelle tre versioni classiche (Fig.13 – I tortelli della tradizione) – con ripieno di patate, di erbette e ricotta o di zucca – gli gnocchi al pomodoro e gli anolini in brodo, meglio se annaffiati di generoso Gutturnio. Li gusta da Alceste il commissario, al Milord, che non esiste come luogo identitario ma condensa il gusto genuino di tante trattorie e osterie parmensi.

fig.13 tortelli alle erbette
Fig.13_Tortelli alle erbette

Dall’oste, che per lui e per Angela è ormai diventato un amico, Soneri ritrova i piatti preferiti e, con essi, un istintivo rimedio contro l’afflizione che i cambiamenti della sua città gli procurano: Mentre entrava, capì che non era un caso che fosse giunto lì, ma non sapeva se fosse stata la fame o il bisogno di lenire le amarezze di quella mattinata. I tortelli di Alceste erano una cura passeggera ma efficace” (La mano di Dio, Frassinelli 2006).

E non importa se con il trascorrere del tempo il commissario come i comuni mortali è divenuto vittima d

i un dispettoso eccesso di colesterolo, in virtù della sua predilezione per i piatti ricchi di condimento e i salumi della sua terra. Lui ama il culatello e difende la sua dieta anche dai tentativi di Angela per riportarlo sulla retta via, compresa una sortita al ristorante vegano. Un’offesa per il commissario che considera i vegani “perfino più fanatici dei musulmani”. E poi, per carità, non parlategli più di quel ristorante con “cameriere magre e solenni come arpiste” e “un chiarore asettico da sala operatoria” (La legge del Corano, Frassinelli, 2017). Una sola può essere la sua conclusione, una scrollata di spalle colorita di sbrigativo fastidio: la dieta non si cambia, “noi emiliani siamo cresciuti coi grassi fino ad adattarci”.

Varesi è laureato in filosofia e dai suoi scritti si vede, eccome, anche nel rapporto gaudente del suo protagonista con la buona tavola. In Soneri ritroviamo qualcosa dell’inebriante conforto dei cibi che Kirkegaard legge nel Don Giovanni mozartiano e molto della visione di Epicuro dove ogni elemento, cibo compreso, trova una propria giustificazione in un orizzonte ideale.  “Il cibo poi”, come dichiara Varesi stesso, “è sempre stato parte integrante della riflessione, la facilita, fa scorrere i pensieri. Come appunto accadeva nei simposi di Platone, accompagnati da sontuose libagioni, molto vino e anche fumi d’oppio”.

A tavola scaturiscono alcuni dei tanti e profondi dialoghi che Soneri intesse con i suoi deuteragonisti, occasione per il commissario di osservazione e interpretazione della realtà circostante, amplificazione quasi della sua sensibilità investigativa: “«Tutti si sbattono per questo niente», constatò Soneri guardando intorno le tavolate di impiegati e professionisti in giacca e cravatta, uguali come gli anolini usciti dallo stesso stampo”. «A questo siamo arrivati. Puoi essere un puzzolente verminaio, ma l’importante è che tu abbia un bell’aspetto», sghignazzò Sbarazza” (Oro, incenso e polvere, Frassinelli, 2007).

fig.14 le scarpette di santilario
Fig.14_Le scarpette di Sant’Ilario

In ultima analisi, tortelli, anolini e salumi sono per Soneri cibi della memoria: attraverso il riconoscimento del loro sapore, si veicola e si rinnova non solo il piacere del gusto ma un senso gratificante legato al passato di ognuno, una “deliziosa voluttà capace di rendere indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità” (Marcel Proust, Dalla parte di Swann).  Insomma le scarpette di Sant’Ilario (Fig.14 – Le scarpette di Sant’Ilario) del commissario come le petites madeleines di Proust, a riaffermare tradizioni e a rinnovare un legame inscindibile tra presente e memoria: “Soneri era già preso dalla contemplazione di quel biscotto ricoperto di glassa e tempestato di scaglie di zucchero gialloblu: i colori della città. La sua mente divagò nel passato, fino a formare un impasto onirico da cui lui emerse con un brutto pensiero: alla sua età aveva già mangiato più della metà delle scarpette che gli spettavano” (La mano di Dio, Frassinelli, 2009).

E Parma sia, fulgido palcoscenico e memorabile protagonista della nobile arte di Valerio Varesi.

 

L’autore

VALERIO VARESI, nato a Torino nel 1959, vive a Parma e lavora nella redazione bolognese de La Repubblica. Romanziere eclettico, è il creatore del commissario Soneri, apparso già in quattordici romanzi, protagonista dei polizieschi che hanno ispirato le tre serie televisive Nebbie e delitti con Luca Barbareschi. I romanzi con Soneri sono stati tradotti in tutto il mondo e nel 2011 l’autore è stato finalista al CWA International Dagger, il prestigioso premio per la narrativa gialla. Nel 2017 ha vinto il premio Violeta Negra per il miglior romanzo noir.www.valeriovaresi.net. La quindicesima indagine del commissario Soneri, Gli invisibili, sta per essere pubblicata nell’edizione speciale de Il Giallo Mondadori, per la celebrazione dei 90 anni della collana.

 

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