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Stasera al cinema

I peccatori (Sinners)
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Titolo originale: Sinners Nazione: Usa Anno: 2025 durata: 137 min. Genere: Azione, Horror, Regia di: Ryan Coogler Cast principale: Delroy Lindo, Hailee Steinfeld, Jack O’Connell, Michael B. Jordan, Miles Caton, Omar Benson Miller, Wunmi Mosaku
Tematiche: amore, Famiglia, libertà, morte, musica.
Recensione a cura di Antonio Falleti

“Quando il diavolo suona il blues.”

Sinner è un film che inganna lo spettatore fin dai primi minuti. L’incipit, immerso in una fotografia calda e terrosa, richiama apertamente Il colore viola. Ma, questa somiglianza è solo un ponte, un’illusione iniziale.

Il film, infatti, si apre progressivamente come un fiore velenoso, trasformandosi in un horror metaforico che usa il blues come chiave d’accesso a un inferno interiore. I  personaggi sono sospesi, portano addosso la storia di un’ America che non ha mai smesso di fare i conti con il proprio passato.

Il film suggerisce che il blues non è solo musica: è memoria incarnata, una forza che scava, che riapre ferite, che costringe a guardare ciò che si tenta di nascondere.
Dualità e inconscio.
L’attore protagonista interpreta una dualità gemellare: due identità che non sono realmente due persone, ma due forze psichiche in conflitto. Questa scelta registica dà al film una densità quasi teatrale, e allo stesso tempo lo radica nella tradizione dell’horror psicologico.
Il film diventa così una ballata oscura sui temi dell’odio, del razzismo terminale, della colpa che ritorna come un vampiro assetato.
La scena più potente: la sequenza in cui il passato e il presente danzano  “si risvegliano  alla rivoluzione della musica .
È il cuore pulsante del film.
La macchina da presa vibra, la luce cambia, il suono si deforma: è come assistere alla nascita di una nuova coscienza, o forse alla sua definitiva distruzione. È un momento che rimane impresso, un piccolo capolavoro.
Un film da rivedere.
Non è un film semplice. È stratificato, ambiguo, a tratti disturbante proprio per questo merita una seconda visione: per cogliere i dettagli, i rimandi, le metafore che alla prima passano inosservate.
È un’opera che lavora nel tempo, che continua a risuonare nella mente come un accordo di blues che non si spegne, fino alla luce dell’ alba.
Alla fine ognuno di noi  è un peccatore  con un bisogno forsennato  di redenzione.
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felix77
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