Stasera al cinema… La bella e la bestia di Bill Condon

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a cura di Stefania Ghelfi Tani

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Bill Condon riproduce il film d’animazione di Walt Disney del 1991 con qualche aggiunta, discostandosi davvero poco dalla rappresentazione animata della fiaba.

Un grande plauso alla scenografia, all’ambientazione curata nei dettagli, al lavoro di computer grafica, ai costumi, alle voci – per noi che siamo in Italia complimenti ai doppiatori – e alle musiche, sicuramente migliori in originale. Un musical ben fatto.

Unico neo, a mio avviso,  il confine troppo labile tra realtà e finzione, tra vita vera ed effetti speciali.

Ho notato alcuni richiami a “Tutti insieme appassionatamente” con Julie Andrews, a “Cappuccetto Rosso” e a “Cenerentola”, forse un omaggio del regista ad altri film rimasti nella storia e nella memoria.

Emma Watson veste perfettamente i panni di Belle, eroina fuori dagli schemi: curiosa, coraggiosa, indipendente, colta e Dan Stevens, il principe, è molto più credibile e interessante nei panni della Bestia che non nel suo ruolo regale dove appare sbiadito e per nulla incisivo.

Luke Evans nei panni di Gaston amato dalle masse e rifiutato da Belle bravissimo nel vestire i panni del villain. Josh Gad nel ruolo del fedele scudiero Le Tont  impersona la coscienza , il raziocinio ma senza la sufficiente forza necessaria a cambiare le cose ed il coraggio per contrastare Gaston.

Gli altri interpreti, star nel doppiaggio originale degli oggetti animati e umanizzati, si sveleranno solo nel finale.

Kevin Kline , il padre di Belle, è una figura triste, ingrigita, un uomo vinto dal dolore ma vincente nell’ingegno.

Ho decisamente preferito l’animazione degli oggetti creata da Disney perché, in questo lungometraggio, si rischia un effetto “psichedelico” troppo moderno che produce distonia con la magia della favola di un’epoca lontana.

Molti i valori morali presentati: la volontà ed il diritto di essere se stessi contro i dettami della società, il valore della bellezza interiore, la paura del diverso, l’importanza del perdono e dell’essere caritatevoli, lo scontro tra istruzione ed ignoranza.

Come abbattere i pregiudizi? Come dare credibilità e possibilità all’inconsueto? Come dare la chance di essere riabilitati? Nella fiaba si riesce e si deve, dovrebbe succedere anche nel nostro mondo!

“La bella e la bestia”, che ha addirittura origini nel lontano 1500, è ancora attuale nella denuncia, seppur edulcorata, del diverso e delle differenze.

Purtroppo non mi ha completamente convinta, mancano l’incanto e l’emozione del favoloso film d’animazione. Walt Disney docet.

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