Genere: thriller, horror, drammatico
Titolo originale: L’estranea
Titolo internazionale: The Spiral
Paese/anno: Italia, Francia, Belgio/ 2026
Regia: Paolo Strippoli
Sceneggiatura: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico
Cast: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Andrea Genovese
Recensione a cura di Terry Fracchiolla
Il nuovo film di Paolo Strippoli “L’estranea” si apre con una riflessione: “cosa saremmo disposti a fare per i nostri figli?”. Il titolo originale ‘The Spiral’ preannuncia già il meccanismo di eventi che si autoalimentano che farà da guida all’intera narrazione.
La storia si apre con il racconto della famiglia Colonna che rappresenta “tutto ciò che gli altri vorrebbero diventare”. Siamo a Bari, 1999, una famiglia unita, due genitori innamorati (la mamma Anna interpretata da Jasmine Trinca, il padre Walter interpretato da Adriano Giannini), un figlio aspirante calciatore (Tobia interpretato da Andrea Genovese), una figlia aspirante modella (Alice interpretata da Romana Maggiora Vergano), uno stile di vita più che benestante, feste e benessere. Ma un giorno la famiglia deve affrontare le conseguenze di un incidente domestico e così Anna, incontra un’estranea (Valeria Bruni Tedeschi) che la spinge a fare una scelta che potrebbe cambiare tutto per la famiglia.
Ma L’estranea non è solo uno dei film recenti più belli per la sua trama coinvolgente, porta con sé un bagaglio tecnico notevole, che omaggia i vecchi film horror italiani. Restituisce valore alle sensazioni, attraverso inquadrature, movimenti di macchina, musiche. Emblematico è l’uso dell’inception roll, un effetto che richiama il cinema di Dario Argento, psicologicamente legato a un senso di destabilizzazione, vertigine, che caratterizza la scena della scelta che Anna deve compiere, da cui poi si innescheranno una serie di avvenimenti a catena. Allo stesso modo l’impiego del jump cut nelle riprese in ospedale, amplifica uno stato psicologico di ansia, confusione, disorientamento. Infine l’uso dei primi piani ci intimizza forzatamente con i personaggi, fino a farci identificare con le loro ansie, le frustrazioni, le indecisioni.
Il comparto visivo è inoltre scandito da una ritmicità sonora che guida gli eventi e la loro ritmicità. A guidarci attraverso questa pellicola sono anche i colori, passando da scene soleggiate, saturate di bianco, a momenti cupi e tetri, accompagnati da piogge torrenziali, in continuo rimbalzo emotivo tra passato e presente.
L’estranea è un film che fa discutere, nel bene o nel male, dividendo il pubblico tra realismo e metafisica soprattutto sul finale. La simbologia metafisica è innegabile, una pioggia torrenziale oltre i limiti, la spirale utilizzata come immagine ricorrente fin dalla tempesta iniziale e fino alle rotelline di liquirizia.
Eppure il film fronteggia tematiche attuali: siamo di fronte a una madre disposta a fare tutto per i figli o una donna disposta a fare tutto per sé stessa? Una figura inconsciamente egoista, che maschera la sua paura con l’amore per i figli. Questo amore per sé stessa è oltre limite evidenziato dalla figura dell’estranea che è attratta sia mentalmente che fisicamente da Anna, tanto da sedurla.
In definitiva, L’estranea è un film sorprendente che riporta in auge il cinema italiano. Grazie a una regia illuminata e a un comparto tecnico e attoriale di altissimo livello; Paolo Strippoli ci ha regalato un’opera destinata a lasciare il segno.

