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I maestri del giallo

John Ball
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John Dudley Ball, scrittore statunitense, nacque a Schenectady, nello stato di New York, l’8 luglio 1911 e morì a Encino – quartiere di Los Angeles, California – il 15 ottobre 1988. Cresciuto a Milwaukee nel Wisconsin, dove completò gli studi superiori al Carrol College, si iscrisse poi alla University of California, dove conseguì una laurea in letteratura. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nell’Aeronautica Militare come pilota e in seguito come istruttore, raggiungendo il grado di tenente colonnello. Dopo la guerra, lavorò brevemente come pilota civile, prima di entrare alla Columbia Records nell’industria musicale, diventando poi critico musicale, commentatore radiofonico e infine editorialista per un quotidiano di New York.

 

La sua carriera letteraria come scrittore a tempo pieno iniziò nel 1958, quando cominciò a pubblicare i primi racconti di fantascienza, nonché romanzi di guerra e di avventura. Ma la fama mondiale di Ball è legata al suo debutto nel romanzo poliziesco con In the Heat of the Night del 1965, immediatamente tradotto da noi nel Giallo Mondadori (La calda notte di Virgil Tibbs, 1966) e subito portato sul grande schermo dal regista Norman Jewison (La calda notte dell’ispettore Tibbs, 1967). Se il film – avvalendosi delle interpretazioni di grandi attori come Sidney Poitier e Rod Steiger – vinse cinque premi Oscar e impose trama e protagonista all’attenzione del grosso pubblico, non va dimenticato che anche i veri “addetti ai lavori” del Giallo lo scoprirono subito. Proprio a questo romanzo, infatti, fu assegnato l’Edgar Award del 1966 dalla Mystery Writers of America (l’associazione americana degli scrittori di gialli) come miglior romanzo d’esordio, nonché il Gold Dagger Award del 1966 come miglior romanzo straniero dalla British Crime Writers Association.

 

Diceva un critico importante che, quando si iscrive un personaggio nuovo all’anagrafe del Giallo, occorre caratterizzarlo e diversificarlo da quelli già esistenti, rendendolo il più possibile originale. Chi è, allora, Virgil Tibbs, e in cosa consiste la sua originalità? Trentenne, ispettore di polizia a Pasadena, in California, coltissimo e dotato di una mente analitica, questo protagonista – sherlockiano per metodi induttivi d’indagine – ricorderebbe altri classici del genere, se non fosse per il colore della sua pelle. E’ infatti un detective nero, originario del profondo Sud, laureato in legge, che – arrivato nella cittadina di Wells (Carolina) a visitare la madre proprio il giorno dell’omicidio di un rispettabile direttore d’orchestra – viene sospettato del delitto e arrestato dal capo della polizia locale Gillespie. Provata la propria identità e professione (con relativo shock delle autorità del posto), Tibbs accetta di aiutare Gillespie, e da questa difficile collaborazione tra l’uomo di colore istruito e l’uomo bianco razzista si sviluppa un’inchiesta che, diretta di fatto da Tibbs, porterà ad arrestare l’assassino, scagionando due persone innocenti e conquistando, da parte di Virgil, il rispetto dei poliziotti di Wells, pur reazionari e razzisti.

 

Significativa, al riguardo, la conclusione del romanzo: dopo un’indagine che ha attraversato ambientazioni simili a quelle di Erskine Caldwell e William Faulkner, Tibbs raggiunge la stazione in attesa di un treno che lo riporti in California. Lo accompagna Bill Gillespie, che – scrive John Ball – “pensò di stringergli la mano, ma poi non ne fece niente. Gliel’aveva già stretta una volta e poteva bastare; farlo ancora, magari, sarebbe parso un’ostentazione.” Così Gillespie se ne va prima dell’arrivo del treno, mentre Tibbs si siede su una panchina riservata ai bianchi.

 

L’attualità di questo poliziesco, in definitiva, consiste nell’essere un romanzo che coltiva, negli anni ’60, la speranza di un’integrazione dei neri, e che esprime una netta condanna dell’apartheid: un romanzo liberal, insomma. Ma la sua modernità risiede anche nello stile privo di retorica, fatto di dialoghi brevi, intensi e concisi, e di frasi secche e asciutte, capaci di accompagnare il lettore da un capitolo a quello successivo con una tecnica narrativa che oggi chiameremmo cliff-hanging.

 

In totale, la serie con Virgil Tibbs comprende sei romanzi, tutti tradotti in Italia da Mondadori (e uno solo anche da Sellerio), nelle collane Il Giallo Mondadori [GM] e I Classici del Giallo Mondadori [CGM]:

 

– 1965, In the Heat of the Night (La calda notte di Virgil Tibbs, GM n. 907, 1966; CGM, 1980; Sellerio, 2006);

– 1966, The Cool Cottontail (Virgil Tibbs e il morto senza nome, GM n. 997, 1968; CGM n. 831, 1998);

– 1969, Johnny Get Your Gun (Virgil Tibbs: prendi la berta, Johnny, GM n. 1180, 1971);

– 1972, Five Pieces of Jade (Virgil Tibbs: Cinque giade preziose, GM n. 1262, 1973; CGM n. 1266, 2011):

– 1976, Eyes of the Buddha (Virgil Tibbs e gli occhi di Buddha, GM n. 1501, 1977; CGM n. 1307, 2012);

– 1980, Then Came Violence (Una moglie per Virgil Tibbs, GM n. 1815, 1983):

– 1986, Singapore (Virgil Tibbs a Singapore, GM n. 1986, 1987).

