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I maestri del giallo

EDNA SHERRY
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Scrittore Affermato
Luigi Guicciardi
Modenese (1953), già docente di Lettere e Latino al liceo e critico letterario, ha pubblicato edizioni critiche e saggi su autori dell'Otto/Novecento su riviste specializzate (“Italianistica”, “Lingua e Stile”, “Il Mulino”, “Otto/Novecento”, “Storia contemporanea”, “Studi e problemi di critica testuale”, “Delitti di carta”). S'è poi dedicato, dalla fine degli anni '90, alla narrativa poliziesca con una serie di romanzi con il commissario Cataldo protagonista pubblicati da vari editori (da Piemme a Hobby&Work) e tradotti anche all'estero (Heyne, München; Hersilia Press, Oxforshire), l'ultimo dei quali è Il commissario Cataldo e il caso Tiresia (Damster 2023). Ha creato infine due nuovi personaggi, i commissari Laudani (I segreti non riposano in pace, Gilgamesh 2021; Tre storie di sangue, Gilgamesh 2023) e Torrisi (Il ritorno del mostro di Modena, Damster 2022). E' anche autore di racconti, editi su riviste e antologie (tra cui Delitti al Museo, Milano, Mondadori, 2019), infine raccolti in La chiave e altre storie, ebook, Delos Digital 2023. Ha vinto vari premi letterari (Il Racconto, Rosolini, per designazione di Vincenzo Consolo; il Todaro Fatranda, Bologna; il Molinello, Siena; il Città di Grottamare, presieduto da Franco Loi; il Giallo Ceresio; il Torresano), risultando più volte finalista – nell'ambito più specifico del Giallo – al Mystfest di Cattolica, al Scerbanenco/Noir in Festival, al Fedeli e al Tedeschi/Mondadori.

Edna Sherry, nata Solomon, giallista statunitense, nacque a Cincinnati nell’Ohio il 28 novembre 1885 e morì, all’età di 81 anni, a New York il 4 febbraio 1967. Dopo gli studi all’Hunter College di Staten Island, vi si laureò nel 1906 e vi insegnò letteratura inglese per tre anni, finché nel 1909 sposò il dottor Ernest Sherry, un dentista, e per vari anni si dedicò alla crescita dei loro due figli.

Dopo un testo teatrale poliziesco del 1923, Guilty?, messo in scena con scarso successo a Baltimora, la scrittrice debuttò nella narrativa alla fine degli anni Venti, con romanzi a puntate e racconti brevi pubblicati su riviste pulp. Due di questi racconti, scritti insieme Charles K. Harris, apparvero su “Munseys Magazine” (The Crimson Girl, marzo 1927) e “Sweetheart Stories” (Strange Cargo, gennaio 1928). Finché, nei primi anni ’30, in collaborazione col drammaturgo Milton Herbert Gropper, pubblicò due romanzi polizieschi, il primo dei quali, Is No One Innocent? (1930), è una versione romanzata della loro opera teatrale Inspector Kennedy dell’anno prima. Quanto all’altro romanzo, Grounds for Indecency (1931), edito da Macaulay, una casa editrice commerciale di basso profilo, risulta un caso di giallo erotico del tutto isolato nella bibliografia della Sherry (ma l’assenza di traduzione italiana impedisce un giudizio più preciso).

Alla morte del padre Michael H. Solomon, ricco commerciante e agente immobiliare, avvenuta nell’aprile del 1934, la scrittrice ereditò diecimila dollari, e da quel momento la serenità economica della sua famiglia le permise di tornare a dedicarsi con profitto alla scrittura. Solo molto più tardi, tuttavia, pubblicò il suo romanzo più famoso, Sudden Fear (1948), con cui avviò una duratura collaborazione con la casa editrice Dodd Mead, che stampò tutti i suoi gialli successivi (come pure, in Inghilterra, l’altrettanto importante editore Hodder&Stoughton). Da questo romanzo – letteralmente Paura improvvisa – che resta tuttora il più fortunato tra quelli della Sherry, fu tratto nel 1952 un film con lo stesso titolo (ma in Italia So che mi ucciderai) diretto da David Miller e interpretato da Joan Crawford, Jack Palance e Gloria Grahame, che ricevette quattro candidature ai premi Oscar, pur non vincendone nessuno.

