Trenta e na pizza
Trenta e ‘na pizza Quartiere Moro : la legge coincide con la criminale volontà di Giò Laurano. A farne le spese, tutti… L’anziana Miranda lavora in nero come operaia in un’azienda del clan fino a quando suo figlio Michele, per non perdere l’officina paterna, inizia a smerciare droga. I Laurano lo vendono alla polizia per sviare l’arrivo di un carico… Il giovane s’impicca. Miranda fa chiasso e Giò la condanna a morte civile. Seppur malata, cova vendetta: “Occhio per occhio, figlio per figlio!” Venuta a sapere che il clan “assume” vecchie per confezionare droga, si umilia. Per 30 euro e ‘na pizza lavorerà per gli aguzzini, dove incontra Mario, un malato con vuoti di memoria e mani tremanti. I due anziani vivono una tardiva storia d’amore, perseguitati dal ricordo dei morti e dall’odio dei vivi. diventando dei Bonnie & Clyde napoletani…
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matesch
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Ileana Valente
Matesch è il nome d’arte di Ileana Valente. Nata a Roma, classe 1974 e cresciuta nella provincia romana, vive con un diploma di Perito per il Turismo in tasca e una mezza laurea in lingue mai terminata. Fotografa, numerologa, curatrice di testi e scrittrice. Ha collaborato con editori, blog letterari, associazioni culturali, saloni del libro e premi letterari quale giurato e organizzatore. Scrittrice per amore della scrittura, dedica buona parte del suo tempo alla lettura, alle recensioni, all’editing e alla correzione di bozze, prediligendo il genere “crime” ma con un occhio alla buona poesia e ai lavori di autori emergenti; ha assunto alcune collaborazioni editoriali e di volontariato; ha partecipato a diversi concorsi fotografici, arrivando spesso finalista e vincendo il Premio Europeo Clemente Rebora 2017; oggi si dedica alla numerologia, alla scrittura e al mondo dell’editoria a tempo pieno, partecipando attivamente a concorsi letterari ed eventi di settore. Dopo il primo romanzo di esordio auto pubblicato nel 2018, “ Il Montgomery Rosso”, romanzo di narrativa italiana che si svolge tra Roma e Gavignano nel Lazio, e Vasto in Abruzzo, nel quale viene raccontata la storia della sua famiglia, si cimenta nella seconda pubblicazione con “ Nero Buio”, nel quale racconta le psicosi delle persone ordinarie, che vivono apparentemente in tranquillità e a volte svelano, senza remore, il loro lato oscuro. Il libro viene editato successivamente da Pav Edizioni con contenuti extra e il nuovo titolo “ Ordinaria Follia” pubblicato nel marzo 2023. A settembre 2024 esce il suo terzo romanzo auto pubblicato, giallo a tinte noir, dal titolo “ Argilla” presentato per la prima volta a NeRoma Noir Festival, Roma ottobre 2024.

Recensione a cura di Ileana Valente

Sono passati tanti anni, ero una bambina in vacanza, e una mia amica napoletana per fare pace e per farmi sorridere mi chiese qual era l’animale più arrabbiato? Io non risposi, mantenni il punto. Lei rispose: “la mamma”. Io non sorridevo e lei continuò chiedendomi se sapessi quale fosse quello ancora più arrabbiato della mamma? E siccome io continuavo a non rispondere, anticipò la soluzione: “la mamma inc*****a!”.

Parto da questo gioco di bambine, nato su una spiaggia, dopo che la mia amichetta mi aveva riempito l’asciugamano di sabbia e, per far pace, mi faceva gli indovinelli. Parto da questo gioco di bambine perché il romanzo breve di Al Gallo non fa ridere, ma la mamma è davvero arrabbiata e ha sete di vendetta.

In un quartiere di Napoli, dove il nostro autore sa bene destreggiarsi e arrivare con l’occhio lungo, si srotolano vite. Dietro una siepe, attaccato a un muretto, in un sottoscala, in un parcheggio… in questi luoghi si può incontrare tutto il bello e il brutto delle periferie di una grande città. Che certo, è Napoli, ma potrebbe essere al nord, centro o sud, indistintamente.

Non c’è da pensare. Il primo capitolo è già la fine e Miranda vincerà, si vendicherà e placherà la sua sete di odio contro colui e coloro che hanno ucciso suo figlio. Miranda è anziana, ma è fredda, glaciale, gelida, impenetrabile e soprattutto, sicura. La sua vendetta è di attesa, più di una volta si trova sul punto di mandare tutto all’aria perché ha fame di porre fine alla vita di quegli inutili uomini, camorristi di classe, che gestiscono vite, tempi e luoghi di povere anime perse, o in cerca di un riscatto. E se ne vuoi restare fuori, muori ammazzato.

Il romanzo ripercorre la storia intensa, fisica, mentale e strutturata di una donna, mamma e anziana che deve sopravvivere in una casa, in una via e in una zona alla quale lei appartiene materialmente, ma non mentalmente e per i suoi figli vorrebbe altro. Ma qui, come in tanti altri rioni simili, non puoi volere altro, devi solo adeguarti al clan, alla struttura piramidale e al tempo che passa e ti fa guadagnare i soldi per vivere, soldi sporchi sì, ma devi sopravvivere e tirare avanti la famiglia.

Miranda conosce gente, spesso amici, molto più spesso figure ambigue che le ruotano attorno e guardano, scrutano, spiano. Nella bruttura di una vita ai margini incontra l’amore e sarà quello per la vita e quello che le darà la forza di vendicare suo figlio.

Alla fine resterà viva una sola persona…

Al Gallo non ci lascia margini di immaginazione. I personaggi, le sceneggiature, il tempo, è tutto delineato e ben costruito. Il lettore va veloce e cerca il finale, perché la storia non è mai così semplice da raccontare. Scritto in una bella costruzione grammaticale italiana, fanno bella comparsa le inserzioni dialettali dei personaggi che, se ad alcuni potrebbero dare fastidio, nell’autenticità di un romanzo “locale”, rispettano al massimo i canoni della cultura, dell’antropologia e di quel mantenimento del linguaggio dialettale che deve essere mantenuto, curato e tramandato. Il titolo potrebbe ingannare e fuorviare, può significare tutto e niente, ma tra le pagine troviamo la soluzione e non è così scontata come sembrerebbe.

Da leggere tutto di un fiato, per poi decidere se allungare una mano a Miranda o tenderle una pistola.!

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