Recensione a cura di Dario Brunetti
Dopo l’esordio con Un cane, un omicidio e una puttana, torna il musicista e compositore genovese Lorenzo Malvezzi con il suo nuovo romanzo dal titolo Vicoli oscuri uscito per la Fratelli Frilli editori.
Nei Vicoli oscuri della città di Genova un pericoloso maniaco tende agguati a delle giovani vittime usando la GHB, la droga dello stupro e dopo averle lasciate in totale stato di smarrimento e abbandono, abusa di loro.
La polizia non riesce a incanalare le indagini sul giusto versante e intanto i casi tendono ad aumentare, così a dare man forte agli inquirenti entrerà in gioco Tito Laremi che dopo la morte del povero cane Serafino, il destino gli ha fatto incontrare un nuovo amico a quattro zampe di nome Helsinki.
In che modo sarà utile alla causa il nostro protagonista? Tito Laremi presta servizio come bidello al liceo classico statale Cristoforo Colombo, sa osservare ed entrare facilmente in confidenza con quei giovani dell’istituto.
In quei corridoi dell’istituto scolastico incontra Zeno, un ragazzo sfuggente che sembra nascondere più di un segreto e David un ex compagno di liceo che li rievoca vecchi ricordi ormai diventato un insegnante.
La polizia deve affidarsi davvero a un tipo come Tito Laremi, un uomo dai trascorsi alquanto complessi, eppure c’è chi intravede in lui quell’acume investigativo oltre che una spiccata sensibilità verso gli esseri umani, si tratta dell’agente Alberto Parodi.
Riuscirà il nostro Tito Laremi nell’identificare il pericoloso maniaco che si aggira per i carrugi di Genova?
Vicoli oscuri è un noir stilisticamente ben scritto e riuscito nel suo intento, con personaggi tratteggiati alla perfezione che fanno parte della nostra realtà quotidiana.
Malvezzi riconsegna ai lettori un personaggio come Tito Laremi che spicca per la sua autenticità e la grande capacità di mostrarsi attraverso le proprie fragilità in un mondo contaminato da false apparenze e dove si incontrano più maschere che volti.
Una scrittura fluida ed elegante al tempo stesso per un romanzo che combina introspezione psicologica al mistero attraverso quei segreti taciuti e quelle zone d’ombra che molto spesso trovano dimora nell’animo umano.
Il lettore si troverà davanti un finale spiazzante, forse troppo, ma nel suo complesso Malvezzi è riuscito ad esplorare il tema della violenza e degli abusi indagando sulle dinamiche del male, sulla vulnerabilità dell’essere umano e le deviazioni di una società sempre più alla deriva.
Diamo un arrivederci a Tito Laremi dedicandogli un brano del suo idolo Franco Califano:
ecco il link di Un tempo piccolo


