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Il violinista
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Film drammatico di Mirko Zullo, soggetto di Alessandro Chiello. Con Edoardo Romano, Sabrina Borsotti, Fabrizio Rizzolo, Davide Mengacci, Greta Gallotti. Drammatico, Italia, 2022.

Sceneggiatura Alessandro Chiello, Mirko Zullo, Sabrina Borsotti, Giorgio Minelli, Fabrizio Rizzolo, Isabella Tabarini Fotografia Luca Bellossi Montaggio Enrico Pietrobon Costumi Maria Grazia Regazzi

Musica originale Roberto Olzer, Christian Titoli, Simone Mangialenti Musiche di repertorio Roberto Olzer, Silvia Arfacchia, Stefania Abondio, Ultrasonik Records Suono Montered Studio Operatore Enrico Pietrobon

Truccatori e parrucchieri Giada Rouvreau Casting Alessandro Chiello, Giorgio Minelli, Mirko Zullo

Tratto dal racconto Il violinista di Piazza Mercato di Alessandro Chiello, Mirko Zullo sigla la sua opera di esordio prodotto da Chapeau films Italy dal titolo Il violinista.

 

La Piazza Mercato di Domodossola rappresenta il cuore cittadino e ogni primo venerdì del mese alle 1015, diventa un luogo magico dove un anziano e solitario violinista si esibisce davanti a un pubblico che rimane incantato dalla suggestiva melodia del suo violino. In quel suono vi è contenuta un’intera esistenza dove affiorano i ricordi del passato che han portato all’uomo delle cicatrici che non si sono rimarginate.

L’anziano appare un tipo sfuggente e dopo la sua esibizione scompare. Ma c’è un uomo che lo cerca da tempo, si tratta di un critico musicale, noto più per le sue stroncature che per gli apprezzamenti nei confronti degli artisti. L’uomo viene affascinato e visibilmente rapito dalla magia di quel suono del violino e vede nella figura del violinista, un vero artista.

Quell’uomo curioso corrisponde a Ottavio Malatesta trasferitosi in paese per cercare di smaltire la fine della relazione con sua moglie arrivata già da tempo al capolinea; decide di rivolgersi al parroco del paese, Don Andrea, l’unica persona ad avere qualche contatto con il violinista.

Ma per un incontro che sfugge, un altro che sembra realizzarsi riguarda quello tra il violinista ed Elisa, una giovane cameriera che lavora nel più noto bar della piazza.

Quell’incontro all’inizio così delicato e intimo tra i due li condurrà a evocare un passato terribile avvenuto proprio un lontano primo venerdì del mese.

Le inquietudini dell’essere umano che lo portano attraverso la sua solitudine a far riemergere ricordi incessanti di un passato che ritorna e non vuole andare più via.

Saranno le dolci note di un violino a prendersi cura delle nostre anime inquiete accarezzandole attraverso una soffice melodia.

Il film è ambientato nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, ne potremo apprezzare la suggestiva e armoniosa bellezza del territorio attraverso incantevoli paesaggi di montagna, chiese e piazze.

L’opera focalizza l’attenzione sui sentimenti dei personaggi della storia, rendendoli vividi, pulsanti e tangibili allo spettatore e affronta il tema della solitudine, del rimorso e dell’ostinato tentativo di sopravvivere al dramma umano. Un film esistenzialista che parla di amore, amicizia e tradimento senza far mancare quelle sfumature di mistero tanto care ad Alessandro Chiello, che curandone il soggetto, ha dato il suo tocco da scrittore di gialli.

Spontanee le interpretazioni degli attori protagonisti che grazie alla loro naturalezza hanno offerto una prova convincente. Gradevole l’esordio sul grande schermo del conduttore televisivo Davide Mengacci nelle vesti di don Andrea, parroco del paese, Edoardo Romano comico del noto trio degli anni 80 dei Tretré si era già distinto in ruoli drammatici come nei film di Pupi Avati (Il papà di Giovanna, Il cuore altrove, la rivincita di Natale, la seconda notte di nozze) e Fabrizio Rizzolo, impeccabile nel suo ruolo di critico musicale dallo sguardo magnetico e dall’atteggiamento scontroso e un plauso va a Sabrina Borsotti (nel ruolo di Elisa) capace di offrire un’interpretazione carica di emotività grazie alla complessità del suo personaggio che ha nascosto luci ed ombre del suo vissuto.

Notevoli e particolarmente suggestive le musiche dell’artista domese Roberto Olzer

La coppia Zullo-Chiello ha trovato la loro chimica perfetta risultando vincente per un’opera prima davvero promettente.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera “, speriamo di rivederli insieme!

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