 

Dopo quella con Tibbs, Ball tentò un’altra, brevissima serie – di minor successo – imperniata su un poliziotto bianco, Jack Tallon, che, fisicamente esaurito dallo stress del suo mestiere, da Pasadena ottiene il trasferimento in provincia, divenendo capo della polizia a Whitetwater, piccolo centro nello stato di Washington, dove il suo sogno di vivere da poliziotto tranquillo si infrangerà quando verrà sospettato di essere il maniaco sessuale che violenta e uccide sotto la maschera di Frankestein.

 

– 1977, Police Chief (Un poliziotto tranquillo, GM n. 1627, 1980);

– 1981, Trouble for Tallon (Guai in vista, capitano Tallon, GM n. 1727, 1982).

 

Così come va segnalato un unico caso di scrittura a quattro mani con un collega, Bevan Smith, in un giallo fuori da ogni serie:

– 1978, A Killing in the Market (Un killer in borsa, GM n. 1661, 1980).

 

Dai romanzi di Ball con Tibbs furono tratti tre film: al celebre La calda notte dell’ispettore Tibbs, del 1967. seguirono – con fortuna decrescente – Omicidi al neon per l’ispettore Tibbs (1970) e L’organizzazione sfida l’ispettore Tibbs (1971), entrambi con Sidney Poitier confermato nel ruolo del protagonista. Nel primo, d’atmosfera quasi simenoniana, Tibbs indaga sull’assassinio di una prostituta di cui è accusato un suo amico sacerdote. Nel secondo, invece, il detective nero combatte (senza vincere) una potente organizzazione di traffico di droga.

 

A questa serie cinematografica va associata poi anche una serie televisiva, L’ispettore Tibbs, andata in onda per otto stagioni, dal 1988 al 1995, sul canale americano NBC (in Italia dal 1991 su Rai2, e in replica dal 2002 su La7) con Tibbs impersonato dall’attore nero Howard E. Rollins. Non vanno taciute però le differenze, anche notevoli, tra il romanzo del 1965, i tre film con Poitier e la serie televisiva. Nei romanzi Tibbs è ispettore di polizia a Pasadena (dove nella realtà gli è stata riservata simbolicamente una scrivania presso il Dipartimento di Polizia, quasi fosse un autentico funzionario di quella città), anche se le sue indagini possono portarlo fino in Estremo Oriente; nel primo film, ambientato nel Mississipi, dice di lavorare a Filadelfia, mentre in quelli successivi è ispettore di polizia a San Francisco. Nella serie TV, invece, Tibbs è il capo della squadra investigativa della polizia presso la cittadina di Sparta, finché non lascia il lavoro per gli studi di legge e viene sostituito dall’ispettore Forbes, anch’egli di colore (in realtà il personaggio fu eliminato a causa dei problemi di droga dell’interprete Howard Rollins, poi scomparso prematuramente). Anche il suo stato civile risulta soggetto a variazioni: nei libri e nel primo film è scapolo (solo nel finale dell’ultimo romanzo si fidanza con la vedova di un politico africano), mentre negli altri due film e nella serie televisiva è sposato con due figli, e viene dato largo spazio ai suoi problemi familiari (che nel telefilm lo porteranno alla separazione). Nei romanzi, infine, Tibbs – come il suo autore John Ball – è cintura nera di karate e appassionato di culture orientali, caratteristiche che non verranno riprese nelle versioni filmate.

 

Quanto al peculiare interesse di Tibbs per l’Oriente, lo conferma, infine, il plot di due romanzi. In Cinque giade preziose Tibbs indaga sull’omicidio di un importatore cinese di giade che ha fatto fortuna in America, assassinato con un pugnale di giada nel cuore e quattro pezzi di giada rossi disposti attorno al corpo. Un omicidio rituale? Un macabro avvertimento? Unica erede è la giovane, sensuale Yumoko. Ma la giada è davvero il movente del delitto? In Virgil Tibbs e gli occhi di Buddha, invece, Tibbs deve indagare sulla scomparsa della figlia del famoso finanziere Friedkin. Il cadavere di una giovane donna, scoperto in un punto isolato di un parco a Pasadena, strangolata ma non violentata, non è per fortuna quello di Doris Friedkin, ma per Tibbs i due casi sono collegati, e così la ricerca della verità condurrà il nostro detective a fare un mezzo giro del mondo, finché, al cospetto degli occhi di Buddha, nel famoso Tempio della Scimmia, troverà la grande, conclusiva rivelazione.

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