Dopo Sudden Fear la Sherry scrisse altri otto thriller, dal 1949 al 1965, di cui riportiamo i titoli originali e l’anno di stampa:

No Questions Asked (1949), Backfire (1956), Tears for Jessie Hewitt (1958), The Defense Does Not Rest (1959), The Survival of the Fittest (1960), Call the Witness (1961), Girl Missing (1962), Strictly a Loser (1965), ricordando subito – con soddisfazione dei lettori nostrani – che risultano quasi tutti presenti in edizione italiana grazie al 99% ai soliti, benemeriti Gialli Mondadori [GM], a testimonianza della popolarità della Sherry presso il nostro pubblico dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’60, come si può notare da questo elenco:

So che mi ucciderai (GM n. 458, 1957; poi Classici del Giallo Mondadori, n. 343, 1979; poi Paura improvvisa, Edizioni Robin, 2002);

Vento contrario (GM n. 509, 1958);

Hai un cuore, poliziotto? (GM n. 560, 1959);

L’ultima difesa (GM n. 589, 1960);

L’assassino nel tuo letto (GM n. 651, 1961);

Indiziato numero uno (GM n. 679, 1962);

Una vita venduta (GM n. 762, 1963).

Fuori tempo massimo, nell’anno della morte: Bisogna saper perdere, Longanesi, collana Suspense n. 66, 1967.

Abbiamo detto thriller, anziché mystery, perché in molti gialli della Sherry risulta utilizzata la nota tecnica narrativa dell’inverted story, in cui l’assassino viene svelato fin dall’inizio, e l’interesse del lettore verterà sul perché uccide e/o su come riuscirà il detective a identificarlo e interromperne l’attività criminosa. Si pensi, per fare qualche esempio, a maestri dell'”inversione” come Richard Austin Freeman o Anthony Berkeley (su cui rinviamo ai nostri profili in questi stessi MAESTRI DEL GIALLO, 08/03/2019 e 17/02/2020) o alla popolare serie televisiva Il tenente Colombo con Peter Falk. Se davvero “il diavolo è nei dettagli”, come recita un noto detto, anche qui l’analisi minuziosa dei dettagli conduce spesso l’investigatore a incastrare l’assassino, anche se quest’ultimo non sempre viene ritratto come assolutamente malvagio o irrecuperabile. Spesso, anzi, le sue trame, che ricordano i thriller sociali, presentano da un lato vittime raramente innocenti, dall’altro colpevoli spinti al crimine dal desiderio di assicurarsi una posizione o una reputazione, in una società americana governata dalle implacabili leggi di una competizione disumanizzante.

La trama di Sudden Fear, e del film derivato So che mi ucciderai, si dice che piacque così tanto a Joan Crawford che investì nel progetto una grossa somma di denaro, e ancora oggi ci appare memorabile: un’ereditiera di San Francisco, scrittrice di commedie, sposa un attore conosciuto a teatro, per poi scoprire che lui progetta con una ex amante di ucciderla. Allora decide di escogitare un contro-piano, ma… avrà il sangue freddo sufficiente a metterlo in atto? La bella colonna sonora di Elmer Bernstein e la fotografia suggestiva di Charles Lang contribuiscono a completare questo noir “di buon artigianato, in cui la Crawford e Palance risultano assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto fra i loro personaggi, mentre anche la Grahame scava in profondità nel masochismo del suo” (Morandini).

Dopo la morte della Sherry nel 1967, la sua opera è stata in gran parte dimenticata, ad eccezione appunto di Sudden Fear, in quanto il successo del film ha consolidato lo status del romanzo come sua opera più conosciuta, contribuendo al suo impatto duraturo   all’interno del genere. Va detto però che negli ultimi anni la Sherry ha goduto di una tardiva riscoperta grazie alle ristampe della Stark House Press, in edizioni spesso accompagnate da nuove traduzioni.

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