Recensione a cura di Ileana Valente
Sono passati tanti anni, ero una bambina in vacanza, e una mia amica napoletana per fare pace e per farmi sorridere mi chiese qual era l’animale più arrabbiato? Io non risposi, mantenni il punto. Lei rispose: “la mamma”. Io non sorridevo e lei continuò chiedendomi se sapessi quale fosse quello ancora più arrabbiato della mamma? E siccome io continuavo a non rispondere, anticipò la soluzione: “la mamma inc*****a!”.
Parto da questo gioco di bambine, nato su una spiaggia, dopo che la mia amichetta mi aveva riempito l’asciugamano di sabbia e, per far pace, mi faceva gli indovinelli. Parto da questo gioco di bambine perché il romanzo breve di Al Gallo non fa ridere, ma la mamma è davvero arrabbiata e ha sete di vendetta.
In un quartiere di Napoli, dove il nostro autore sa bene destreggiarsi e arrivare con l’occhio lungo, si srotolano vite. Dietro una siepe, attaccato a un muretto, in un sottoscala, in un parcheggio… in questi luoghi si può incontrare tutto il bello e il brutto delle periferie di una grande città. Che certo, è Napoli, ma potrebbe essere al nord, centro o sud, indistintamente.
Non c’è da pensare. Il primo capitolo è già la fine e Miranda vincerà, si vendicherà e placherà la sua sete di odio contro colui e coloro che hanno ucciso suo figlio. Miranda è anziana, ma è fredda, glaciale, gelida, impenetrabile e soprattutto, sicura. La sua vendetta è di attesa, più di una volta si trova sul punto di mandare tutto all’aria perché ha fame di porre fine alla vita di quegli inutili uomini, camorristi di classe, che gestiscono vite, tempi e luoghi di povere anime perse, o in cerca di un riscatto. E se ne vuoi restare fuori, muori ammazzato.
Il romanzo ripercorre la storia intensa, fisica, mentale e strutturata di una donna, mamma e anziana che deve sopravvivere in una casa, in una via e in una zona alla quale lei appartiene materialmente, ma non mentalmente e per i suoi figli vorrebbe altro. Ma qui, come in tanti altri rioni simili, non puoi volere altro, devi solo adeguarti al clan, alla struttura piramidale e al tempo che passa e ti fa guadagnare i soldi per vivere, soldi sporchi sì, ma devi sopravvivere e tirare avanti la famiglia.
Miranda conosce gente, spesso amici, molto più spesso figure ambigue che le ruotano attorno e guardano, scrutano, spiano. Nella bruttura di una vita ai margini incontra l’amore e sarà quello per la vita e quello che le darà la forza di vendicare suo figlio.
Alla fine resterà viva una sola persona…
Al Gallo non ci lascia margini di immaginazione. I personaggi, le sceneggiature, il tempo, è tutto delineato e ben costruito. Il lettore va veloce e cerca il finale, perché la storia non è mai così semplice da raccontare. Scritto in una bella costruzione grammaticale italiana, fanno bella comparsa le inserzioni dialettali dei personaggi che, se ad alcuni potrebbero dare fastidio, nell’autenticità di un romanzo “locale”, rispettano al massimo i canoni della cultura, dell’antropologia e di quel mantenimento del linguaggio dialettale che deve essere mantenuto, curato e tramandato. Il titolo potrebbe ingannare e fuorviare, può significare tutto e niente, ma tra le pagine troviamo la soluzione e non è così scontata come sembrerebbe.
Da leggere tutto di un fiato, per poi decidere se allungare una mano a Miranda o tenderle una pistola.!

