Un piccolo buio – Massimo Coppola
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Alessandra Rinaldi
Ciao a tutti, sono Alessandra. Adoro leggere, fin da bambina sono cresciuta con i libri in mano. Ho dei generi preferiti, come tutti, ma mi piace spaziare. Mi sono cimentata nella scrittura, ma ho trovato la mia dimensione nell’editing, nella correzione di bozze e nella valutazione dei testi. Mi piace entrare in contatto con gli autori, cercare di immedesimarmi nei loro pensieri, per collaborare e provare a migliorare i testi. Grazie a GialloeCucina ho la possibilità di trasferire su carta, attraverso le recensioni, le emozioni che un romanzo mi regala. GialloeCucina mi permette di scoprire nuovi autori, di leggere le interviste esclusive e di assistere alle dirette, oltre che informarmi attraverso le varie rubriche. E, dettaglio da non trascurare, ho la possibilità di migliorare la mia scarsissima esperienza in cucina. Cosa c’è di meglio che mangiare un buon pezzo di torta, sorseggiando un calice di vino mentre si legge un buon libro?

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Trama

Milano, 1936. A girare il filmato della cerimonia di inaugurazione di Palazzo Vittoria è un giovane regista, che si lascia presto distrarre da una ragazza bella e irrequieta con la quale esplora gli appartamenti ancora vergini e scopre una macchia di sangue sul mosaico vicino agli ascensori. La struttura di questo romanzo è semplice: quella del 1936 è solo la prima immagine, il primo movimento della vita a Palazzo Vittoria. Una volta ogni decennio, dal boom economico all’eroina, dagli anni Zero a un futuro vicino, il narratore posa il suo sguardo su quelle stanze dove nuovi protagonisti intrecciano i loro percorsi. Michele, Leda, Carlo, Chiara, Luca, Marco, Vittoria: li vediamo giovani, poi maturi e infine anziani, nascono figli che somigliano a loro da ragazzi, si intrecciano e si disfano cent’anni di vite immaginarie. Comincia un gioco di ricordi, di specchi e proiezioni che fa di Palazzo Vittoria – luogo più che mai reale – uno scenario onirico e rivelatore. Massimo Coppola costruisce un libro stratificato, in cui sperimenta registri linguistici e inquadrature, mescola il romanzo storico e la commedia all’italiana, racconta la paura di vivere che attraversa il nostro tempo: un piccolo buio nascosto nel cuore di ognuno, ma sempre sul punto di allargarsi e inghiottire tutto, come uno schermo che si oscura. Ma soprattutto questo romanzo dà dignità di personaggio a un luogo chiave della vita moderna, il condominio, che diventa il teatro di una possibile nékyia, il rito antico per riportare sulla terra gli spettri dei morti: ciascuno di loro ci consegna il suo frammento di vita pubblica e di privato destino, ci costringe a un bilancio sul secolo da cui veniamo, e poi lascia spazio a un futuro in cui forse costruire qualcosa di nuovo sarà ancora possibile.

Voce di Roberto Roganti

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Recensione a cura di Alessandra Rinaldi

Con “Un piccolo buio” attraversiamo cento anni. Cento anni di esistenze, di speranze, di amori e di morte.

Palazzo Vittoria è questo e molto di più. È stato costruito da Mussolini nel 1936, ha resistito ai bombardamenti della terribile guerra, ha dato rifugio a persone terrorizzate e con il cuore pieno di orrori. Una casa, un palazzo che ha custodito e custodisce segreti e desideri, sogni e fallimenti.

Storie e intrecci di persone che da giovani diventano adulte, poi anziane, poi vecchie e arrivano, senza scampo, al termine della loro vita.

Uomini e donne che si incontrano, si uniscono, si separano e si riuniscono a volte ferendosi e facendosi del male e, altre volte, godendo delle piccolo gioie quotidiane.

Cento anni di terribili ricordi, ma anche di dolci rievocazioni: “Lascia o Raddoppia” e l’indimenticato Mike Bongiorno, la Navràtilova e le sue prodezze tennistiche, Giacinto Facchetti e i mondiali di calcio.

Un viaggio attraverso il tempo, con descrizioni vivide e immagini reali: i bombardamenti, la sopravvivenza, l’eroina, la pazzia, ma anche la passione e l’amore.

Piccoli indizi, centellinati come perle, vengono svelati piano piano formando un romanzo intenso, velato di malinconia e rassegnazione, di consapevolezza e senza rimpianti, con la percezione che questa è la vita e va vissuta e accettata.

I capitoli  si rincorrono, come gli anni della vita dei protagonisti che si incontrano, si conoscono, si ignorano e si amano.

Uno stile di scrittura particolare, che scava nell’animo delle persone, che mette in evidenza il vuoto della loro esistenza e la voglia di frequentarsi e di incontrarsi alla ricerca di un futuro migliore, per combattere un destino non sempre benevolo.

Palazzo Vittoria è il fulcro attorno al quale ruotano i personaggi. Una costruzione alla quale, nel finale, toccherà la stessa sorte di chi l’ha abitata: “Il buio” da accettare con rassegnazione e malinconia.

 

Dettagli:

  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile: 272 pagine
  • Editore: Bompiani (6 marzo 2019)
  • Collana: Narratori italiani
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845298272
  • ISBN-13: 978-8845298271

 

 

 

 

 

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